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Bond ai raggi X

World Bank 3,6% 2027 dollari neozelandesi

Rischio a scadenza
Rischio a scadenza
Molto alto
Grado di oscillazione del valore nel tempo
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Il giudizio di MFIU

Il punto di riferimento di questa obbligazione è dato dall'attesa sul cambio euro/dollaro neozelandese, visto che un indebolimento di quest'ultimo può causare perdite ampiamente superiori alle cedole corrisposte.

A chi è adatto. A chi è disposto a sopportare perdite anche sensibili a fronte delle opportunità di ampi guadagni aggiuntivi offerti dal cambio.

Obiettivo dell’investimento. Diversificazione degli impieghi di breve termine, ovvero con scadenza entro 12 mesi, e ricerca di un rendimento eventualmente più elevato in caso di rafforzamento della valuta di denominazione del bond. Di contro, la massima affidabilità creditizia non annulla il rischio di cambio presente sul valore delle cedole e di rimborso, che nel corso di un anno può raggiungere anche il 15%. La breve scadenza mette invece al riparo l’investitore dall’evoluzione dei tassi mercato e da eventuali riduzioni dei rating.


Milano Finanza Intelligence Unit

World Bank, è ora il turno del dollaro neozelandese

Scadenza decennale e tasso fisso del 3,6% è la nuova offerta della Banca Mondiale, condita dal rischio di cambio

Massimo Brambilla
18/02/2017

E' nell'ordine di 100 milioni di dollari neozelandesi la raccolta effettuata dalla Banca Mondiale con il nuovo bond a tasso fisso del 3,6% a scadenza decennale, ovvero il 6 febbraio 2027, entrato in quotazione sul mercato Mot (segmento Euromot) di Borsa Italiana lunedì 6 febbraio assieme al bond gemello in dollari australiani a un prezzo alla pari. Anche in questo caso il collocamento, guidato dal dealer Bnp Paribas, è avvenuto direttamente sul mercato secondario, ovvero in forma Opv stile Btp Italia.

Analisi del rendimento. L’obbligazione della World Bank (sigla Ibrd), restituisce il giorno 6 dei mesi di febbraio, maggio, agosto e novembre di ciascun anno, a partire da maggio 2017 e fino alla scadenza del 6 febbraio 2027, una cedola lorda pari al 3,6% su base annua del valore nominale (ovvero un quarto di questo tasso per ogni stacco cedola periodale), che diventa il 3,15% su base annua al netto dell'imposta del 12,5% riservata ai titoli di stato e agli emittenti sovrannazionali. Essendo emesso e rimborsato alla pari (100 centesimi) il rendimento effettivo a scadenza è sostanzialmente pari al tasso facciale annuo (3,645% lordo, 3,184% netto), che risulta inferiore rispetto al rendimento di mercato del 4% offerto dai bond in dollari neozelandesi da parte di emittenti sovrannazionali per la scadenza, mentre risulta superiore al 3,35% relativo al nodo a 10 anni della curva dei rendimenti di pari valuta riferita ai titoli governativi, che hanno peraltro un rating inferiore (AA+) rispetto alla tripla A della Banca Mondiale: l'attuale quotazione attorno a 99,4 centesimi innalza il rendimento lorod a scadenza al 3,72% (3,25% netto) e il prezzo mostra ancora qualche spazio di discesa per innalzare il ritorno verso il 4%. Il rendimento in più rispetto al 2,15% restituito in questi giorni dai Btp decennali è quindi apprezzabile, ma l’investimento deve essere opportunamente visto in chiave di diversificazione del portafoglio obbligazionario, puntanto sull’eventuale rafforzamento del dollaro neozelandese nei confronti dell’euro o almeno a una sostanziale stabilità che non ne intacchi il risultato finale: dopo l’indebolimento accusato nel 2015, come tutte le valute legate alle materie prime, la moneta della Nuova Zelanda ha progressivamente riconquistato il terreno perduto, seppur nell’ambito di vistosi alti e bassi. In futuro il rafforzamento potrà proseguire solo scendendo sotto la soglia a 1,45 contro euro, mentre l’aspettativa migliore è il ritorno allo stato di massima forza contro euro segnato nel 2015 a quota 1,39, che comporterebbe un guadagno in conto cambio nell’ordine del 5%, con un livello intermedio a 1,425.

Rischiosità dell’investimento. Tolto il rischio emittente, visto che la World Bank gode del massimo standing in termini di rating, la rischiosità dell'investimento è data in primo luogo da un eventuale rafforzamento della moneta unica nei confronti del dollaro neozelandese, che sarebbe preannunciato dal superamento della soglia a 1,585 contro euro aprendo spazi di crescita fino a quota 1,68 o perfino 1,73. In secondo luogo, in misura più contenuta rispetto al cambio ma sempre apprezzabili soprattutto nei primi anni di vita, la rischiosità dell’impiego è data da eventuali aumenti dei rendimenti di mercato sul tratto a lungo termine della curva neozelandese, come è accaduto dopo le elezioni Usa dove i rendimenti sono cresciuti di oltre mezzo punto percentuale: in questa circostanza il bond si deprezzerebbe quanto basta per riportarne il rendimento sul livello di mercato di pari scadenza. Più evidente e dolorosa sarebbe invece la perdita di valore tradotta in euro nel caso in cui la moneta unica dovesse tornare progressivamente verso i livelli massimi segnati nel settembre 2015, dove il cambio è finito sopra quota 1,73. Tale livello di picco risulta per altro più basso rispetto al livello medio del cambio mantenuto dal 1999 fino alla metà del 2008, dove l’investimento accuserebbe il 16% circa di perdita in conto cambio che inciderebbe per lo più al momento del rimborso, o a quello della vendita sul mercato in caso di dismissione anticipata. L'ultima componente di rischio riguarda l'eventuale smobilizzo prima della scadenza, opzione considerabile in caso di netta tendenza rialzista del cambio: in questo caso lo smobilizzo sul mercato avrebbe un costo implicito pari almeno all'1% del controvalore a titolo di bid-ask spread. (riproduzione riservata)

SCHEDA BOND

  • World Bank 3,6% 2027 dollari neozelandesi

  • Codice Isin:

    XS1550135088

  • Emittente:

    International Bank for Reconstraction and Development

  • Periodo di offerta:

    dall' 16/01/2017 al 27/02/2017

  • Prezzo di emissione:

    Alla pari (100), ovvero al 100% del valore nominale.

  • Lotto minimo:

    2.000 NZD di valore nominale.

  • Periodicità e tipo cedole:

    Cedole trimestrali.
    Cedole a fisso pari al 3,6% annuo al lordo delle imposte. Cedole trimestrali staccate in febbraio, maggio, agosto e novembre. Prima cedola 6/5/2017.

  • Base di calcolo rateo:

    30/360.

  • Godimento:

    dal 06/02/2017

  • Scadenza:

    06/02/2027

  • Opzione call di rimborso anticipato:

    No

  • Modalità e prezzo di rimborso:

    Alla pari (100).<br>100% del valore nominale rimborsato a scadenza.

  • Circuiti di negoziazione

    L'obbligazione è quotata sul Mercato Telematico delle Obbligazioni (MOT), segmento EuroMOT, organizzato e gestito da Borsa Italiana S.p.A.

  • Rischio di cambio:

    Euro/Dollaro neozelandese. L'obbligazione è denominata in NZD.

  • Imposizione fiscale:

    12,50% sui proventi.

  • Ammontare dell’emissione:

    100 mln. di dollari neozelandesi

  • Rating emittente di medio-lungo termine

  • Standard&Poor's:

    AAA [BBB+ Italia]
    Rating dell’emissione: assente.

  • Moody 's:

    Aaa [Baa2 Italia]
    Rating dell’emissione: assente.

  • Fitch:

    AAA [BBB+ Italia]
    Rating dell’emissione: assente.

  • I rating esposti riguardano la solidità dell’emittente, messi a confronto con i rating dello Stato italiano indicati tra parentesi quadre. Al momento la capacità di onorare le scadenze da parte dell’emittente è giudicata estremamente elevata, conferendo il livello massimo di sicurezza all’investimento.