skin track
Obbligazioni: cos’è il rischio di cambio
Mercati Azionari Leggi dopo

Obbligazioni: cos’è il rischio di cambio

11 aprile 2023, 17:33 Ultimo aggiornamento: 09 settembre 2023, 10:35

Per utilizzare al meglio le obbligazioni bisogna considerare il rischio di cambio, connesso alle valute. Eccone funzionamento, conseguenze e concetti chiave | Glossario

Uno dei rischi che corrono i bond è quello di cambio: le obbligazioni denominate in valuta comportano sempre una rischiosità notevolmente più elevata rispetto ai bond denominati in euro, anche in presenza di massimi livelli di rating attribuiti all’emittente. Sia le cedole e sia soprattutto il rimborso a scadenza, o il ricavato della vendita in caso di dismissione anticipata, sono infatti esposti al rischio che tale valuta si deprezzi contro l'euro.

Leggi di più sugli altri rischi legati all’investire in obbligazioni:

Indice 

La volatilità delle monete

Anche la moneta più tranquilla, utilizzata come meta alternativa di impiego, ha infatti una volatilità annua almeno nell’ordine del 7% nei confronti della moneta unica, potendo quindi svalutarsi o rivalutarsi in questa misura nell’arco di 12 mesi. La volatilità è un indicatore che misura l’incertezza o la variabilità del rendimento di un’attività finanziaria: al crescere della volatilità cresce la probabilità che le escursioni di prezzo e di rendimento siano molto ampie, sia al rialzo che al ribasso.

  • In caso di svalutazione, l’investimento soffrirà di una perdita della stessa misura dedotte le cedole ancora da incassare (tradotte in euro),
  • mentre l’investitore conseguirà un guadagno aggiuntivo in caso di rivalutazione.

Le valute dei mercati obbligazionari

Le valute più battute sui mercati obbligazionari sono:

  • il dollaro Usa e la sterlina inglese tra quelle più importanti e meno volatili (caratterizzate almeno dal 7% di volatilità annua),
  • mentre tra le altre spiccano il dollaro australiano, neozelandesecanadese tra le classiche commodity currency (valute legate all’andamento delle materie prime)
  • e il real brasiliano, il rand sudafricano, il rublo, la lira turca e parzialmente il peso messicano tra le valute ad alto rendimento.

La curva di rendimento delle valute

Ogni valuta ha infatti la sua struttura di tassi d’interesse, rappresentata dalla curva di rendimento relativa alle emissioni governative del debito pubblico: per ogni scadenza indicata sull’asse orizzontale delle ascisse, a partire da 1-3 mesi fino a 30 anni (i «nodi» sono generalmente 3, 6, 12 mesi e poi 2, 3, 5, 7, 10, 15, 20 e 30 anni), il grafico della curva dei rendimenti mostra sull’asse verticale delle ordinate il relativo rendimento lordo che si forma in ogni momento sui mercati di negoziazione attraverso gli scambi. La parte più a breve della curva dei rendimenti, ovvero le scadenze fino ai 12 mesi, è determinata dal livello del costo del denaro deciso dalla Banca centrale che batte la moneta in oggetto e dalle aspettative degli operatori sulle prossime decisioni di politica monetaria; la parte a breve della curva fine infatti chiamata «di mercato monetario». La parte a medio e lungo termine della curva dei rendimenti, in particolare da sette anni in avanti, è invece dominata dal livello di inflazione e dalle aspettative di sviluppo.

Per ogni valuta è essenziale individuare la curva dei rendimenti risk free, o comunque a rischio più basso, in relazione al merito credito (rating) dell’emittente: tale curva individua infatti il rendimento minimo richiesto dal mercato per ciascuna scadenza, da cui si potranno sviluppare tutti i rendimenti aggiuntivi (o sovrarendimenti) in relazione alle diverse componenti di rendimento/rischio appena viste.

  • Per i Paesi sviluppati, ad alto merito di credito, tale curva corrisponde a quella relativa ai titoli di Stato, con l’unica eccezione dell’area euro: essendo una valuta derivante da una unione monetaria tra diversi Paesi, ed essendo tale unione imperfetta, ciascun Paese ha di fatto la sua curva dei rendimenti in euro relativa ai rendimenti dei propri titoli di Stato.
  • Per i Paesi emergenti e quelli a più basso merito di credito, che offrono rendimenti strutturalmente più elevati in relazione a un più alto livello del costo del denaro e dell’inflazione, la curva dei rendimenti risk free è spesso costituita dalle emissioni di istituti sovranazionali (Banca mondiale, World bank o IBRD, per esempio) laddove esistano rapporti o piani finanziari con tali istituzioni, come spesso accade.

Leggi anche:

(riproduzione riservata)



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

SITO + MF GPT LIGHT

89,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT

229,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Borsa in tempo reale
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

QUOTIDIANO DIGITALE + SITO + MF GPT*

328,00 € per 1 anno

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Magazine (Gentleman, Capital, Class, MFF/MFL)
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Pubblicità non invasiva
  • Newsletter, webinar e analisi esclusive per investire al meglio
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • MF GPT Risposte basate su fonti certificate 'Class Editori'
  • MF GPT Notizie e tendenze dei mercati
  • MF GPT Analisi di società e settori
  • MF GPT Grafici interattivi
  • MF GPT Report e notifiche personalizzate
  • MF GPT Archivio di Milano Finanza