World Bank in real senza cedole
La Birs emette un bond dual currency legato al real brasiliano, e la caratteristica di zero coupon inasprisce il rischio di tasso
I tempi per lauti guadagni anche dal fronte obbligazionario ormai sono maturi, considerando le dinamiche di mercato degli ultimi 9 mesi circa. Se la scorsa estate il T-Bond a 10 anni rendeva circa l’1,2% annuo, oggi il contratto di riferimento statunitense offre circa il 3,2% annuo, quasi tre volte tanto. I prezzi dei bond precedentemente emessi sono giustamente tracollati, ma chi ha oggi liquidità da impiegare può contre su un vasto panel di obbligazioni con rendimenti a scadenza molto allettanti, quantomeno in termini nominali. Il mondo emergente è stato a sua volta colpito dall’incremento degli spread, e gli yield che oggi si possono incassare in valuta locale o anche in dollari sono particolarmente sostenuti. C’è però chi non ama esasperare il rischio di credito, ma preferisce posizionarsi su emissioni di entità sovranazionali dove come principale fattore di rischio c’è la dinamica del cambio, oltre che della duration. A questa tipologia di obbligazioni appartiene la recente quotazione della Ibrd (gruppo Banca Mondiale) in real brasisliano. L’emittente del bond è infatti la Banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo (Ibrd, o Birs) appartenente al gruppo World Bank che mira ad aiutare i Paesi in via di sviluppo attraverso finanziamenti a condizioni vantaggiose. L’ente sovranazionale è stato creato, insieme al Fondo Monetario Internazionale, con gli accordi di Bretton Woods, e le finalità si riassumono nell’aiutare i Paesi colpiti da guerre, promuovere lo sviluppo economico sostenibile delle nazioni più fragili, favorire l’eliminazione della povertà. L’emissione in oggetto è uno zero coupon, che non distribuisce cedole e dove il guadagno per chi investe deriva dalla sola differenza tra il prezzo di acquisto e il rimborso del capitale a scadenza, alla pari ovvero al prezzo di 100. La scadenza è fissata al 26 maggio 2037, è quindi ci si espone ad un rischio di tasso (o di duration) notevole. Le oscillazioni dei rendimenti di mercato si riflettono infatti pienamente sul prezzo del bond, che evidenzia una duration pari alla vita residua, oggi di quasi 15 anni. Il rischio di tasso, oltre a quello di duration, è importante, sebbene non unicamente imputabile al real brasiliano: l’obbligazione è infatti di tipo Dual Currency, ovvero emessa in real brasiliano ma ogni pagamento relativo ad essa (in questo caso il rimborso a scadenza) verrà effettuato in dollari Usa, sulla base del fixing del cambio Euro/Dollaro e Euro/Real rilevato in conformità a quanto specificato nel regolamento. Un fattore di appeal delle emissioni sovranazionali sta nell’aliquota fiscale: si paga infatti il 12,5% anziché il 26% applicato alle emissioni corporate. Inoltre, l’altissima affidabilità e rating creditizio (AAA) della Banca Mondiale rendono praticamente nullo il rischio di credito. L’emissione in oggetto è marchiata Esg, i quanto i proventi sono destinati a progetti focalizzati sulla sostenibilità ambientale e sociale. Tutti gli elementi sopra delineati si riassumono in un rendimento a scadenza molto elevato: il bond è infatti stato emesso al prezzo di 21,329, e all’attuale prezzo di mercato di 21,33, esprime un rendimento lordo a scadenza del 10,9% annuo, che netto si ridimensiona al 10,15% annuo. Una doppia cifra senza dubbio invitante, abituati fino a pochi mesi fa a rendimenti prossimi allo zero in euro. In confronto con le curve di mercato mette in evidenza che tale valore è a metà strada tra quanto offrono i titoli di Stato in real e in dollari sulle scadenze lunghe. Le emissioni brasiliane in dollari con scadenza 2041 offrono oggi il 7,6% annuo circa, mentre le emissioni in valuta locale con scadenza decennale esprimono uno yield superiore al 13% lordo. Ma il bond analizzato non presenta praticamente rischio di credito, a differenza delle obbligazioni governative. Il rischio liquidità è presente in quanto a seconda dei momenti la forchetta denaro-lettera può essere ampia, e quindi è consigliabile analizzare quanto espresso dal book prima della eventuale negoziazione. Si tratta, in conclusione, di un’opzione di investimento da acquistare per importi non importanti e mettendo in conto di non aver necessità di liquidare la posizione entro i prossimi anni; in cambio, tra 15 anni di può sperare di aver moltiplicato il capitale in modo importante, in base principalmente alle oscillazioni dei cambi interessati. (riproduzione riservata)