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Obbligazioni: cosa sono, come funzionano e tipologie di bond

30 marzo 2023, 16:41 Ultimo aggiornamento: 09 settembre 2023, 10:29

Che cos’è l’obbligazione? E la cedola? Funzionamento, vantaggi e rischi dell’investire in bond | Glossario

Un’obbligazione (o bond) è un titolo di credito che conferisce al possessore il diritto di ricevere un rimborso del capitale nominale alla scadenza del prestito obbligazionario, e in aggiunta una remunerazione a titolo di interesse solitamente sotto forma di cedole periodiche.

Il mercato obbligazionario è costituito da una molteplicità di prodotti, che in prima battuta possono utilmente essere suddivisi nelle tipologie che seguono, in relazione alle modalità con cui vengono erogati dall’emittente i ritorni monetari pattuiti contrattualmente nel prospetto informativo finale (“Final Terms”). Nella sostanza, si tratta delle cedole (non sempre previste, come nel caso degli zero coupon) e del rimborso del capitale a scadenza (o anche prima della scadenza per i titoli callable).

Ogni obbligazione viene rilasciata da uno specifico emittente, che può essere sovranazionale, governativo o societario.

Investire in obbligazioni, per quanto più sicuro rispetto alle azioni, comporta dei rischi: in particolare, è possibile identificare il cosiddetto rischio di credito, di liquidità, di cambio (valuta) e di tasso.

Indice: 

La cedola e il tasso d’interesse dell’obbligazione

La cedola indica l’interesse che il possessore del bond incasserà periodicamente per tutta la vita del titolo o per tutto il tempo in cui verrà mantenuto in portafoglio. Solitamente viene pagata con cadenza annuale, semestrale o trimestrale. L’interesse è anche detto tasso di interesse nominale e viene calcolato sul valore facciale (nominale) del titolo. Per esempio, un’obbligazione che ha valore nominale pari a 1.000 euro e cedola annuale del 6%, ogni anno frutterà 60 euro (cioè il 6% di 1.000 euro).

Le cedole partecipano alla determinazione del rendimento dell’obbligazione insieme alla differenza tra prezzo di acquisto e di rimborso (o di vendita se prima della scadenza).

Cos’è il rateo cedola?

La cedola verrà percepirà in forma monetaria al momento del suo stacco, oppure al momento della vendita del titolo sul mercato secondario in proporzione ai giorni maturati fino a quel momento: questa proporzione viene chiamata rateo cedola

  • Per i bond che quotano al corso secco (ovvero senza considerare i diritti accessori) il rateo cedola viene conteggiato a parte. È quindi da aggiungere all’esborso in fase di acquisto e da aggiungere all’incasso complessivo in caso di vendita,
  • Per i bond che quotano al corso tel quel (ovvero considerando i diritti accessori) il rateo cedola è incluso nel prezzo. In genere lo stacco dell’ultima cedola coincide con la scadenza del titolo.

Esiste anche un’altra categoria di bond a tasso fisso caratterizzata dall’assenza della cedola e per questo chiamati zero coupon. Per contro, vengono offerti in sede di emissione con uno sconto rispetto al valore facciale (nominale) e cioè al valore al quale verranno ripagati, cosicché la remunerazione viene data dalla differenza tra il valore di rimborso e il prezzo di emissione o di acquisto.

Obbligazioni: cosa sono, come funzionano e tipologie di bond

Tipologie di bond

Obbligazioni ordinarie

Le obbligazioni ordinarie o plain vanilla quotano sempre al corso secco e sono così ripartite:

  • I titoli più semplici a tasso fisso come i Btp, che pagano cedole predefinite nell’ammontare (ovvero un determinato tasso di interesse espresso come percentuale del valore nominale detenuto) e nel tempo.
  • I titoli zero-coupon bond, come i Bot e i Ctz , ovvero obbligazioni senza cedola dove il ritorno offerto sta tutto nella differenza tra prezzo di acquisto e prezzo di rimborso; essendo per forza di cose emessi sotto la pari (ovvero sotto 100 centesimi), vengono anche chiamati titoli “a sconto”.
  • I titoli a tasso variabile, quasi sempre con cedole indicizzate, come i Cct, al tasso Euribor a 3 o 6 mesi (solitamente coincide con la frequenza della cedola) più uno spread che dovrebbe ricalcare il rischio emittente (cioè il rischio insito nei rating).

Obbligazioni step-up e step-down

Queste obbligazioni quotano sempre al corso secco. Sono costituite dai titoli con cedole fisse e predeterminate con andamento crescente (step-up) o decrescente (step-down) lungo la vita dell’obbligazione.

Obbligazioni strutturate

Le obbligazioni strutturate sono suddivisibili in quattro categorie secondo le indicazioni Consob (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa):

  • Titoli di tipo linked (index, equity, currency, funds linked), ovvero obbligazioni con cedole agganciate all’andamento di indici (index), titoli azionari (equity), fondi d’investimento (funds) o tassi di cambio (currency), che sostanzialmente incorporano una o più opzioni call sull’andamento di tali sottostanti. Quotano sempre al corso tel quel.
  • Titoli legati all’andamento dell’inflazione (inflation linked), ovvero alla crescita dell’indice dei prezzi al consumo di un determinato paese o moneta (euro); un esempio è il Btp Italia.
  • Titoli cosiddetti stochastic interest, ovvero obbligazioni che incorporano opzioni sull’andamento della struttura dei tassi d’interesse con meccanismi che prevedono cap (cedola massima consentita) e/o floor (cedola minima garantita) o strutture analoghe.
  • Titoli misti, ovvero obbligazioni che presentano due o più caratteristiche legate ai punti precedenti; i bond che prevedono un certo numero di cedole fisse iniziali prima che le successive cedole diventino a tasso variabile fino alla scadenza (fix-to-floater bond) sono l’esempio più diffuso.

Obbligazioni callable

Obbligazioni con opzioni di rimborso anticipato (cosiddette callable), che includono tutte le precedenti categorie di titoli prevedendo contestualmente la facoltà per l’emittente di rimborsare il bond prima della sua scadenza, a un prezzo e alle date contrattualmente predeterminati. Si tratta quindi di titoli che includono una componente in derivati rappresentata da una o più opzioni call, che il sottoscrittore vende all’emittente. Per questo motivo il prezzo dell’obbligazione deve risultare proporzionalmente inferiore rispetto a un bond analogo privo di facoltà di rimborso anticipato, ovvero il rendimento del primo deve risultare proporzionalmente superiore al secondo.

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(riproduzione riservata)



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