Goldman Sachs, certificato protetto in valuta
Lo strumento garantirà il rimborso a scadenza del capitale iniziale, che però sarà esposto alle oscillazioni del dollaro Usa
Alberto Micheli
04/05/2019
Da un paio di settimane è disponibile collocamento una nuova serie di Quanto Participation Memory certificates targati Goldman Sachs: si tratta di uno strumento destinato alla quotazione sul segmento Cert-X di EuroTlx. Sarà disponibile in sottoscrizione fino al prossimo 31 maggio, mentre il 5 giugno sarà emesso in valuta a un prezzo unitario di 2.000 dollari, che comprenderà una quota di commissioni di collocamento compresa tra il 2,40% e il 2,60% e una quota di costi di gestione compresa tra lo 0,60% e lo 0,65%: questi oneri andranno a incidere sul valore di mercato dello strumento, che a parità di altre condizioni sarà quindi inferiore al prezzo di emissione.
Struttura e funzionamento. Il prodotto è riconducibile alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale protetto”, che offrono cioè una protezione incondizionata del capitale investito, cioè svincolata da qualunque condizione accessoria legata all’andamento del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è l’indice domestico Ftse Mib. A seconda di come si muoverà l’indice, il certificato potrà invece offrire o meno delle opportunità di guadagno di tipo cedolare. I rischi del prodotto sono decisamente inferiori rispetto a quelli legati all’eventuale investimento diretto nell’indice, per effetto proprio della protezione del capitale, ma la denominazione in valuta del certificato introduce un elemento addizionale di rischio.
Il certificato viene offerto con una scadenza di cinque anni (5 giugno 2024), senza alcuna opzione autocallable: non è quindi prevista alcuna finestra di possibile esercizio anticipato, che possa ridurre la durata dell’investimento. La quotazione su EuroTlx garantirà comunque la possibilità di liquidare lo strumento in qualunque momento, alle condizioni espresse dal mercato. La struttura prevede il pagamento condizionato di un importo annuale di 80 dollari, pari al 4% lordo dal prezzo di emissione (2.000 dollari), che sarà effettivamente corrisposto solo se nelle date di valutazione (21 maggio 2020, 21 maggio 2021, 20 maggio 2022, 19 maggio 2023 e 21 maggio 20214) in cui l’indice domestico chiuderà a un livello almeno pari al suo valore iniziale, che a sua volta sarà rilevato il prossimo 5 giugno. Nelle occasioni in cui il Ftse Mib farà segnare una performance non negativa, l’importo addizionale sarà pagato, mentre in caso contrario il premio non sarà corrisposto: come si può intuire anche dalla denominazione del prodotto, è però previsto un cosiddetto “effetto Memoria”, in virtù del quale i premi eventualmente non corrisposti potranno essere recuperati nelle date di valutazione successive, sempre al rispetto della condizione di pagamento. La denominazione del certificato riporta inoltre la qualifica “Quanto”, che esprime l’immunizzazione del rischio cambio, ma in questo caso occorre fare una precisazione: il prodotto sarà emesso in valuta (dollari Usa) e l’opzione Quanto fa riferimento alla diversa valutazione di denominazione del sottostante (euro), le cui oscillazioni saranno immunizzate. In sostanza, il certificato (in dollari) non sarà influenzato dalle oscillazioni dell’euro. Rimane però il fatto che un investitore dell’area euro, che dovesse acquistare questo strumento denominato in dollari, sarà comunque esposto alle oscillazioni del biglietto verde, anche se non in termini di performance del sottostante, ma semplicemente di denominazione dello strumento.
Rischio/rendimento. Questo certificato ha una logica che strizza l’occhio a un investimento di tipo obbligazionario in valuta, anche se le cedole sono condizionate, ancorché tutelate dalla presenza dell’effetto Memoria. Oggi un’obbligazione a tasso fisso emessa da Goldman Sachs in dollari Usa, con scadenza marzo 2024 (Codice Isin XS1610674233) rende circa il 2,7% lordo annuo, molto meno del certificato, che però, come detto, è esposto al rischio di mancato pagamento di una o più cedole. A questo proposito, va inoltre rilevato come il Ftse Mib venga da quattro mesi di rialzo pressoché ininterrotto e questo potrebbe far sì che il suo prezzo iniziale diventi penalizzante, almeno nell’immediato. Su questo fronte viene però in soccorso proprio l’effetto Memoria, dal momento che un’eventuale correzione di breve dell’indice domestico, non comprometterà la possibilità d’incassare tutte le cedole: di fatto, sarà sufficiente che l’indice Ftse Mib non chiuda in negativo tra cinque anni, indipendentemente da quanto accadrà nel mezzo. (riproduzione riservata)