Cedole garantite dal certificato su Apple
Il rimborso del capitale è invece esposto al rischio che il sottostate possa perdere più del 45% nei prossimi 18 mesi
Alberto Micheli
13/05/2023
Si è chiusa ieri la fase di collocamento di una nuova serie di Callable Barrier Reverse Convertible Certificate targati Goldman Sachs: lo strumento è ora destinato alla quotazione sul segmento Cert-X di EuroTlx. Sarà emesso mercoledì 31 maggio a un prezzo unitario di 1.000 euro, che comprenderà una quota ridotta di commissioni di collocamento pari all’1%: questi oneri andranno a incidere sul valore di mercato dello strumento, che a parità di altre condizioni sarà quindi inferiore al prezzo di emissione.
Struttura e funzionamento. Questo certificato è riconducibile alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale condizionatamente protetto”, che offrono cioè una protezione del capitale iniziale condizionata al rispetto di un vincolo prefissato da parte del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è rappresentato dal titolo Apple, il colosso tecnologico quotato sul Nasdaq. Il certificato offrirà un rendimento di tipo cedolare che sarà del tutto svincolato dall’andamento del sottostante: i premi periodici saranno infatti sempre corrisposti indipendentemente dallo scenario di mercato: non è invece prevista alcuna partecipazione diretta alla performance finale del titolo, se non nel caso peggiore, cioè di forte ribasso dello stesso.
Il certificato viene offerto con una scadenza di un solo anno e mezzo (19 novembre 2024), che sarà comunque accompagnata da una fitta sequenza di finestre mensili di possibile richiamo anticipato, che si attiveranno a partire dalla fine del primo semestre (20 novembre 2023) e che potranno ridurre anche drasticamente la durata dell’investimento. Non si tratta però della classica opzione di esercizio anticipato che si verifica automaticamente al rispetto di una determinata condizione di mercato, bensì di una facoltà in carico all’emittente di richiamare anticipatamente lo strumento a sua discrezione, a fronte del pagamento del valore nominale dei certificati (1.000 euro) in aggiunta agli interessi maturati a tale data o in prossimità di essa. Al di là di questa cosiddetta «opzione callable», la struttura prevede il pagamento con cadenza mensile di un importo fisso incondizionato del valore unitario di 52 euro (0,52% lordo, pari al 6,24% annuo), che sarà indicativamente corrisposto poco dopo la metà di ogni mese a partire già dal prossimo 19 giugno: l’ultima cedola sarà pagata a scadenza, sempre che lo strumento non sia stato richiamato anticipatamente. A scadenza, quindi in caso di mancato rimborso anticipato, il capitale iniziale sarà invece vincolato al rispetto di un limite di perdita massima da parte del sottostante: in particolare, Apple non dovrà compromettere una barriera posta al 55% del suo valore iniziale. Concretamente, se alla data di valutazione finale (12 novembre 2024) il prezzo di chiusura del sottostante non sarà inferiore alla barriera, quindi se il titolo non avrà maturato una perdita superiore al 45%, il certificato sarà rimborsato al prezzo di emissione (1.000 euro). Se Apple avrà invece perso più del 45%, il certificato replicherà tale performance negativa, maturando quindi una perdita analoga a quella del sottostante. In entrambi gli scenari, unitamente al rimborso dello strumento, sarà comunque sempre pagata l’ultima cedola mensile.
Rischio/rendimento. Questo certificato ha una logica che strizza l’occhio a un investimento di tipo obbligazionario, soprattutto considerando il pagamento garantito delle cedole mensili: certo, la protezione condizionata del capitale rende il rischio complessivo molto più elevato rispetto a quello di un bond tradizionale. Ma del resto, un’obbligazione a tasso fisso emessa da Goldman Sachs con scadenza così ridotta (per esempio XS1116263325) avrebbe oggi un rendimento netto inferiore al 3%: viene quindi corrisposto un premio non trascurabile come remunerazione del rischio più elevato, tenendo anche conto che la presenza di un’opzione Quanto svicola il risultato dell’investimento dall’impatto della quotazione in dollari del sottostante. La facoltà di rimborso anticipato di competenza dell’emittente non rappresenta invece un elemento di rischio, dal momento che il rendimento medio sarebbe comunque garantito, ancorché maturato su un orizzonte temporale potenzialmente più ristretto. (riproduzione riservata)