Investimento sprint con premi garantiti
La scadenza è molto ravvicinata, ma il sottostante del certificato appartiene a un settore molto delicato, che aumenta il rischio
Alberto Micheli
13/02/2021
Martedì scorso si è aperta la fase di collocamento di una nuova serie di certificati targati Goldman Sachs denominati Callable Barrier Reverse Convertible: il prodotto sarà disponibile in sottoscrizione fino a venerdì prossimo, mentre il 10 marzo sarà emesso a un prezzo iniziale di 1.000 euro, che comprenderà un quota massima di commissioni di collocamento pari all’1% del valore nominale. Questa componente di costo andrà a incidere sul valore di mercato dello strumento, che a parità di condizioni sarà quindi inferiore al prezzo di emissione.
Struttura e funzionamento. Questo certificato appartiene alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale condizionatamente protetto”, che offrono cioè una protezione del capitale iniziale condizionata al rispetto di un vincolo prefissato da parte del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è rappresentato dal titolo EasyJet quotato sul London Stock Exchange. In relazione a come si muoverà l’azione nei prossimi anni, il certificato potrà offrire un rendimento di tipo cedolare, mentre non è prevista alcuna partecipazione diretta alla performance del titolo, se non nel caso peggiore, cioè di forte ribasso dello stesso. In questo senso, il rischio associato al prodotto può essere accostato a quello di un investimento azionario, anche se la presenza di un’opzione di protezione condizionata del capitale iniziale stabilisce un’utile mediazione con la realtà dei titoli obbligazionari.
Il certificato viene proposto con una scadenza davvero molto breve, di soli cinque mesi e mezzo (28 agosto 2021) e in più prevede anche tre finestre di possibile richiamo anticipato, che cadranno al termine del secondo (19 maggio 2021), terzo (21 giugno 2021) e quarto mese (19 luglio 2021) e che potranno ridurre ulteriormente la durata dell’investimento. Non si tratta però della classica opzione di esercizio anticipato che si verifica automaticamente al rispetto di una determinata condizione di mercato, bensì di una facoltà in carico all’emittente di richiamare anticipatamente lo strumento a sua discrezione: in una delle tre date indicate Goldman Sachs potrà cioè decidere di liquidare l’investimento, corrispondendo al possessore il prezzo di emissione (1.000 euro) maggiorato degli interessi maturati fino a quella data. Il prodotto prevede infatti il pagamento di un premio mensile incondizionato del valore unitario di 14 euro (1,4% lordo), che sarà corrisposto a partire già dal prossimo 26 marzo indipendentemente dal comportamento di EasyJet. A scadenza, quindi in caso di mancato richiamo anticipato, potranno infine verificarsi due scenari alternativi: a) se alla data di valutazione finale, che cadrà il 19 agosto 2021, il sottostante chiuderà a un livello almeno pari alla barriera, posta al 60% dello strike, il certificato sarà liquidato al prezzo di emissione (1.000 euro) oltre a pagare l’ultimo premio di competenza; b) se EasyJet chiuderà invece con una perdita superiore al 40%, il certificato replicherà tale performance negativa, pagando inoltre sempre l’ultimo premio di competenza.
Rischio/rendimento. Questo certificato ha una logica intermedia tra un investimento di tipo obbligazionario e uno di tipo azionario: per ciò che riguarda il rendimento potenziale, il profilo dei premi progressivi rimanda alla realtà dei bond e il fatto che questi pagamenti siano incondizionati esprime un’ulteriore analogia con il profilo di un’obbligazione a tasso fisso. Il rischio di perdita, invece, per quanto ammortizzato dalla presenza di una barriera, può però allinearsi a quello di un investimento in azioni. Si tratta di un rischio reso ancora più esplicito dal comparto di appartenenza del sottostante, particolarmente sotto pressione in questo periodo e altamente soggetto all’evoluzione delle tensioni legate alla crisi sanitaria mondiale. In questo senso, la ridotta durata potrebbe rivelarsi addirittura penalizzante, nel senso che l’impatto negativo di un eventuale intoppo nella gestione della pandemia tuttora in atto potrebbe penalizzare il titolo senza troppi margini di recupero. Va comunque segnalato che ai prezzi attuali la barriera sarebbe collocata a ridosso dei minimi toccati nei mesi scorsi, quindi su livelli che già scontano la massima criticità vissuta nell’ultimo anno. Si tratta inoltre di una soglia con valore discreto, che avrà quindi un effettivo impatto solo in caso di knock-out a scadenza. (riproduzione riservata)