Certificato sui vaccini per Goldman Sachs
Il rendimento è interessante ma la dinamica volatile dei sottostanti espone il capitale a un elevato rischio di mercato
Alberto Micheli
07/08/2021
Da alcune settimane è disponibile in collocamento una nuova serie di Memory Phoenix Autocallable certificates targati Goldman Sachs: lo strumento è destinato alla quotazione sul segmento Cert-X di EuroTlx. La fase di sottoscrizione si chiuderà il prossimo 27 agosto, mentre il giorno 31 lo strumento sarà emesso a un prezzo unitario di 1.000 euro, che comprenderà una quota massima di commissioni di collocamento pari al 2,50%: questi oneri andranno a incidere sul valore di mercato dello strumento, che a parità di altre condizioni sarà quindi leggermente inferiore al prezzo di emissione.
Struttura e funzionamento. Questo certificato è riconducibile alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale condizionatamente protetto”, che offrono cioè una protezione del capitale iniziale condizionata al rispetto di un vincolo prefissato da parte del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è rappresentato da un paniere equiponderato composto dai titoli BioNTech e Moderna. Il certificato offrirà un rendimento di tipo cedolare che dipenderà dall’andamento dei due sottostanti: i premi periodici saranno infatti corrisposti solo al rispetto di una condizione prefissata, che sarà peraltro ammortizzata dalla presenza del cosiddetto effetto Memoria, in virtù del quale gli importi non pagati potranno essere sempre recuperati nelle date successive o eventualmente anche a scadenza: non è invece prevista alcuna partecipazione diretta alla performance finale dei due titoli, se non nel caso peggiore, cioè di forte ribasso degli stessi.
Il certificato viene offerto con una scadenza di tre anni (2 settembre 2024), accompagnata da quattro finestre di possibile esercizio anticipato, che potranno ridurre la durata dell’investimento anche in modo sensibile. Con cadenza semestrale, partendo dal 31 agosto del prossimo anno, il certificato potrà essere liquidato anticipatamente al prezzo di emissione di 1.000 euro, se nella relativa data di valutazione il paniere equiponderato chiuderà a un livello non inferiore alla relativa “barriera per il rimborso anticipato”, che sarà costante e pari al 100% dello strike, che a sua volta sarà definito in base alle chiusure dei due titoli del 31 agosto prossimo: in sostanza, se in media i due titoli di riferimento avranno maturato una performance non negativa, il certificato sarà esercitato, mentre in caso contrario continuerà regolarmente a quotare almeno fino alla data di valutazione successiva. Sempre con frequenza semestrale, ma partendo già dal prossimo 28 febbraio e comprendendo anche l’eventuale rimborso a scadenza, il certificato potrà inoltre pagare un importo addizionale condizionato del valore di 46 euro (4,6% lordo), che sarà corrisposto nelle occasioni in cui il paniere chiuderà a un livello almeno pari al 65% del suo valore iniziale. Come detto, gli importi eventualmente non corrisposti potranno essere sempre recuperati alla prima occasione utile, potendo beneficiare del cosiddetto effetto Memoria. A scadenza, quindi in caso di mancato esercizio anticipato, potranno infine verificarsi due scenari alternativi: a) rimborso al prezzo di emissione in caso di chiusura del paniere non inferiore alla barriera, posta anch’essa al 65% dello strike. In questo scenario sarà corrisposto anche l’ultimo importo addizionale di competenza, più quelli eventualmente non pagati nelle finestre semestrali precedenti; b) rimborso in linea con la performance del paniere in caso di perdita finale superiore al 35%.
Rischio/rendimento. Questo certificato ha una logica intermedia tra la realtà obbligazionaria e quella azionaria: il rendimento di tipo cedolare rimanda alla logica dei bond e il fatto che tali importi siano condizionati è parzialmente compensato dall’effetto Memoria, che riduce la probabilità di mancato incasso di una o più cedole. Il livello di rischio non è però trascurabile: innanzitutto i due titoli sono piuttosto volatili in quanto appartenenti a un settore particolarmente soggetto a ondate speculative, che espongono quindi l’investimento a un rischio barriera non così remoto, anche considerando la natura discreta della stessa. Il fatto che i due titoli non vengano trattati con la modalità “Worst of” introduce in effetti un beneficio di diversificazione, ma il comune settore di appartenenza attenua l’impatto della stessa. (riproduzione riservata)