Un poker di premi annuali garantiti
Solo il rimborso del capitale a scadenza sarà vincolato al rispetto di una barriera discreta da parte di due indici settoriali
Alberto Micheli
01/06/2024
Si è aperta mercoledì scorso, 29 maggio, la fase di collocamento di una nuova serie di Barrier Reverse Convertible certificates targati Goldman Sachs: lo strumento sarà in distribuzione fino al prossimo 10 giugno ed è poi destinato alla quotazione su EuroTlx. Sarà emesso giovedì 13 giugno a un prezzo unitario di 1.000 euro, che comprenderà una quota di commissioni di collocamento pari al 3%: questi oneri andranno a incidere sul valore di mercato dello strumento, che a parità di altre condizioni sarà quindi inferiore al prezzo di emissione.
Struttura e funzionamento. Questo certificato è riconducibile alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale condizionatamente protetto”, che offrono cioè una protezione del capitale iniziale condizionata al rispetto di un vincolo prefissato da parte del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è rappresentato dalla coppia di indici settoriali EuroStoxx Banks e Stoxx Europe 600 Basic Resources. Il certificato offrirà un rendimento di tipo cedolare, svincolato dall’andamento dei due sottostanti: i premi periodici saranno infatti sempre corrisposti, indipendentemente dallo scenario di mercato: non è inoltre prevista alcuna partecipazione diretta alla performance finale dei due indici, se non nel caso peggiore, cioè di forte ribasso di almeno uno dei due.
Il certificato viene offerto con una scadenza di quattro anni (12 giugno 2028), senza alcuna opzione autocallable: non è quindi prevista alcuna finestra di esercizio anticipato automatico, che possa ridurre la durata dell’investimento. La quotazione su EuroTlx garantirà però sempre la possibilità di liquidare il prodotto in qualunque momento, alle condizioni espresse dal mercato. La struttura è molto semplice e prevede il pagamento di un importo annuale fisso di 60 euro, pari al 6% lordo annuo, che sarà corrisposto al termine di ognuno dei quattro anni di durata dell’investimento (19 giugno 2025, 19 giugno 2026, 21 giugno 2027 e a scadenza). A scadenza, il rimborso del capitale iniziale sarà invece vincolato al rispetto di un limite di perdita massima da parte di entrambi i sottostanti: in particolare, gli indici EuroStoxx Banks e Stoxx Europe 600 Basic Resources non dovranno compromettere una barriera posta al 54,50% del loro valore iniziale, che a sua volta sarà definito per entrambi in base alla chiusura del 12 giugno prossimo. Concretamente, se alla data di valutazione finale (5 giugno 2028) il prezzo di chiusura del sottostante peggiore non sarà inferiore alla barriera, quindi se nessuno dei due indici avrà maturato una perdita superiore al 45,50%, il certificato sarà rimborsato al prezzo di emissione (1.000 euro). Se uno dei due sottostanti avrà invece compromesso tale limite, il certificato replicherà la performance dell’indice peggiore, maturando quindi una perdita analoga a quella del sottostante in questione. In entrambi gli scenari, unitamente al rimborso dello strumento, sarà comunque sempre pagata l’ultima cedola annuale, che anche in occasione della scadenza sarà infatti di tipo incondizionato.
Rischio/rendimento. Questo certificato ha la classica logica intermedia tra la realtà obbligazionaria e quella azionaria: il rendimento di tipo cedolare rimanda ai bond e il fatto che tali importi siano incondizionati rende l’analogia ancora più stringente, dal momento che l’incasso dei premi annuali non potrà essere messo in discussione da alcuna variabile di mercato. Il livello di rischio dello strumento non è però trascurabile e rimanda in qualche modo alla realtà delle azioni: i due indici sono piuttosto volatili e soprattutto quello bancario rimanda a un settore particolarmente soggetto a ondate speculative, che espone quindi l’investimento a un rischio barriera non così remoto, anche considerando la natura discreta della stessa. Il fatto poi che i due indici vengano trattati con la modalità “Worst of”, che renderà decisivo il comportamento di quello che a posteriori avrà vissuto lo scenario peggiore, introduce un ulteriore elemento di rischio che va certamente a spostare l’ago della bilancia un po’ più verso la realtà azionaria, rispetto alla logica di un’obbligazione classica, della quale comunque riprende l’esposizione al rischio di credito dell’emittente. (riproduzione riservata) (riproduzione riservata)