Cedole mensili garantite per Goldman Sachs
Lo strumento vanta anche un'opzione mensile di esercizio anticipato e protegge il capitale fino a una perdita massima del 40%
Alberto Micheli
08/05/2021
Si è aperta a inizio settimana la fase di collocamento di una nuova serie di Fixed Coupon Autocallable Certificates targati Goldman Sachs: lo strumento sarà disponibile in sottoscrizione fino a metà mese e sarà poi destinato alla quotazione sul segmento Cert-X di EuroTlx. Sarà emesso giovedì 3 giugno a un prezzo unitario di 1.000 euro, che comprenderà una quota ridotta di commissioni di collocamento pari all’1,50%: questi oneri andranno a incidere sul valore di mercato dello strumento, che a parità di altre condizioni sarà quindi inferiore al prezzo di emissione.
Struttura e funzionamento. Questo certificato è riconducibile alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale condizionatamente protetto”, che offrono cioè una protezione del capitale iniziale condizionata al rispetto di un vincolo prefissato da parte del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è rappresentato dal titolo domestico Intesa SanPaolo. Il certificato offrirà un rendimento di tipo cedolare, svincolato dall’andamento del sottostante: i premi periodici saranno infatti sempre corrisposti indipendentemente dallo scenario di mercato: non è invece prevista alcuna partecipazione diretta alla performance finale del titolo, se non nel caso peggiore, cioè di forte ribasso dello stesso.
Il certificato viene offerto con una scadenza di soli due anni (22 maggio 2023), che sarà comunque accompagnata da una serie di finestre mensili di esercizio anticipato che si attiveranno a partire dalla fine del primo semestre. La struttura prevede innanzitutto il pagamento con cadenza mensile di un importo fisso incondizionato del valore unitario di 38 euro (0,38% lordo, pari al 4,56% annuo), che sarà indicativamente corrisposto nell’ultima decade di ogni mese a partire già dal prossimo 21 giugno: l’ultima cedola sarà pagata a scadenza, sempre che lo strumento non sia stato esercitato anticipatamente. Come detto, a partire dalla fine del primo semestre (22 novembre 2021) si attiverà infatti un’opzione autocallable mensile, che determinerà la chiusura automatica della posizione se in una delle date di valutazione previste Intesa SanPaolo rispetterà la condizione di esercizio anticipato: nello specifico, perché tale opzione risulti verificata il titolo bancario dovrà chiudere a un prezzo non inferiore a un livello decrescente, pari al 100% del suo valore iniziale nelle prime sei date di valutazione (da novembre 2021 ad aprile 2023), al 95% nelle successive sei (da maggio a ottobre 2022) e infine al 90% nelle ultime sei (da novembre 2022 ad aprile 2023). In caso di esercizio anticipato lo strumento sarà liquidato al suo valore nominale (1.000 euro) e l’investimento sarà concluso, quindi non darà più diritto al pagamento dei premi mensili che sarebbero stati di competenza dei mesi successivi all’esercizio anticipato. A scadenza, quindi in caso di mancato rimborso anticipato, il capitale iniziale sarà invece vincolato al rispetto di un limite di perdita massima da parte del sottostante: in particolare, Intesa SanPaolo non dovrà compromettere una barriera posta al 60% del suo valore iniziale, che a sua volta sarà definito in base alla chiusura del titolo bancario del prossimo 14 maggio. Concretamente, se alla data di valutazione finale (15 maggio 2023) il prezzo di chiusura del sottostante non sarà inferiore alla barriera, quindi se il titolo non avrà maturato una perdita superiore al 40%, il certificato sarà rimborsato al prezzo di emissione (1.000 euro). Se Intesa SanPaolo avrà invece perso più del 40%, il certificato replicherà tale performance negativa, maturando quindi una perdita analoga a quella del sottostante. In entrambi gli scenari, unitamente al rimborso dello strumento, sarà comunque sempre pagata l’ultima cedola mensile.
Rischio/rendimento. Questo certificato ha una logica che strizza l’occhio a un investimento di tipo obbligazionario, soprattutto considerando il pagamento garantito delle cedole mensili: certo, la protezione condizionata del capitale rende il rischio complessivo molto più elevato rispetto a quello di un bond tradizionale. Ma del resto, un’obbligazione a tasso fisso emessa da Goldman Sachs con scadenza così ridotta (per esempio XS1166507548) avrebbe un rendimento poco più che marginale: viene quindi corrisposto un premio non trascurabile come remunerazione del rischio più elevato. Rischio che risulta anche attenuato dall’opzione di esercizio anticipato con rilevazione mensile e soglia decrescente. (riproduzione riservata)