Caccia al rendimento a cavallo della volatilità
La proposta di Goldman Sachs paga cedole condizionate di ottimo livello, vincolate però a tre titoli soggetti a forti oscillazioni
Alberto Micheli
01/08/2020
Si è chiuso ieri il collocamento di una nuova serie di Memory Phoenix Autocallable certificates targati Goldman Sachs: lo strumento è destinato alla quotazione sul segmento Cert-X di EuroTlx. Venerdì prossimo, 7 agosto, sarà emesso a un prezzo unitario di 1.000 euro, che comprenderà una quota massima di commissioni di collocamento pari al 2%: questi oneri andranno a incidere sul valore di mercato dello strumento, che a parità di altre condizioni sarà quindi inferiore al prezzo di emissione.
Struttura e funzionamento. Questo certificato è riconducibile alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale condizionatamente protetto”, che offrono cioè una protezione del capitale iniziale condizionata al rispetto di un vincolo prefissato da parte del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è rappresentato da un paniere “Worst of” composto dai titoli Amazon.com, Alibaba e Alphabet Classe A (Google). Il certificato offrirà un rendimento di tipo cedolare che dipenderà dall’andamento dei tre sottostanti: i premi periodici saranno infatti corrisposti solo al rispetto di una condizione prefissata, che sarà peraltro ammortizzata dalla presenza del cosiddetto effetto Memoria, in virtù del quale gli importi non pagati potranno essere sempre recuperati nelle date successive o eventualmente anche a scadenza: non è invece prevista alcuna partecipazione diretta alla performance finale dei tre titoli, se non nel caso peggiore, cioè di forte ribasso di almeno uno dei tre.
Il certificato viene offerto con una scadenza di soli tre anni (7 agosto 2023), che sarà comunque accompagnata da 11 finestre di possibile esercizio anticipato, che potranno ridurre la durata dell’investimento anche in modo drastico. Con cadenza trimestrale, partendo già dal prossimo 2 novembre, il certificato potrà essere liquidato anticipatamente al prezzo di emissione di 1.000 euro, se nella relativa data di valutazione i tre sottostanti chiuderanno a un livello almeno pari alla relativa “barriera per il rimborso anticipato”, che non avrà però un valore costante, ma avrà uno sviluppo decrescente: nelle prime quattro date di valutazione (2 novembre 2020, 1 febbraio, 30 aprile e 2 agosto 2021) sarà pari al 100% dello strike e successivamente si ridurrà di 5 punti ogni quattro trimestri per arrivare al 90% dello strike nelle ultime quattro tre di valutazione (31 ottobre 2022, 31 gennaio e 1 maggio 2023). Sempre con frequenza trimestrale (scadenza compresa) il certificato potrà inoltre pagare un importo addizionale condizionato del valore di 21,50 euro, che sarà corrisposto nelle occasioni in cui i tre sottostanti chiuderanno tutti a un livello almeno pari al 70% del rispettivo strike. Come detto, gli importi eventualmente non corrisposti potranno essere inoltre recuperati alla prima occasione utile, potendo beneficiare del cosiddetto effetto Memoria. A scadenza, quindi in caso di mancato esercizio anticipato, potranno infine verificarsi due scenari alternativi: a) rimborso al prezzo di emissione in caso di chiusura di tutti e tre i titoli non inferiore alla barriera, posta al 50% del rispettivo strike; b) rimborso in linea con la performance del sottostante peggiore in caso di perdita finale superiore al 50% da parte di almeno uno dei tre.
Rischio/rendimento. Questo certificato ha una logica intermedia tra la realtà obbligazionaria e quella azionaria: il rendimento di tipo cedolare rimanda alla logica dei bond e il fatto che tali importi siano condizionati è parzialmente compensato sia dall’effetto Memoria, che riduce il rischio di mancato incasso di una o più cedole, sia dal progressivo allentamento della condizione di esercizio anticipato. Gli elementi di rischio sono però molteplici: innanzitutto i tre titoli sono tutti sottostanti volatili, che espongono quindi l’investimento a un rischio barriera non così remoto, anche considerando la particolare distanza della stessa e la sua natura discreta. In secondo luogo, l’adozione del criterio “Worst of” espone l’investimento alla possibilità che anche un singolo scenario negativo possa compromettere l’eventuale andamento favorevole degli altri asset coinvolti. Certo, tali componenti di rischio sono remunerate con un rendimento potenziale di tutto rispetto, pari all’8,6% lordo annuo. (riproduzione riservata)