Un Express con premi trimestrali per SocGen
Lo strumento gode anche di un'opzione trimestrale di esercizio anticipato, vincolata a una soglia limite di pagamento decrescente
Alberto Micheli
11/05/2019
Martedì scorso, 7 maggio, si è aperta la fase di collocamento di una nuova serie di Express certificates targati Société Générale. Lo strumento sarà destinato alla quotazione sul segmento Cert-X di EuroTlx e sarà emesso venerdì 31 maggio a un prezzo unitario di 1.000 euro, che comprenderà una quota di commissioni di collocamento pari al 2,25% e una di costi di strutturazione pari allo 0,4346% del valore nominale: entrambe queste componenti andranno a incidere sul valore di mercato del prodotto, che a parità di altre condizioni sarà quindi inferiore al prezzo di emissione.
Struttura e funzionamento. Questo certificato è riconducibile alla categoria dei “certificati a capitale condizionatamente protetto”, che offrono cioè una protezione condizionata al rispetto di un vincolo prefissato da parte del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è rappresentato dal titolo assicurativo Axa SA, quotata su Euronext Paris. In relazione a come si muoverà l’azione nei prossimi tre anni, il certificato potrà offrire un rendimento di tipo cedolare, mentre non è prevista alcuna partecipazione diretta alla performance dell’azione, se non nel caso peggiore, cioè di forte ribasso del titolo. In questo senso, il rischio associato al prodotto può essere accostato a quello di un investimento azionario, anche se la presenza di un’opzione di protezione condizionata stabilisce un’utile mediazione con la realtà dei titoli obbligazionari.
Il certificato viene proposto con una scadenza di tre anni (31 maggio 2022), accompagnata da ben 10 finestre trimestrali di possibile esercizio anticipato, che potranno ridurre anche drasticamente la durata dell’investimento. Se in una di queste date di valutazione il sottostante rispetterà la condizione prevista, il certificato sarà liquidato in automatico al prezzo di emissione (1.000 euro). Tale condizione non sarà però costante nel tempo: perché l’esercizio anticipato risulti verificato, il sottostante dovrà infatti chiudere a un livello almeno pari al suo valore iniziale solo nelle prime due date di valutazione (26 novembre 2019 o 25 febbraio 2020), mentre successivamente il limite si abbasserà di cinque punti ogni sei mesi, passando al 95% dello strike nella terza e quarta data di valutazione, al 90% nella quinta e sesta, all’85% nella settima e ottava, per arrivare all’80% nella nona e decima. Sempre con cadenza trimestrale, partendo però già dal prossimo 27 agosto, il certificato potrà inoltre pagare un premio periodico di 11,90 euro (1,19% lordo), che sarà però effettivamente corrisposto solo se nelle relative date di valutazione il titolo francese chiuderà a un livello almeno pari al 70% del suo valore iniziale, che a sua volta sarà definito in base alla chiusura del prossimo 31 maggio. Se cioè il sottostante non maturerà una perdita superiore al 30%, il premio sarà pagato, mentre in caso contrario non sarà corrisposto, né potrà essere recuperato successivamente. Non è infatti previsto alcun effetto memoria. A scadenza, quindi in caso di mancato esercizio anticipato, potranno infine verificarsi due scenari alternativi: a) se Axa chiuderà a un livello almeno pari al 70% del suo valore iniziale, il certificato sarà liquidato al suo prezzo di emissione, maggiorato di un ultimo premio da 11,90 euro; b) se il sottostante chiuderà invece con una perdita superiore al 30%, il certificato replicherà integralmente tale performance negativa. Lo strumento non implica quindi un’aspettativa necessariamente rialzista sull’azione francese, dal momento che i premi trimestrali potranno essere incassati anche in caso di ribasso non esagerato del titolo assicurativo.
Rischio/rendimento. Questo certificato ha una logica intermedia tra un investimento di tipo obbligazionario e uno di tipo azionario: per ciò che riguarda il rendimento potenziale, il profilo dei premi periodici rimanda alla realtà dei bond, anche se il fatto che siano condizionati ne riduce la probabilità di effettivo incasso. Il rischio di perdita può però raggiungere anche il profilo di un investimento in azioni, soprattutto considerando che la barriera non è collocata così lontano dallo strike. Questo rischio è parzialmente ridotto dal fatto che la soglia di knock-out è di tipo discreto, cioè valida solo nelle date di valutazione competenti per il pagamento dei premi trimestrali e del rimborso finale. Anche le opzioni di esercizio anticipato con soglie di riferimento decrescenti contribuiscono a ridurre il rischio complessivo. (riproduzione riservata)