SocGen scommette sui beni di consumo
Lo strumento implica uno scenario non negativo per Adidas, L’Oreal e Henkel, che può generare un premio semestrale del 9%
Alberto Micheli
19/03/2022
Venerdì scorso, 11 marzo, si è aperta la fase di collocamento di una nuova serie di Autocallable Memory certificates targati Société Générale. Lo strumento sarà destinato alla quotazione sul segmento Cert-X di EuroTlx e sarà emesso martedì 12 aprile a un prezzo unitario di 1.000 euro, che comprenderà una quota di costi di collocamento e una di strutturazione per un valore totale compreso tra il 3% e il 3,25%: queste componenti andranno a incidere sul valore di mercato del prodotto, che a parità di altre condizioni sarà quindi inferiore al prezzo di emissione.
Struttura e funzionamento. Questo certificato è riconducibile alla categoria dei “certificati a capitale condizionatamente protetto”, che offrono cioè una protezione condizionata al rispetto di un vincolo prefissato da parte del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è rappresentato da un paniere “Worst of” composto da tre titoli appartenenti al settore dei beni di consumo: Adidas, L’Oreal e Henkel. In relazione a come si muoveranno queste tre azioni nei prossimi anni, il certificato potrà offrire un rendimento di tipo cedolare, mentre non è prevista alcuna partecipazione diretta alla performance dei titoli, se non nel caso peggiore, cioè di forte ribasso di almeno uno di questi. In tal senso, il rischio associato al prodotto può essere accostato a quello di un investimento azionario, anche se la presenza di un’opzione di protezione condizionata stabilisce un’utile mediazione con la realtà dei titoli obbligazionari.
Il certificato viene proposto con una scadenza di tre anni (11 aprile 2025), accompagnata da cinque finestre semestrali di possibile esercizio anticipato, che potranno ridurre anche drasticamente la durata dell’investimento. Se in una di queste date di valutazione anche il peggiore tra i tre sottostanti (“Worst of” appunto) rispetterà la condizione prevista, il certificato sarà liquidato in automatico al prezzo di emissione (1.000 euro), maggiorato di un premio progressivo pari al 9% lordo del valore nominale: per esempio, se nella prima data di valutazione, che cadrà il 28 settembre 2022, i tre titoli chiuderanno tutti a un livello almeno pari al rispettivo valore iniziale, cioè faranno tutti registrare una performance non negativa rispetto allo strike, il certificato sarà esercitato anticipatamente e rimborsato al 109% del prezzo di emissione (1.090 euro). Al contrario, lo strumento non sarà liquidato né pagherà alcun importo parziale, mentre un’analoga verifica sarà ripetuta nelle date di valutazione successive, quando l’eventuale prezzo di rimborso salirà progressivamente al 118% (27 marzo 2023), 127% (28 settembre 2023), 136% (27 marzo 2024) e 145% (27 settembre 2024) del valore nominale. A scadenza, quindi in caso di mancato esercizio anticipato, potranno infine verificarsi tre scenari alternativi: a) di nuovo, se i tre titoli chiuderanno tutti a un livello almeno pari rispettivo valore iniziale, il certificato sarà liquidato al 154% del prezzo di emissione, confermando un premio annuo lordo semestrale del 9%; b) se anche uno solo dei tre titoli chiuderà invece in territorio negativo, ma nessuno al di sotto della barriera posta al 70% dello strike, il certificato sarà rimborsato al suo valore nominale, senza alcuna remunerazione finale; c) se anche uno solo dei tre titoli chiuderà infine al di sotto della barriera, il certificato replicherà integralmente le performance del titolo peggiore.
Rischio/rendimento. Questo certificato ha una logica intermedia tra un investimento di tipo obbligazionario e uno di tipo azionario: per ciò che riguarda il rendimento potenziale, il profilo dei premi periodici rimanda alla realtà dei bond, anche se il fatto che siano condizionati alla maturazione di una performance non negativa da parte di tre diversi titoli ne riduce drasticamente la probabilità di effettivo incasso e in questo senso la bilancia si sposta verso la logica azionaria. Anche il rischio di perdita rimanda al profilo di un investimento in azioni, soprattutto considerando che la barriera non è collocata così lontano dallo strike e che l’esposizione è accentuata dal meccanismo “Worst of”. La presenza di un’opzione semestrale di esercizio anticipato e soprattutto l’ammontare del premio condizionato rendono lo strumento comunque interessante. (riproduzione riservata)