Sei cedole garantite e un Airbag
Dal settimo mese i premi mensili saranno vincolati a un limite di perdita massima. Esercizio anticipato con effetto Magnet
Alberto Micheli
20/09/2025
Si chiuderà giovedì prossimo, 25 settembre, la fase di collocamento di una nuova serie di Memory Cash Collect targati Société Générale. Lo strumento sarà destinato alla quotazione su Cert-X e sarà emesso martedì 30 settembre a un prezzo unitario di 100 euro, che comprenderà una quota di costi di collocamento non superiori al 3% del valore nominale: questa componente andrà a incidere sul valore di mercato del prodotto, che a parità di altre condizioni sarà quindi inferiore al prezzo di emissione.
Struttura e funzionamento. Questi prodotti sono riconducibili alla categoria dei “certificati a capitale condizionatamente protetto”, che offrono cioè una protezione condizionata al rispetto di un vincolo prefissato da parte del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è rappresentato da un paniere “Worst of” composto dai titoli domestici Banca Mps, Bper Banca e Unicredit. In relazione a come si muoveranno queste azioni nei prossimi anni, il certificato potrà offrire un rendimento prefissato, mentre non è prevista alcuna partecipazione diretta al rialzo dei titoli.
Il certificato viene offerto con una scadenza di tre anni (2 ottobre 2028), accompagnata da una fitta sequenza di finestre mensili di possibile esercizio anticipato, che si attiveranno a partire dalla fine del primo semestre (25 marzo 2026) e potranno beneficiare del cosiddetto “Effetto Magnet Lookback”, in ragione del quale la soglia limite per l’esercizio sarà dinamica e pari al maggiore tra il cosiddetto “Floor” stabilito in modo univoco per ogni data mensile di valutazione e il Livello Minimo toccato dal sottostante peggiore dall’emissione del certificato fino alla stessa data di valutazione. Nel concreto, il Floor sarà pari al 100% dello strike nelle prime sei finestre mensili, mentre successivamente scenderà all’80%: ciò significa che da marzo a settembre 2026 la soglia limite per l’esercizio anticipato non potrà mai essere inferiore al 100% dello strike, mentre successivamente potrà scendere fino a un livello minimo dell’80%, come detto, in proporzione al minimo toccato dal sottostante peggiore fino alla data di valutazione in questione. Sempre con cadenza mensile, partendo però già dal prossimo 3 novembre, il certificato potrà inoltre pagare una serie di importi addizionali dal valore unitario di 0,85 euro (pari al 10,2% lordo annuo), che nei primi sei mesi saranno di tipo incondizionato e saranno quindi pagati indipendentemente dal comportamento dei tre titoli bancari, mentre successivamente saranno vincolati al rispetto di una Barriera sul Premio posta al 60% dello strike. Quando tale condizione sarà rispettata il premio sarà pagato, mentre in caso contrario sarà accantonato e potrà essere recuperato nelle date di valutazione successive, quando la stessa condizione di pagamento dovesse risultare nuovamente rispettata. A scadenza, quindi in caso di mancato esercizio anticipato, potranno infine verificarsi due scenari alternativi: a) se nessuno dei tre titoli chiuderà al di sotto della cosiddetta “Barriera sul Capitale”, posta anch’essa al 60% del loro valore iniziale, il certificato sarà liquidato al suo valore nominale, maggiorato dell’ultimo premio di competenza e di quelli eventualmente in memoria; b) se anche uno solo dei tre titoli chiuderà invece al di sotto della barriera capitale, avendo quindi maturato un ribasso superiore al 40%, il certificato replicherà la performance finale del titolo che avrà maturato la perdita maggiore (“Worst of” appunto), per la sola parte però eccedente la barriera stessa, potendo contare sul cosiddetto “meccanismo Airbag”, che ridurrà drasticamente l’impatto di un eventuale scenario negativo.
Rischio/rendimento. Si tratta di una struttura che ha una logica intermedia tra la realtà obbligazionaria e quella azionaria: il rendimento di tipo cedolare rimanda alla realtà dei bond, anche se il fatto che la maggioranza dei premi periodici sia di tipo condizionato espone la stessa componente di rendimento al rischio di mercato. Anche sul fronte del capitale gli elementi di rischio non sono trascurabili: la barriera posta al 60% è abbastanza gestibile, ma l’appartenenza dei tre sottostanti a un settore storicamente volatile come quello bancario, aumenta le probabilità di uno scenario negativo. (riproduzione riservata)