Cedole maxi con memoria dal tech cinese
Il certificato proposto da SocGen introduce anche un meccanismo di riduzione del rischio in caso di scenario negativo
Alberto Micheli
07/05/2022
Lunedì scorso, 2 maggio, si è aperta la fase di collocamento di una nuova serie di Autocallable Memory Switch certificates targati Société Générale. Lo strumento sarà destinato alla quotazione sul segmento Cert-X di EuroTlx e sarà emesso lunedì 30 maggio a un prezzo unitario di 1.000 euro, che comprenderà una quota di costi di collocamento e una quota di costi di strutturazione per un valore totale compreso tra il 3% e il 3,25% del valore nominale: queste componenti andranno a incidere sul valore di mercato del prodotto, che a parità di altre condizioni sarà quindi inferiore al prezzo di emissione.
Struttura e funzionamento. Questo certificato è riconducibile alla categoria dei “certificati a capitale condizionatamente protetto”, che offrono cioè una protezione condizionata al rispetto di un vincolo prefissato da parte del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è rappresentato da un paniere composto dalle tre aziende del comparto tecnologico cinese Tencent Holding, Alibaba e Meituan. In relazione a come si muoveranno queste tre azioni nei prossimi anni, il certificato potrà offrire un rendimento di tipo cedolare, mentre non è prevista alcuna partecipazione diretta alla performance dei titoli, se non nel caso peggiore, cioè di forte ribasso di almeno uno di questi. In tal senso, il rischio associato al prodotto può essere accostato a quello di un investimento azionario, anche se la presenza di un’opzione di protezione condizionata stabilisce un’utile mediazione con la realtà dei titoli obbligazionari.
Il certificato viene proposto con una scadenza di tre anni (30 maggio 2025), accompagnata da cinque finestre semestrali di possibile esercizio anticipato. Se in una di queste date di valutazione anche il peggiore tra i tre sottostanti (“Worst of”) rispetterà la condizione prevista, il certificato sarà liquidato in automatico al prezzo di emissione (1.000 euro), maggiorato di un premio progressivo pari al 10,75% lordo del valore nominale: per esempio, se nella prima data di valutazione, che cadrà il 16 novembre prossimo, i tre titoli chiuderanno tutti a un livello almeno pari al rispettivo valore iniziale, cioè faranno tutti registrare una performance non negativa rispetto allo strike, il certificato sarà esercitato anticipatamente e rimborsato al 110,75% del prezzo di emissione (1.107,50 euro). Al contrario, lo strumento non pagherà alcun importo parziale e un’analoga verifica sarà ripetuta nelle date di valutazione successive, quando l’eventuale prezzo di rimborso salirà progressivamente al 121,50% (16 maggio 2023), 132,25% (16 novembre 2023), 143% (16 maggio 2024) e 153,75% (16 novembre 2024) del valore nominale. A scadenza, quindi in caso di mancato esercizio anticipato, potranno infine verificarsi tre scenari alternativi: a) di nuovo, se i tre titoli chiuderanno tutti a un livello almeno pari allo strike, il certificato sarà liquidato al 164,50% del prezzo di emissione, confermando un premio semestrale lordo del 10,75%; b) se anche uno solo dei tre titoli chiuderà invece in territorio negativo, ma nessuno al di sotto della barriera posta al 70% dello strike, il certificato sarà rimborsato al suo valore nominale, senza pagare alcuna remunerazione finale; c) se anche uno solo dei tre titoli chiuderà infine al di sotto della barriera, si attiverà la cosiddetta proprietà “Switch to Basket”, in virtù della quale il rimborso non sarà più calcolato sulla base della performance del titolo peggiore, ma sulla media aritmetica delle performance realizzate dai tre sottostanti: in questo molto il risultato negativo sarà attenuato e la perdita del certificato potrebbe risultare addirittura azzerata, se gli altri titoli sapranno compensare il ribasso di quello che ha chiuso sotto la barriera.
Rischio/rendimento. Questo certificato ha una logica intermedia tra un investimento di tipo obbligazionario e uno di tipo azionario: per ciò che riguarda il rendimento potenziale, il profilo dei premi periodici rimanda alla realtà dei bond, anche se il fatto che siano condizionati alla maturazione di una performance non negativa da parte di tre diversi titoli ne riduce drasticamente la probabilità di effettivo incasso e in questo senso la bilancia si sposta verso la logica azionaria. Il rischio di perdita rimanda lui stesso al profilo di un investimento in azioni, soprattutto considerando che la barriera non è collocata così lontano dallo strike, ma almeno l’introduzione del meccanismo ““Switch to Basket” offre un utile cuscinetto in caso di scenario negativo. (riproduzione riservata)