Capitale protetto ma cedole senza memoria
La proposta di SG riduce drasticamente i rischi di perdita, ma vincola le cedole a un limite di perdita massima molto ristretto
Alberto Micheli
01/10/2022
Si chiuderà il prossimo 31 ottobre la fase di collocamento di una nuova serie di Protection certificates targata Société Générale e destinata alla quotazione su EuroTlx. Lo strumento sarà emesso giovedì 3 novembre a un prezzo unitario di 1.000 euro, che comprenderà una quota di commissioni upfront compresa tra lo 0,5625% e lo 0,6875% e una quota di commissioni di collocamento compresa tra il 2,25% e il 2,75%: questi oneri andranno a incidere sul valore di mercato dello strumento, che a parità di altre condizioni sarà quindi inferiore al prezzo di emissione.
Struttura e funzionamento. Questo prodotto è riconducibile alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale protetto”, che offrono cioè una protezione del capitale investito svincolata da qualunque condizione accessoria legata all’andamento del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è rappresentato da tre indici azionari rappresentativi dell’economia europea (Ftse100, Smi ed EuroStoxx Select Dividend 30), secondo il classico meccanismo “Worst of”. A seconda di come si muoveranno i tre benchmark, il certificato potrà offrire delle opportunità di guadagno di tipo cedolare. I rischi del prodotto sono decisamente inferiori a quelli di un eventuale investimento diretto nei tre indici, per effetto proprio della presenza di una protezione incondizionata del capitale, ma anche il potenziale di rendimento è naturalmente più sacrificato.
Il certificato viene offerto con una scadenza di cinque anni (3 novembre 2027) e non prevede alcuna finestra di possibile esercizio anticipato. La struttura prevede il pagamento condizionato di una cedola semestrale lorda pari al 3,25%, corrispondente a un tasso annuo lordo del 6,50%. Questi importi saranno corrisposti a partire dal 3 maggio del prossimo anno, ma solo nelle occasioni in cui tutti i sottostanti rispetteranno la condizione di pagamento, che nell’occasione prevede una chiusura dei tre indici non inferiore al 95% del rispettivo valore iniziale, rilevato il prossimo 3 novembre: i premi saranno quindi pagati anche in presenza di uno scenario moderatamente negativo, a patto però che nessuno degli indici coinvolti maturi una perdita superiore al 5%. Se anche uno solo dei tre panieri non rispetterà tale vincolo in una data di valutazione, il premio di competenza di quel semestre non sarà pagato, né potrà essere recuperato successivamente dal momento che non è previsto alcun effetto memoria. A scadenza, il rimborso del capitale sarà infine tutelato da una protezione posta anch’essa al 95% del valore nominale: indipendentemente dall’andamento dei tre indici in gioco, il certificato non sarà quindi mai liquidato a un pezzo inferiore a 950 euro. Concretamente, alla data di valutazione finale (20 ottobre 2027) potranno verificarsi tre diversi scenari: a) se i tre indici chiuderanno tutti con una performance non negativa, il certificato sarà liquidato al prezzo di emissione (1.000 euro) e pagherà anche l’ultimo premio semestrale (32,50 euro); b) se anche uno solo dei tre indici chiuderà invece con una performance negativa, senza però che nessuno abbia maturato una perdita superiore al 5%, il certificato replicherà la performance del titolo peggiore e pagherà anche qui l’ultimo premio semestrale. In questo scenario, lo strumento finirebbe per maturare una perdita sul capitale fino a un massimo di 50 euro, che sarà parzialmente compensata dalla cedola da 32,50 euro; c) se anche uno solo dei tre indici pagherà infine una perdita superiore al 5%, il certificato sarà liquidato a un prezzo fisso di 950 euro e non pagherà alcuna cedola finale. In questo scenario lo strumento imporrà in conto capitale la perdita massima del 5%.
Rischio/rendimento. Questo certificato ha una logica piuttosto sbilanciata verso la realtà obbligazionaria: considerando la protezione a scadenza pari al 95%, il rischio di perdita è infatti limitato al 5%, oltre a quello riconducibile alla solvibilità dell’emittente, come accade per i bond. Si ricorda infatti che tutti i certificati sono esposti al rischio di credito dell’emittente, allo stesso livello di un’obbligazione senior. Quanto al potenziale di guadagno, le cedole di questo certificato sono di tipo condizionato, sono legate all’andamento di tre diversi sottostanti e per di più non vantano alcun effetto memoria, quindi sarà decisivo capire quale sarà il valore iniziale dei tre indici, che sarà rilevato tra oltre un mese e dal quale dipenderà l’effettiva redditività dello strumento. (riproduzione riservata)