Doppia opportunità di guadagno sul Mib Esg
Il prodotto di SG può rendere il 5% in un anno o partecipare con leva all'eventuale rialzo maturato dall'indice dopo tre anni
Alberto Micheli
29/01/2022
A inizio settimana si è aperta la fase di collocamento di una nuova serie di Bonus Autocallable certificates targati Société Générale. Lo strumento sarà destinato alla quotazione sul segmento Cert-X di EuroTlx e sarà emesso venerdì 4 marzo a un prezzo unitario di 1.000 euro, che comprenderà una quota di commissioni di collocamento che potrà arrivare fino al 2%: questa componente andrà a incidere sul valore di mercato del prodotto, che a parità di altre condizioni sarà quindi inferiore al prezzo di emissione.
Struttura e funzionamento. Questo certificato è riconducibile alla categoria dei “certificati a capitale condizionatamente protetto”, che offrono cioè una protezione condizionata al rispetto di un vincolo prefissato da parte del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è rappresentato dal nuovo indice Mib ESG, dedicato alle blue-chip quotate su Borsa Italiana che presentano le migliori pratiche in materia ambientale, sociale e di governance. In relazione a come si muoverà l’indice nei prossimi anni, il certificato potrà offrire un rendimento proporzionale alla performance del paniere e in questo senso il rischio associato al prodotto può essere accostato a quello di un investimento azionario, anche se la presenza di un’opzione di protezione condizionata stabilisce un’utile mediazione con la realtà dei titoli obbligazionari.
Il certificato viene proposto con una scadenza di tre anni (4 marzo 2025), accompagnata da un’unica finestra di possibile esercizio anticipato, che potrà ridurre la durata dell’investimento a soli 12 mesi. Al termine del primo anno (27 marzo 2023) il certificato sarà infatti liquidato in automatico al prezzo di emissione (1.000 euro) se l’indice Mib ESG chiuderà a un livello almeno pari al suo valore iniziale, che a sua volta sarà definito in base alla chiusura del prossimo 25 febbraio. In questo scenario il capitale iniziale verrà remunerato con un premio lordo fisso del 5%, che sarà corrisposto unitamente al rimborso del valore nominale del prodotto. In caso di performance non negativa del sottostante al termine del primo anno, il certificato garantirà quindi un rimborso prefissato di 1.050 euro. A scadenza, quindi in caso di mancato esercizio anticipato, potranno invece verificarsi tre scenari alternativi: a) se l’indice Mib ESG chiuderà a un livello almeno pari al suo valore iniziale, avendo quindi maturato una performance non negativa rispetto allo strike, il certificato garantirà una remunerazione proporzionale in ragione di un fattore di partecipazione del 150% e senza alcun limite di rimborso massimo (no Cap). Il certificato parteciperà quindi al guadagno del sottostante con un minimo effetto leva (1,5); b) se l’indice chiuderà invece al di sotto del suo valore iniziale, avendo quindi maturato una performance negativa, il certificato potrà comunque garantire il rimborso del capitale iniziale se la perdita non sarà superiore al 30%, cioè se il sottostante non chiuderà al di sotto della cosiddetta “Barriera sul Capitale” posta al 70% dello strike; c) se l’indice chiuderà infine al di sotto anche della Barriera sul Capitale, il certificato replicherà integralmente la perdita maturata dal sottostante, in questo caso però senza alcun effetto leva.
Rischio/rendimento. Questo certificato ha una logica intermedia tra un investimento di tipo obbligazionario e uno di tipo azionario, anche se quest’ultimo elemento è decisamente prevalente: la possibilità di rimborso anticipato al termine del primo anno, remunerata in stile bond con un tasso fisso del 5% lordo, è in realtà vincolata a una performance non negativa del sottostante, quindi coinvolge un elemento di rischio strettamente connesso alla logica delle dinamiche azionarie. Il rimborso a scadenza introduce inoltre un effetto leva sul rimborso finale in caso di scenario positivo, che esprime un legame ancora più forte tra il rendimento potenziale dello strumento e l’andamento del sottostante: si tratta in definitiva di un prodotto d’investimento che implica un’aspettativa strettamente rialzista sul mercato di riferimento, in linea anche qui con la logica azionaria. La componente di rischio è invece attenuata dalla presenza di un’opzione di protezione condizionata del capitale, che di fatto riporta la bilancia un po’ più verso il contesto obbligazionario, anche se solo parzialmente. (riproduzione riservata)