GS, barriera lontana per i nuovi certificate reverse
Premi periodici svincolati dall’andamento del sottostante e scadenza di quattro anni sono le caratteristiche dei nuovi prodotti
Alberto Micheli
23/03/2019
Si chiuderà mercoledì prossimo il collocamento di una nuova serie di Barrier Reverse Convertible certificates targati Goldman Sachs: lo strumento è destinato alla quotazione sul segmento Cert-X di EuroTlx. Sarà emesso venerdì 29 marzo a un prezzo unitario di 100 euro, che comprenderà una quota di commissioni di collocamento pari al 3%: questi oneri andranno a incidere sul valore di mercato dello strumento, che a parità di altre condizioni sarà quindi inferiore al prezzo di emissione.
Struttura e funzionamento. Questo certificato è riconducibile alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale condizionatamente protetto”, che offrono cioè una protezione del capitale iniziale condizionata al rispetto di un vincolo prefissato da parte del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è rappresentato dal titolo domestico Intesa SanPaolo. Il certificato offrirà un rendimento di tipo cedolare, svincolato dall’andamento del sottostante: i premi periodici saranno infatti sempre corrisposti, indipendentemente dallo scenario di mercato: non è inoltre prevista alcuna partecipazione diretta alla performance finale del titolo, se non nel caso peggiore, cioè di forte ribasso dello stesso.
Il certificato viene offerto con una scadenza di quattro anni (4 aprile 2023), senza alcuna opzione autocallable: non è quindi prevista alcuna finestra di esercizio anticipato automatico, che possa ridurre la durata dell’investimento. La quotazione su EuroTlx garantirà però sempre la possibilità di liquidare il prodotto in qualunque momento, alle condizioni espresse dal mercato. La struttura è molto semplice e prevede il pagamento di un importo fisso mensile di 0,32 euro (0,32% lordo, 3,84% annuo), che sarà indicativamente corrisposto nell’arco della prima settimana di ogni mese. La prima cedola sarà pagata il 7 maggio 2019, l’ultima a scadenza, il 4 aprile 2023, per un totale di 48 flussi cedolari, appunto uno al mese per ognuno dei quattro anni di vita dello strumento. A scadenza, il rimborso del capitale iniziale sarà invece vincolato al rispetto di un limite di perdita massima da parte del sottostante: in particolare, Intesa SanPaolo non dovrà compromettere una barriera posta al 40% del suo valore iniziale, che a sua volta sarà definito in base alla chiusura del titolo bancario di giovedì prossimo, 28 marzo. Concretamente, se alla data di valutazione finale (28 marzo 2023) il prezzo di chiusura del sottostante non sarà inferiore alla barriera, quindi se il titolo non avrà maturato una perdita superiore al 60%, il certificato sarà rimborsato al prezzo di emissione (100 euro). Se Intesa SanPaolo avrà invece perso più del 60%, il certificato replicherà tale performance negativa, maturando quindi una perdita analoga a quella del sottostante. In entrambi gli scenari, unitamente al rimborso dello strumento, sarà comunque sempre pagata l’ultima cedola mensile.
Rischio/rendimento. Questo certificato ha una logica che strizza l’occhio a un investimento di tipo obbligazionario, soprattutto considerando il pagamento garantito delle cedole mensili: certo, la protezione condizionata del capitale, per quanto vincolata a una barriera piuttosto lontana rispetto agli standard più comuni di questa classe di prodotti, rende il rischio complessivo molto più elevato rispetto a quello di un bond tradizionale. Ma del resto, oggi un’obbligazione a tasso fisso emessa da Goldman Sachs con scadenza maggio 2024 (Codice Isin XS1166507548) per esempio rende circa l’1,7% lordo annuo, meno della metà del certificato in oggetto: viene quindi corrisposto un premio non trascurabile come remunerazione del rischio più elevato. Ai prezzi correnti, la barriera su Intesa SanPaolo si collocherebbe attorno a 0,90 euro, un livello che il titolo ha finora già ceduto in due occasioni, a settembre 2011 e luglio 2012. Non c’è quindi alcuna garanzia in tal senso, ma il margine di sicurezza è certamente ampio e ammette una buona flessibilità di gestione della strategia d’investimento, anche in considerazione del pagamento mensile delle cedole e della quotazione dello strumento su EuroTlx. In relazione a quest’ultimo aspetto, va però considerato l’impatto della commissione di collocamento (3%), che sarà subito scontata nel prezzo di mercato e renderà quindi poco conveniente una liquidazione molto anticipata della posizione. (riproduzione riservata)