La tecnologia performa ancora
Il prodotto offerto da SPDR punta ad un basket di azioni tecnologiche europee, che durante il recente sell-off si sono mosse bene.
In questa sessione approfondiamo le caratteristiche del prodotto SPDR MSCI Europe Technology, che permette di puntare su un basket piuttosto concentrato di azioni europee del comparto tecnologico. Di solito quando si parla di tecnologia in termini di investimenti balza subito in mente il contesto statunitense, ben rappresentato dall’indice Nasdaq che da sempre funge da faro per tutto quanto è considerabile ad alta potenzialità. Infatti tra i settori azionari più performanti si colloca proprio la tecnologia, un vero e proprio beta sector in grado di amplificare i rendimenti dei benchmark più diversificati, ma paradossalmente anche di dar soddisfazioni in contesti di mercato incerti come quello attuale. Anche l’Europa ha comunque parecchio da offrire sotto questo profilo, anche se il confronto con il mercato nordamericano evidenzia tuttora asimmetrie, a favore del secondo. In termini di tendenze, un elemento che vale la pena segnalare è il recupero di forza relativa del settore tecnologico europeo rispetto a quello Usa. Se infatti dal 2006 al 2014 si è osservato un differenziale di rendimento nettamente a favore del contesto nordamericano, da alcuni anni i titoli europei della tecnologia non segnano marcatamente il passo rispetto ai competitors Usa. E anche nel corso del 2017 gli indici sono andati quasi a braccetto come rendimenti, con il settore europeo in gran volata; ma anche negli ultimi mesi si osserva un netto recupero di forza relativa della tecnologia europea rispetto all’MSCI Europe (settore in flessione del 2,5% circa rispetto al -5,5% circa dell’indice generale), sebbene in un contesto ad alta volatilità che dovrebbe sfavorire le beta stocks. E il differenziale di rendimento (della tecnologia europea rispetto a MSCI Europe) si attesta ad oltre il 40% se si allunga l’orizzonte retrospettivo ai cinque anni. Per quanto riguarda il posizionamento nel ciclo economico, il settore tecnologico tende di solito a fornire le maggiori soddisfazioni in un contesto di early recovery, ovvero quando la fase negativa del ciclo economico lascia il posto nuovamente all’espansione dell’economia. Da questo punto di vista stupisce quindi la sovraperformance dell’indice di settore rispetto ad altre scelte più difensive. Tra le motivazioni della dinamica positiva degli ultimi mesi del settore tecnologia si può segnalare il forte momentum degli utili e il consensus sulle previsioni di crescita degli EPS (earning per share), fissato al 19% per il 2018, ma anche la percezione degli investitori che il Tech stia effettivamente diventando un settore difensivo, caratterizzato da una minore volatilità, a differenza degli anni passati.
Tornando alle caratteristiche dell’indice scelto da SPDR per cavalcare il tema della tecnologia a livello europeo, il Msci Europe Technology evidenzia attualmente un multiplo P/e prossimo a 21,8, rispetto a 17,5 circa dell’indice di settore Usa. Guardando alla composizione dell’indice di settore si evidenzia un peso importante destinato alla Germania (33% circa), seguito dal 25% circa ai Paesi Bassi, 15% circa della Francia, 7% circa di Svezia e Finlandia, 6% per il Regno Unito e la Spagna. Va invece segnalata tra gli elementi non positivi l’elevata concentrazione del benchmark tecnologico europeo, che conta solamente 19 azioni, da cui deriva un alto rischio specifico. I titoli a maggior rappresentatività sono la tedesca SAP (che da sola pesa oltre il 21%), le olandesi ASML (15,9%) e NXP Semiconductors (8,9%), la finlandese Nokia (7,1%), dove la somma dei primi quattro titoli spiega circa la metà dell’intero indice. Il rischio di cambio è invece marginale, sebbene si tratti di un’aggregazione paneuropea. In termini di sotto-settori, il 40% dell’indice è rappresentato da aziende focalizzate sui software, seguite dal 33% di semiconduttori e 10% di telecoms e computer, con quote residuali di servizi. Infine, il dividend yield odierno non è molto appetibile, collocandosi al 1,36% annuo; ma chi acquista il settore tecnologico non lo fa certo per incassare alti dividendi e avere un approccio difensivo rispetto al mercato. L’emittente ha scelto di listare il prodotto ad accumulazione, senza distribuzione dei proventi, e la replica è di tipo fisico completo, trattandosi di sottostante non complesso da replicare. (riproduzione riservata)