L’ ETFplus è il mercato regolamentato di Borsa Italiana dove vengono negoziati in continua gli ETF (in senso lato, quindi anche ETC ed ETN). La negoziazione, come per tutti gli strumenti scambiati in continua (al pari delle azioni), avviene attraverso il book di negoziazione.
Il book (un elenco elettronico) raccoglie tutti gli ordini di acquisto e di vendita per ciascuna attività quotata esponendoli ordinatamente, in modo che in testa figurino sempre:
La differenza tra best bid e best ask, posto che il primo è sempre maggiore del secondo (quando sono uguali entrambi gli ordini si trasformano in “eseguiti” per il quantitativo minimo tra i due), identifica il bid-ask spread. Questo indicatore (insieme al volume di scambio mediamente registrato nell’ambito di ciascuna seduta di borsa) determina in prima battuta il grado di liquidità di ciascun ETF, ovvero la capacità che un determinato quantitativo in acquisto o in vendita sia negoziato nel più breve tempo possibile e con il minor sacrificio in termini di prezzo eseguito.
Tutti gli ETF sono assistiti sul mercato da un liquidity provider, ovvero un soggetto (molto spesso lo stesso emittente) che opera in qualità di market maker esponendo in via continuativa sul book di negoziazione un prezzo-denaro (bid) e un prezzo-lettera (ask) ai quali è disposto rispettivamente ad acquistare o a vendere il quantitativo associato a ciascuno dei due prezzi (generalmente il controvalore di ciascuno non è inferiore a 100 milioni di euro). In questo modo viene assicurato un livello minimo di liquidità per ogni ETF a beneficio degli acquirenti e soprattutto dei venditori, da cui deriva il bid-ask spread che viene mantenuto dal liquidity provider (solitamente tale spread non è superiore allo 0,5%).
Il lotto minimo di negoziazione, ovvero la quantità minima che è possibile acquistare o vendere, è sempre pari a uno per tutti gli ETF.
Oltre alla negoziazione in continua, il mercato ETFplus di Borsa Italiana dedicato agli ETF in senso lato prevede anche un’asta di chiusura, dalle ore 17:30 alle 17:35 (con chiusura random nell’ultimo minuto 17:35:00 – 17:35:59), rivolta a chi vuole negoziare gli ETF a un prezzo unico a prescindere dal quantitativo di negoziazione (che in questo caso può anche essere elevato), e che possa risultare, almeno per gli ETF su indici europei, il più vicino possibile al proprio “net asset value” (NAV, valore del patrimonio netto) e comunque coincidente con il prezzo di riferimento del mercato. In asta, dove è ancora presente il liquidity provider, si possono impartire ordini solamente con limite di prezzo.
Il regolamento di Borsa Italiana recita che, nel caso in cui il prezzo teorico di chiusura superi il limite massimo di variazione rispetto al prezzo statico (nel qual caso il prezzo teorico non viene validato), è attivata un’ulteriore asta di volatilità di cinque minuti (più un intervallo variabile della durata massima di un minuto, determinato dal sistema di negoziazione in modo casuale). Tale asta di volatilità (ulteriore rispetto all’asta di chiusura) può essere attivata una sola volta.
Se durante gli ultimi due minuti della negoziazione continua si dovessero realizzare le condizioni per una sospensione automatica (ovvero, se si verificasse il superamento della soglia di variazione massima rispetto al prezzo statico o dinamico), la piattaforma attiva immediatamente la fase di asta di chiusura.
Durante l’asta di chiusura possono essere inseriti ordini con le seguenti validità temporali:
Il fatto che gli ETF siano quotati in euro non elimina il rischio di cambio per l’investitore italiano. Nei casi frequenti in cui l’attività sottostante è denominata in una valuta diversa dalla moneta unica (valuta di denominazione), si pensi per esempio a un ETF sul Dow Jones americano, la quotazione in euro dell’ETF non fa altro che tradurre istantaneamente nella moneta unica il valore corrente delle attività sottostanti espresse in valuta, palesandone il rischio di cambio (la valuta di quotazione per gli strumenti quotati sul mercato ETFplus è sempre l’euro).
Nonostante ciò, ci sono un buon numero di ETF esenti dal rischio di cambio perché l’emittente attua costantemente una copertura finanziaria di tale rischio, oppure perché l’attività sottostante è denominata in euro. In alcuni casi, infatti, gli ETF sono di tipo euro hedged: hanno cioè in portafoglio attività denominate in valuta estera ma che, tramite una copertura attuata con l’opportuno utilizzo di strumenti derivati, non presentano rischio di cambio per l’investitore italiano.
Tra gli indicatori validi solo per gli ETF che detengono bond troviamo:
Tra gli indicatori validi solo per gli ETF che detengono azioni troviamo:
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