Tra gli ultimi listing obbligazionari in Italia, l’Etf Spdr Jp Morgan Saudi Arabia Aggregate Bond Ucits Etf presenta interessanti peculiarità. La crescita del mercato obbligazionario saudita ha registrato un'accelerazione negli ultimi anni e l'importo totale delle obbligazioni in circolazione emesse dai Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo è più che triplicato dal 2019, raggiungendo quasi 1350 miliardi di dollari a settembre 2024. La crescita del mercato è stata alimentata dal programma strategico Vision 2030, che sostiene un importante spostamento verso le energie rinnovabili: queste dovrebbero rappresentare circa il 50% dell'elettricità prodotta in Arabia Saudita entro il 2030. Il Fondo Monetario Internazionale stima per l’area del Golfo una crescita del Pil nel periodo 2025-2029 al 4,0%, più che doppia rispetto a quella delle economie avanzate e in linea con il ritmo di crescita previsto per i paesi emergenti in generale. E il Regno dell'Arabia Saudita è già classificato come emittente A+/A1, con tendenza recente a favore di un upgrade: d’altronde, molti paesi del G10 sono alle prese con rapporti debito/PIL superiori al 100%, e le stime per il 2029 vedono solamente un rapporto al 31,5% per l'Arabia Saudita, contro una media mondiale attesta non lontana dal 100%(1). In quanto esportatore di petrolio, i guadagni esteri dell'Arabia Saudita sono stati in gran parte denominati in dollari Usa, e questo ha facilitato lo sviluppo di un mercato obbligazionario in valuta forte. Da segnalare l'aumento delle emissioni Sukuk, un certificato finanziario islamico (simile a un'obbligazione) conforme alla Sharia islamica. Nonostante l'impennata delle emissioni obbligazionarie e l'aumento della liquidità, la proprietà straniera delle obbligazioni saudite rimane relativamente bassa (inferiore al 10%, da stime Fitch). E con la valuta del Riyal saudita ancorata al dollaro Usa, i rischi sono forse minori rispetto a quelli di molte altre obbligazioni emergenti: l'Arabia Saudita fa già parte dell'indice FTSE Emerging Markets Government Bond dall'aprile 2022, e si prevede che nei prossimi trimestri sarà inclusa in altri indici in valuta locale. Il mercato obbligazionario dell'Arabia Saudita è attualmente in fase di valutazione per l'inclusione nel benchmark di Jp Morgan GBI-EM, una famiglia di indici che interessa circa 231 miliardi di dollari di fondi; la conferma dell'inclusione dovrebbe portare a nuovi flussi in entrata nel mercato, con miglioramento in termini di liquidità delle obbligazioni sottostanti. L'indice Jp Morgan Saudi Arabia Aggregate mira a monitorare la performance di strumenti sovrani e quasi sovrani liquidi, denominati in Usd, e di titoli di Stato Sukuk denominati in Riyal sauditi (Sar). L'indice dell'Arabia Saudita ha una scadenza lunga rispetto ad altri benchmark obbligazionari, il che significa che anche la sua duration (circa 6,9 anni) è superiore a quella degli indici Global aggregate e Emergenti. Più di tre quarti dell'indice Jp Morgan Saudi Arabia Aggregate è denominato in dollari (un misto di obbligazioni convenzionali e Sukuk) mentre l'esposizione in valuta locale è garantita dai Sukuk nazionali. In termini di volatilità, l'indice è in linea al Bloomberg Global-Aggregate e, di recente, leggermente superiore a quella dei mercati emergenti, ma non lo è stata negli ultimi cinque anni. Il drawdown è stato misto, con una reazione simile a quella degli emergenti durante la crisi del Covid, mentre nel sell-off del 2022 l'indice ha registrato una performance migliore. Francesco Lomartire, Head of Intermediary client coverage Southern Europe di State Street Global Advisors, specifica che «siamo lieti di dare la possibilità agli investitori italiani di investire in un segmento in rapida crescita come il mercato obbligazionario dell’Arabia Saudita. Il regno saudita sta vivendo una trasformazione importante e crediamo che il suo impegno in materia di transizione energetica, sviluppo delle infrastrutture e gli ambiziosi piani di crescita rendano il paese un'interessante opportunità d'investimento. Siamo convinti che questo nuovo prodotto darà agli investitori la possibilità di diversificare ulteriormente i loro portafogli».Il rendimento effettivo a scadenza dell’indice è fotografato, al 5 marzo 2025, al 5,10% lordo annuo (2). (riproduzione riservata)
Note:
1- Le previsioni si basano su stime e riflettono giudizi e ipotesi soggettive. Non vi è alcuna garanzia che gli sviluppi si realizzeranno come previsto e che le stime siano accurate.
2- I rendimenti dell'indice non sono gestiti e non riflettono la deduzione di commissioni o spese. I rendimenti dell'indice riflettono tutte le voci di reddito, guadagno e perdita e il reinvestimento di dividendi e altri redditi, ove applicabile.
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