Dividendi Usa in euro da Spdr
L’emittente propone la versione senza rischio di cambio dell’Etf che punta alla sostenibilità dei dividendi statunitensi
Nuovo listing a rischio di cambio coperto da parte di Spdr, focalizzato sui titoli Usa ad alto dividendo e di qualità. Si tratta di un Etf adatto a coloro che vogliono puntare su una strategia azionaria robusta, in ambito Usa, ma che sono preoccupati da un potenziale deprezzamento del dollaro. La velocità e la consistenza del recente rimbalzo di mercato, unite all’elevata presenza di liquidità nei portafogli degli investitori internazionali, sembrano suggerire un contesto di investimento non basato sull’analisi dei fondamentali. E in questo difficile ambiente di investimento la domanda principale che si pongono gli investitori che guardano alle strategie income, ovvero generatrici di flussi cedolari costanti, riguarda la stabilità e la sostenibilità dei dividendi azionari, messi sotto pressione dal calo della domanda dei consumatori affiancato da elevati livelli di debito societario. La metodologia della strategia Dividend Aristocrats adottata dall’asset manager statunitense è studiata per soddisfare le esigenze di coloro che puntano a dividendi il più possibile stabili sul lungo termine. La componente principale della selezione titoli di tale strategia è il track record sul lungo termine (5-20 anni consecutivi), focalizzandosi sul mantenimento o incremento del dividendo restituito agli azionisti. Ciò significa che ci sarà molta attenzione verso quelle aziende che confermeranno, nella trimestrale in arrivo, la capacità di confermare i dividendi passati, nonostante il contesto economico sfidante, e non solo puntare sui titoli che esprimono oggi il più alto dividendo.Spesso infatti gli amanti dello stock picking e delle cedole tendono a selezionare le aziende quotate che evidenziano il dividendo corrente più generoso, trascurando così un altro elemento cruciale per il successo di tale strategia, la sostenibilità dei dividendi (futuri). A sua volta collegabile alla qualità della azienda da cui derivano importanti utili da distribuire agli azionisti. Una accorta analisi dei fondamentali aziendali permette di selezionare, all’interno delle azioni che esprimono i maggiori dividendi, i candidati in grado di garantire il successo di una strategia di tipo dividend. Da un certo punto di vista ci si ricollega al padre del value investing, Benjamin Graham, nella convinzione che uno degli elementi chiave per identificare azienda di alta qualità risieda nel puntare sulle società che negli anni passati – sul lungo termine- abbiamo evidenziato costanza e ove possibile crescita nei dividendi distribuiti. In questo modo gli indici utilizzati da Spdr per i prodotti azionari di tipo Income (o dividend) selezionano aziende con una storia di successo in termini di stabilità dei dividendi, uniti all’analisi dei trend di crescita degli stessi e altri filtri qualitativi. Ad esempio focalizzandosi su chi offre il maggior pay-out ratio e applicando uno schema di ponderazione legato ai dividendi attesi. Si ottengono in questo modo indici che puntano contemporaneamente ai dividendi maggiori e alla qualità. L’investitore inoltre non si deve dimenticare che, a partire dal 1970 sino ai nostri giorni, il dividend yield ha contribuito al 70% circa della performance reale complessiva di una strategia di investimento. L’effetto compounding (capitalizzazione dei flussi incassati) ha quindi un enorme valore nel medio termine e può fare la differenza. Nel ribilanciamento di gennaio della strategia US Dividend Aristocrats, ben 51 componenti (su una media di 120 che compongono il portafoglio) hanno visto salire il dividendo negli ultimi 40 anni. Per quanto riguarda la scomposizione settoriale della strategia US Dividend Aristocrats, si mette in luce che una buona parte dell’allocazione è difensiva, con un peso importante per i settori beni di consumo non ciclici e utilites, che assieme valgono il 30% del paniere. I beni di consumo non ciclici hanno offerto il maggior contributo al rendimento nel recente sell-off globale, grazie ad una sovra-performance rispetto all’indice Msci World del 13% circa (valore che si dimezza per le utilities). Guardando ai dati aggregati in termini di indici, oggi ci si posiziona su 121 azioni Usa, che esprimono un dividend yield lordo annuo del 3,9% circa (distribuito su base trimestrale dall’Etf) e un P/e attuale appena inferiore a 16. Il titolo a maggior peso vale solo il 2,4%, a garanzia dell’elevata diversificazione. (riproduzione riservata)