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ETF & ETC ai raggi X

SPDR Global Convertible Bond

Rischio a scadenza
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Sostenuto
Grado di oscillazione del valore nel tempo
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Medio
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Il giudizio di MFIU

La flessibilità dei bond convertibili rende lo strumento adatto a cavalcare ogni fase di mercato, con una livello di rischio intermedio.

A chi è adatto. A chi ritiene che le obbligazioni convertibili possano rafforzarsi, mettendo in conto un elevato rischio del capitale investito.

Obiettivo dell’investimento. Diversificazione degli impieghi obbligazionari su titoli convertibili in azioni, perseguibile non agevolmente a livello di singole obbligazioni, finalizzata a un aumento delle opportunità di guadagno a livello di portafoglio. L’Etf espone l'investitore a una volatilità discreta del capitale investito. L'impiego è soggetto al rischio di cambio, essendo il sottostante espresso in valuta differente dall'euro, comportando sia una dose aggiuntiva di rischiosità e sia un’opportunità di guadagno.


Milano Finanza Intelligence Unit

Bond convertibili per ogni stagione

Il prodotto offerto da SPDR non delude le aspettative, e solo la dinamica del tasso di cambio ha frenato le performance nel 2017.

Fausto Tenini
06/01/2018

Le performance in valuta locale, ovvero dollari Usa, dell’indice Thomson Reuters Global Convertible Bond si è dimostrata molto robusta nel corso dell’intero 2017, con un progresso annuo prossimo al 12%. Un insieme di fattori ha permesso ai bond convertibili, sottostanti a questo indice replicabile attraverso un Etf di SPDR, di muoversi molto bene nella valuta di emissione. Peccato invece per la dinamica del dollaro (che vale circa il 60% dell’indice), che tra la primavera e l’estate di quest’anno si è deprezzato rispetto all’euro andando a vanificare tutto il rendimento in valuta locale, mentre in ottica di medio-lungo termine le performance tendono a riavvicinarsi. In merito alle caratteristiche del sottostante, c’è da specificare che i bond convertibili sono alimentati, in termini di motori di performance, da una pluralità di fattori. La natura idrida permette del sottostante, a cavallo tra bond e azione, permette così di performare bene durante differenti contesti di mercato. In linea di massima, il miglior contesto per i bond convertibili è rappresentato da uno scenario di bassi tassi di interesse e azionario tonico. E in un contesto di tassi in risalita, tipicamente accompagnato dal miglioramento del contesto economico, le componenti equity e il rischio di credito associati ai convertibili tenderanno a dare valore aggiunto, come si è osservato nel corso del 2017. I bond convertibili presentano inoltre una sensitività bassa ai tassi, utile nel momento in cui si osserva una pressione al rialzo nei rendimenti di mercato, anche in questo caso elemento più che di attualità. Guardando al passato, diversi sono stati i periodi caratterizzati da un aumento dei rendimenti dei Treasury a 10 anni. In fasi come il taper tantrum (maggio-giugno 2013) o in concomitanza del primo ciclo di rialzo dei tasso del 2016 i bond convertibili hanno offerto ottime performance, sulla scia delle azioni, sovraperformando i corporate bond. L’asimmetria nel rendimento dei bond convertibili sembra quindi pagare bene. Gli investitori che puntano su questo sottostante risultano parzialmente protetti durante le fasi ribassiste dei mercati azionari (grazie alla componente cedolare dell’obbligazione) e possono beneficiare delle fasi rialziste dei mercati azionari, grazie alla parte opzionale all’interno dei bond convertibili. La dinamicità del delta (che identifica la sensibilità di un bond convertibile rispetto ai rendimenti del mercato azionario) rende l’indice utilizzato da SPDR molto adatto ad adattarsi ai trend che si sviluppano nel tempo. Anche il comportamento durante le fasi di sell-off aiuta a comprendere i rischi a cui realmente ci si espone, dove i buoni risultati in tali contesti sono imputabili al delta dinamico dell’indice sottostante all’ETF. Francesco Lomartire, responsabile per SPDR in Italia, specifica a tal proposito che “il sottostante riesce a scaricarsi velocemente di delta in automatico quando le condizioni di mercato svoltano in negativo ed aumenta sensibilmente la volatilità. Questo permette inoltre di evitare per un gestore attivo la scelta di quando e quanto ribilanciare di un portafoglio dinamico, in termini di equity rispetto alla parte bond, a seconda delle fasi di mercato che si attraversano. E’ il prodotto finanziario stesso, il bond convertibile, che implementa automaticamente tali scelte, facendo salire il delta quando tutto va bene e frenando repentinamente come sensibilità in contesti di mercato non favorevoli”. Ed infatti se nel 2008 il delta del’indice era prossimo a 0,25, durante la risalita degli anni successivi è salito sino a 0,60. Attualmente la sensitività (delta) del prodotto è di 0,51, in linea ad un fondo bilanciato tra bond e azioni. Guardando al portafoglio, l’indice è molto diversificato in quanto composto da 247 titoli, con un current yield dello 0,84% e una vita media delle obbligazioni di poco inferiore a 5 anni. Il paniere è estremamente diversificato anche per area geografica, valuta, rischio di credito e settore di appartenenza degli emittenti. Il dollaro pesa per il 60% del portafoglio, seguito dall’euro al 24% e dallo yen al 13% circa. Gli Usa contano per il 40% del portafoglio, mentre il Giappone vale il 13%; seguono la Germania (105) , la Francia  (7,8%), la Cina continentale unita a Hong Kong (al 10% circa in aggregato). La tecnologia è il settore più rappresentato con il 22% dell’esposizione, seguito dal 19% circa di beni di consumo aggregati e dal 12% degli industriali. Rischio di credito non marginale, con il 46% dei bond che risultano non  coperti da rating.

SCHEDA ETF

  • SPDR Global Convertible Bond

  • Codice Isin:

    IE00BNH72088

  • Emittente:

    SPDR

  • Tipologia MF del sottostante:

    Misto

  • Categoria MF del sottostante:

    Obbligazionario convertibili

  • Indice sottostante:

    Thomson Reuters Global Convertible Bond

  • Descrizione indice:

    L'indice permette di investire in un paniere diversificato di obbligazioni convertibili mondiali.

  • Valuta di denominazione:

    Dollaro Usa

  • Valuta di quotazione:

    Euro

  • Rischio di cambio effettivo:

    paniere di valute

  • Leva rispetto al sottostante:

    Nessuna

  • Mercato di quotazione:

    ETFPLUS - Borsa Italiana

  • TER annuo:

    0,50%

  • Frequenza dividendi:

    Semestrale

  • Metodo di replica:

    Fisica con campionamento

  • Numero di componenti dell'indice:

    218

  • Patrimonio al:

    29 dicembre 2017, 748 milioni di dollari

  • Prestito titoli:

    no

  • Market Maker:

    xx

  • Banca depositaria:

    State Street