Etf sull'azionario cinese che soddisfa filtri Sri
Bnpp Am estende l’offerta sostenibile puntando direttamente al colosso cinese, a tutto vantaggio del controllo del rischio
L’applicazione di filtri Esg all’ambiente emergente è ancora oggi una sfida, in quanto l’accessibilità e la trasparenza in merito ai dati di sostenibilità ambientale e sociale comunicati dalle aziende dei Paesi in via di sviluppo non è certo agli stessi livelli di qualità del mondo occidentale. Nonostante questo, la tendenza a proporre anche in ambito indicizzato soluzioni che mirano alla sostenibilità nell’ambiente di investimento emergente si sta consolidando. L’ultimo listing italiano che va in tale direzione è stato proposto da Bnpp Am, da sempre attenta alla tematica degli investimenti responsabili sia in ambito passivo che attivo. Attraverso l’Etf Bnpp Easy Msci China Select SRI S-Series 10% Capped che punta come dice il nome stesso non ad un universo aggregato di Paesi emergenti ma ad un solo elemento, il colosso cinese. L’indice, calcolato da Msci, è costituito da società cinesi selezionate sulla base di un rating minimo in merito ai criteri ambientali, sociali e di governance societaria, nonché sui relativi sforzi per ridurre la rispettiva esposizione al carbone e ai combustibili fossili non convenzionali. Vengono escluse dall’indice le società operanti in settori con ripercussioni negative potenzialmente elevate sui criteri Esg, ovvero quelle a cui sono associate violazioni significative dei principi del Global Compact delle Nazioni Unite e quelle coinvolte in gravi controversie correlate ai suddetti criteri. L’approccio impiegato è di tipo best-in-class, che identifica le aziende meglio posizionate in ogni settore in merito ai filtri adottati, e il minimo rating Msci Esg richiesto per le società candidate è pari a BB. Un elemento molto importante risiede nel fatto che il fondo potrebbe investire fino al 40% del proprio patrimonio in azioni di classe A della Cina continentale, tramite il Shanghai-Hong Kong Stock Connect. Si tratta di un dettaglio non da poco, in quanto sono proprio le azioni di classe A ad avere la maggiore attrattività; per via dell’apertura in atto, ormai da anni, ai mercati internazionali e della presenza sempre più elevata nei portafogli di investimento. Al tempo stesso si segnala il percorso intrapreso dal colosso cinese in merito alla decarbonizzazione, anche se presenta tempistiche più dilatate (emissioni nette di carbonio zero per il 2060) rispetto ai mercati occidentali. L’Etf proposto da Bnpp Am è quindi altamente innovativo (va ad affiancare un prodotto passivo di Ubs Am che punta ad un indice simile) in quanto permette di posizionarsi sulla crescita cinese ma attraverso un filtro che aiuta a mitigare non poco la volatilità. Ed infatti in questo anno delicato per l’azionario cinese si segnala un calo (dati aggiornati a fine agosto) dell’indice Msci China SRI 10% Capped limitato al 3,63%, rispetto al -12,2% evidenziato dal Msci China. Mentre nel 2020 quest’ultimo benchmark ha restituito il 29,5%, rispetto al 51,3% dell’indice con filtri Sri. In sostanza si ottiene un vantaggio molto evidente in termini di rapporto rendimento-rischio. I filtri Sri svolgono molto bene il loro lavoro, in quanto sebbene si segnala una grande concentrazione dell’indice Sri, che racchiude solo 90 azioni rispetto alle 730 del benchmark originario, la volatilità risulta allineata (in modo simile al dividend yield e ai multipli di natura fondamentale). E’ invece molto disallineato il turnover di portafoglio, vicino al 50% nell’ultimo anno per l’indice Sri rispetto al 9% circa per il Msci China. Il peso massimo di una singola società all’interno dell’indice non può in ogni caso superare il 10% a ogni data di ribilanciamento, su base trimestrale. Il breakdown settoriale evidenzia una grande focalizzazione sui beni di consumo ciclici (35% circa), seguiti da finanziari (16%), Information Technology (10%), health care (85), etc, e come spesso accade quando si adotta questo tipo di selezione ne scaturisce una quota bassissima di società energetiche. La replica dell’’indice è di tipo fisico e non è concesso il prestito titoli. Bnpp Am ha scelto di quotare la versione ad accumulazione dei proventi, con un Ter dello 0,45% annuo. Il rischio di cambio è chiaramente presente, e si concretizza nelle oscillazioni del renminbi rispetto all’euro. (riproduzione riservata)