Un Etf tecnologico e sostenibile
Bnp Easy propone uno strumento indicizzato sulla tecnologia medica abbinata all’uso di filtri Esg
Gli ultimi listing sul mercato italiano dei prodotti indicizzati sono spesso stati direzionati su specifiche tematiche di investimento e il prodotto più fresco in tal senso è rappresentato dall’Etf Bnp Paribas Easy Ecpi Global Esg Med Tech. L’indice replicato dall’Etf è il Ecpi Global Esg Medical Tech, che seleziona i 50 titoli più attivi a livello globale nell'ambito della tecnologia medica sostenibile, tra cui biotecnologie, strumenti e servizi per le scienze della vita, attrezzature, forniture e tecnologie sanitarie. D’altronde, nell'ultimo decennio il settore sanitario ha conosciuto un'importante evoluzione, trainata da molteplici progressi tecnologici nel campo dell'informatica, della robotica e delle biotecnologie, oltre che da fattori strutturali come l'invecchiamento della popolazione. Il giro d’affari odierno del settore della tecnologia medica è stimato attorno a 500 miliardi di dollari, e l'indice Ecpi Global ESG Medical Tech è equamente ponderato su 50 azioni (25 Usa e 25 resto del mondo) e progettato per offrire agli investitori un'esposizione alle società quotate più attive nei mercati sviluppati globali nell'ambito della tecnologia medica sostenibile. L'universo d'investimento incorpora anche filtri Esg ed esclusioni settoriali. Nel dettaglio, i 50 componenti dell'indice sono selezionati da quattro settori. Biotecnologia ovvero le società attive nella scienza genomica e nella medicina/terapia genetica, strumenti e servizi per le scienze della vita rappresentati da società impegnate nella ricerca, nello sviluppo e nella produzione di farmaci innovativi. Ma anche attrezzature e fornitori per l'assistenza sanitaria, ben rappresentate da aziende impegnate in settori quali la produzione di attrezzature sanitarie e forniture ospedaliere o la progettazione di sistemi di somministrazione di farmaci; infine, la tecnologia sanitaria tramite aziende attive in settori come la telemedicina e la sanità digitale, i dispositivi sanitari connessi e la robotica. L’equiponderazione è inoltre un aspetto non da sottovalutare. Una delle problematiche più fastidiose che potrebbero interessare in alcuni frangenti i benchmark basati sulla market cap è la possibilità di bolle, legate a singoli titoli (o settori) eccessivamente cresciuti in passato, che possono minare le performance di indici eccessivamente concentrati. Al contrario, il fatto di spalmare i pesi allo stesso modo su tutti i componenti minimizza l’eventuale impatto per l’indice che può derivare da problematiche su singoli nomi. Ecpi, il fornitore dell’indice, è una società italiana indipendente che elabora da venticinque anni indici di mercato dedicati allo sviluppo sostenibile, guidata da docenti Sda Bocconi. Il ribilanciamento dell’indice avviene su base semestrale, e vengono prese in considerazione sia aziende classificabili come big caps che società a capitalizzazione intermedia, ovvero le mid caps. La metodologia di rating Ecpi Esg è un processo basato su regole che si concentrano sulla performance ambientale, sociale e di governance delle società candidate, da cui scaturisce la misura sintetica Ecpi Esg Rating. La scala di valutazione Ecpi va da F (inammissibile) a EEE, il voto più alto. I filtri lavorano in differenti step: dapprima viene attivata la selezione del settore di riferimento, che secondo la classificazione Gics deve appartenere al settore sanitario. Successivamente si attivano i filtri Esg, dove verranno prese in considerazione per confluire nell’indice solo le aziende che riusciranno ad esprimere un rating superiore o uguale a E-. L’Etf risulta così conforme all’articolo 8 secondo la normativa europea Sfdr, e si applicano screening di natura finanziaria finalizzati ad ottenere un indice liquido ed investibile, ad esempio una market minima di 500 milioni di euro. In termini geografici il 50% circa degli Usa è seguito dal 9% scarso della Svizzera, 8,6% di Hong Kong, 6,9% di Giappone, 5,8% di Germania, etc, ottenendo così un indice molto difensivo; come confermato da correlazione e beta rispetto al Msci World pari a 0,60 e 0,55 (fonte Bloomberg). Ma non meno performante, come confermato dal +14,9% medio annuo dell’indice Ecpi (nell’ultimo decennio) rispetto al +12,6% medio annuo del Msci World. Il P/e atteso del benchmark Esg è di 18,2, a fronte di un dividend yield del 1,55% annuo. (Riproduzione riservata)