Etf con filtri Esg attivi
Si estende la gamma Active ESG di Bnpp Easy, grazie ad un prodotto azionario che punta all’Europa, con filtri Esg proprietari
Si estende ulteriormente la gamma degli Etf a gestione attiva che adottano metodologie proprietarie in merito ai filtri Esg. Bnpp Am ha, infatti, da poco quotato un nuovo Etf azionario che si aggiunge ad altri tre già listati, appartenenti alla gamma Active ESG (che in meno di 1 anno ha già superato 2 miliardi di patrimonio). Si tratta del BNP Paribas Easy Sustainable Europe, che si va ad aggiungere a BNP Paribas Easy Sustainable Japan, BNP Paribas Easy Sustainable US e BNP Paribas Easy Sustainable World, tutti in versione Ucits. Tale gamma ha la peculiarità di combinare la replica del mercato di riferimento con un'integrazione attiva della metodologia ESG proprietaria di Bnpp Am. Le principali caratteristiche di tali Etf sono riassumibili nella riduzione al minimo del tracking error rispetto all'universo d'investimento e nell’utilizzo di una metodologia di punteggio ESG calcolata in modo indipendente da Bnpp Am; ne derivano portafogli in grado di rispettare precise soglie di investimento sostenibile ma anche una elevata adattabilità alle controversie e ai cambiamenti nella regolamentazione.
Gli Etf di questa gamma mirano alla decarbonizzazione del 50% rispetto al loro universo di partenza, di riflesso risultano conformi all’articolo 8 della regolamentazione Sfdr. Bnpp Am gestisce oggi Etf e fondi indicizzati per circa 56 miliardi di euro, e il mandato di sostenibilità è evidente: il 91% della gamma di Etf della casa è classificata come Articolo 8 o 9 Sfdr e già nel lontano 2008 era stata lanciata la strategia Low Carbon Europe, tuttora attiva. Oggi l’emittente può contare su 22 Etf azionari Esg, di cui 4 con filtri attivi proprietari di Bnpp. La gamma azionaria sostenibile si compone di prodotti che puntano agli indici Msci Sri Pab, affiancati da indici Msci Esg Filtered Minimum Tracking Error, Cac40 e S&P500 in versione Esg, e la nuova gamma azionaria Active Esg.
Per quest’ultima, l’analisi proprietaria in ambito Esg utilizzata da Bnpp Am si appoggia ad un team dedicato di 35 professionisti, attraverso il Sustainability Center della società di investimento. I cui pilastri fondanti sono una prospettiva forward-looking, concentrata su transizione energetica, uguaglianza e salute dell’ecosistema, filtri in termini di business/settori critici da evitare, integrazioni Esg per migliorare il profilo rendimento-rischio, stewardship presso le aziende.
Il Sustainability Center ha generato oltre 13 mila analisi Esg per altrettante società, ponendo particolare attenzione al posizionamento rispetto ai competitors, attraverso una metodologia robusta e fondata su 37 parametri di valutazione, dove il processo di analisi si appoggia anche su provider esterni come Sustainalytics, S&P Trucost, CDP, Bloomberg, etc, con contatti diretti verso le aziende candidate. Tra i filtri di sostenibilità, l’esclusione di compagnie attive nelle armi controverse, nel carbone per la produzione di elettricità o riscaldamento, tabacco, petrolio o gas estratti in alcune aree (es. antartide, amazzonia) o con determinati processi (es. shale oil), oltre ai filtri Pab (Paris Aligned Benchmark) per tener conto del cambiamento climatico.
Guardando in modo dettagliato al BNP Paribas Easy Sustainable Europe si evidenza, con valutazione alla fine dello scorso anno, un portafoglio di 254 azioni, con una buona riduzione di dimensionalità rispetto al benchmark naturale verso cui confrontarlo, il Msci Europe, che racchiude attualmente 440 azioni. Il Tracking Error ex ante è stimato vicino al 1,5% annuo, con un cap a livello settoriale (al massimo è concesso un 2% di sovrappeso rispetto all’indice di riferimento) per evitare sovraesposizioni su specifici comparti. La replica è di tipo fisico, senza possibilità di utilizzo del prestito titoli.
I singoli titoli con peso maggiore sono Asml (2,7%), Novo Nordisk (2,6%), Sap (2,6%), Novartis (2,5%), mentre a livello aggregato l’esposizione è allineata a quella del benchmark, salvo minimi scostamenti: solo il settore energetico è fortemente sottopesato (-4,7%), seguito da un leggero sottopeso per utilities e industriali, a vantaggio di beni di consumo, finanziari, farmaceutici, IT. In termini geografici, il sottopeso maggiore si riscontra per Svezia (-1,8%), Italia (-1,4%), Regno Unito (-0,9%), mentre sono maggiormente rappresentati Norvegia (+2,1%), Paesi Bassi (-1,7%) e Spagna (+0,8%). In Italia è stata quotata la versione dell’Etf ad accumulo dei proventi, ad un Ter dello 0,2% annuo. (riproduzione riservata)