BNP Easy esclude la armi dai portafogli
Il BNP Paribas Easy Msci North America ex Controversial Weapons guarda alle società non coinvolte nell'industria bellica.
Ben sei prodotti dei tredici listati in settimana da BNP Paribas AM puntano alla strategia ex Controversial Weapons, che può essere annoverata all’interno del contesto Social Responsible su cui BNP Paribas AM è particolarmente focalizzata. I sottostanti listati su ETFplus che guardano a questa strategia sono ben differenziati per area geografica, con l’offerta che si estende sugli indici MSCI Emerging Markets, MSCI Emu, MSCI Europe, MSCI Japan con hedge, MSCI North America e MSCI Pacific ex Japan, tutti colti attraverso l’approccio ex Controversial Weapons che tende ad escludere le aziende coinvolte nell’industria bellica delle armi non convenzionali. Approfondiamo innanzitutto le caratteristiche di questa strategia e successivamente il prodotto legato all’area nordamericana.
La logica del filtro ESG. La metodologia di costruzione degli indici MSCI Global Ex Controversial Weapons è stata implementata per soddisfare le esigenze di investitori privati ed istituzionali sensibili al tema etico, ma non solo. In alcuni Paesi sono infatti presenti restrizioni agli investimenti che coinvolgono sottostanti legati all’industria bellica: ad esempio in Italia si fa riferimento alla convezione di Oslo (relative alle bombe a grappolo), in Svizzera esiste una legge federale in merito al War Material (munizioni di vario tipo, armi chimiche nonché nucleari), nei Paesi Bassi tramite l’Act on Financial Supervision vengono penalizzate le società coinvolte nella costruzione di bombe a grappolo, etc. La sensibilità al tema ha inoltre avuto un picco durante il recente conflitto in Siria, dove il pubblicizzato utilizzo di armi chimiche e le relative conseguenze sui civili hanno ulteriormente decretato un allontanamento generalizzato degli investitori dalle società coinvolte in questo tipo di armamenti. La metodologia MSCI non crea in questo caso indici smart beta ma benchmark (rivisti più volte durante l’anno) basati sulla capitalizzazione di mercato, partendo da un ampio universo (MSCI ACWI) e scremando le aziende in base al coinvolgimento in merito a bombe a grappolo, mine da terra, armi ad uranio impoverito, armi chimiche e biologiche (sono escluse le armi nucleari, che però contano in percentuale molto poco sui benchmark di riferiemento). I filtri per lo screening societario vengono gestiti da MSCI ESG Research, e il criterio di esclusione è articolato su più livelli. Oltre ai produttori di armi, vengono penalizzate le società coinvolte nella componentistica bellica o che detengono (o sono possedute da) almeno il 20% delle precedenti aziende (il limite sale al 50% nel caso di aziende finanziarie). A tal proposito, una esclusione eclatante ha ad esempio a che fare con la società Boeing. Il titolo azionario Boeing è il terzo componente per rappresentatività all’interno dell’indice Dow Jones, e soprattutto la terza azione come peso, tra i titoli industriali, all’interno dell’indice S&P500, preceduta solo da General Electric e 3M. L’esclusione del colosso aerospaziale è legata ai business caratteristici dell’azienda, in quanto sebbene il pubblico conosca principalmente i componenti civili e commerciali della flotta aerea targati Boeing, in realtà altri prodotti della società hanno a che fare con la missilistica, elicotteri da combattimento, sistemi di difesa in generale. I filtri portano ad una riduzione della dimensionalità dell’universo investibile non eccessiva, in quanto tramite i criteri ESG adottati viene escluso dall’universo eligible solo il 2,6% delle società, appunto riconducibile in qualche modo all’industria bellica.
Caratteristiche del prodotto. Focalizzandoci in particolare sul prodotto BNP Paribas Easy Msci North America ex Controversial Weapons, si segnala la vasta diversificazione del sottostante che include oggi 714 società. L’Etf è a capitalizzazione dei proventi, con TER limitato allo 0,25% annuo, e la volatilità calcolata è prossima a quella dell’S&P500 evidenziando il 13% su base annua. Le società a maggior peso sono Apple (3,6%), Microsoft (2,3%), Amazon (1,8%), etc. L’allocazione settoriale fotografa il comparto IT al 22%, seguito dal 20% di generi di consumo, 15% di finanziari, 13% di health care, mentre l’energia pesa solo per il 7% circa. Il rischio cambio è al 95% sul dollaro Usa e la quota rimanente va attribuita quasi per intero al dollaro canadese. Non è previsto inoltre il prestito titoli. (Riproduzione riservata)