Etf etico ma ad alto rendimento
BNPP AM offre all’investitore italiano un nuovo prodotto che mira ai bond high yield in euro con filtri di sostenibilità
La ricerca di rendimento in ambito obbligazionario continua ad essere molto elevata, e le opportunità all’interno dell’area euro sono assai limitate anche per via delle politiche monetarie ultra-accomodanti adottate dalle banche centrali. Con rischi crescenti per via dell’aumento dei rendimenti di mercato. Al tempo stesso le scelte di tipo sostenibile stanno diventando un must, aiutate dalla normativa che volge sempre più a favore di tali forme di investimento. In questo contesto si cala perfettamente l’ultimo listing in ambito indicizzato di BNPP AM, da sempre molto attenta alle tematiche socialmente responsabili. BNPP AM gestisce infatti 10,1 miliardi di euro in fondi indicizzati SRI ed ESG, di cui 2,5 miliardi nel reddito fisso. L’asset manager ha appena quotato, sia nella versione ad accumulazione dei proventi che a distribuzione per coloro che amano la cedola, l’Etf BNP Paribas Easy Euro High Yield SRI Fossil Free. In estrema sintesi l’indice adotta l’esclusione delle società che non rispettano i principi del Global Compact delle Nazioni Unite e che sono coinvolti in attività controverse tra le quali armi da fuoco per civili e militari, tabacco, alcolici, gioco d’azzardo, Ogm, combustibili fossili (quest’ultimo filtro è attivo da settembre 2020). Ma limitandosi col contesto corporate high yield denominati in euro, che permette di offrire all’investitore performance attese importanti, a costo di sopportarne la volatilità. I provider dell’indice sono Bloomberg Barclays in relazione alle regole per le componenti di credito e MSCI per i filtri Esg da applicare. MSCI si basa sugli Esg Ratings, Controversies e Business Involvment research proprietari per filtrare i candidati non idonei, e viene adottato un approccio best in class tenendo in considerazione solo le aziende con rating Esg collocato sopra il livello BBB (da non confondere con il rating creditizio, ben più basso in questo caso poichè l’indice guarda esclusivamente ai bond ad alto rendimento). Inoltre vengono applicati filtri di liquidità, in quanto le singole emissioni devono avere un ammontare almeno pari a 250 milioni di euro, e le obbligazioni devono essere a tasso fisso o step. Vengono invece esclusi i bond perpetui e che hanno meno di un anno di vita residua, mentre sono ben accetti sia i livelli senior che i subordinati, con esclusione delle strutture fixed-floating nel periodo di cedola variabile. Ai fini della diversificazione dell’indicie viene utilizzato un cap al 3% sul singolo emittente. Il rendimento a scadenza è pari attualmente al 2,48%, con duration un po’ di alta rispetto alla media per questa tipologia di sottostanti, pari a 4,7 anni, per via del fatto che circa il 15% dei componenti ha vita residua superiore a 7 anni. Ad esempio l’indice Markit iBoxx Euro Liquid High Yield ha oggi una duration di 3,1 anni. Il portafoglio è in ogni caso molto diversificato potendo contare su 336 componenti spalmati su 152 emittenti differenti, non solo europei. Ad esempio tra i pesi maggiori spiccano nomi come Telefonica (3%), Netflix (3%), Softbank (2,9%), Unicredit (2,6%), etc. Il grosso del portafoglio è allocato su emissioni con rating BB (76% del paniere), seguite dalla B (13,6%), con quote marginali dedicate ad altri rating. In termini di settore spadroneggiano i titoli finanziari (34%) e delle comunicazioni (22%), che distaccano i temi dei beni di consumo ciclici (13%), risorse di base (11%), industriali (8%), etc. Interessante anche l’allocazione geografica dove prevale la Francia (26%), gli Usa (15% circa, ma denominati in euro), i Paesi Bassi (14% circa), la Spagna (10%), il Regno Unito (7,5%), e molti altri Paesi con pesi inferiori tra cui l’Italia a ridosso del 3%; il Bel Paese vale invece il 18% nell’indice di Markit sopra segnalato, e quindi lo scostamento in termini geografici determinato principalmente dei filtri Esg è importante. Osservando le differenze di performance rispetto al medesimo indice senza i filtri Esg, si segnala una minima sottoperformance per il prodotto sostenibile negli anni 2020 e 2018, e un analogo extra-rendimento nel 2016 e nel 2017. Il Ter dell’Etf è dello 0,35% annuo, e per coloro che mirano ai flussi sul conto corrente la distribuzione è settata su base annua. (riproduzione riservata)