Tema infrastrutture ancora valido
BNP Easy offre un Etf legato al tema delle infrastrutture, dove l'indice punta alle società con vantaggi in termini di monopolio.
Il tema delle infrastrutture mantiene un buon appeal, nonostante molti dei relation trade legati all’elezione di Trump si siano negli ultimi mesi ridimensionati. Le aspettative di crescita di medio-lungo termine restano infatti molto elevate per il contesto delle infrastrutture globali, nonostante la tipica esposizione verso pochi settori, in primis energia e utilities. In questa occasione approfondiamo le caratteristiche dell’Etf BNP Easy NMX 30 Global Infrastructure, proposto da BNP Paribas.
Lo scenario di mercato. Gli investimenti in infrastrutture sono sempre stati considerati dai governi come essenziali per la crescita e il benessere, e con le recenti elezioni presidenziali americane vinte da Trump tale settore è stato portato nuovamente in primo piano. L’OCSE stima a tal proposto che i costi per gli investimenti in infrastrutture arriveranno a 50 trilioni di dollari entro il 2030, con la necessità di infrastrutture che varia a seconda delle aree geografiche che si considerano. I mercati emergenti ad esempio devono affrontare sfide ben diverse rispetto a quelle fronteggiate dai paesi sviluppati. Il valore della spesa per la realizzazione di infrastrutture negli Stati Uniti necessaria a riportare il sistema paese a condizioni adeguate entro il 2020 evidenzia oggi un gap molto importante. Le infrastrutture sono inoltre generalmente un asset class caratterizzata da una lunga duration, che genera flussi finanziari stabili e prevedibili. I settori che di solito sono associati all’investimento in infrastrutture sono principalmente le utilities e i trasporti, con quote minori di telecomunicazioni e infrastrutture a favore del sociale. Le elevate barriere all’entrata e modelli di business monopolistici, insieme ad una domanda anelastica per i servizi forniti, si traducono spesso in ricavi prevedibili che sono collegati all’inflazione. I prezzi sono infine legati a contratti e/o accordi di lungo termine e i volumi tendono ad essere stabili e in crescita a causa della domanda anelastica e delle efficienze di scala. Anche in periodi di rialzo dell’inflazione l’investimento in infrastrutture è considerabile un vero e proprio asset.
Le caratteristiche dell’indice. L’Etf BNP Easy NMX 30 Global Infrastructure permette di posizionarsi su un basket molto concentrato, appunto trenta azioni, ma diversificato a livello mondiale, con un breakdown settoriale come sempre per questo tema piuttosto compresso. L’indice scelto da BNP Paribas è il Natural Monopoly Index (NMX), sviluppato dall’Università di Basilea sotto la supervisione del Prof. Zimmermann, che si focalizza sulle aziende globali che fatturano in questa tipologia di business piu’ del 50% dei loro ricavi. Questo indice permette di posizionarsi sulle società che operano nel contesto delle infrastrutture e che presentano un vantaggio in termini di monopolio. Alcuni esempi di società che evidenziano tale vantaggio includono il comparto energetico, le autostrade, le condutture (pipeline), i porti e gli aeroporti. Questa famiglia di indici presenta una bassa correlazione rispetto alle altre asset class, e un maggior potenziale di rendimento. Il processo di selezione dei componenti dell’indice assicura che solo le imprese che forniscono esclusivamente infrastrutture di base siano accettate in questa famiglia di indici. E’ invece una caratteristica distintiva di molti altri indici di infrastrutture che la maggior parte dei componenti dell’indice sia costituita da imprese le cui attività di business non siano principalmente, e in molti casi solo per una piccola percentuale, incentrate su infrastrutture di base. In merito alla posizione di monopolio naturale delle singole società considerate, queste ultime assicurano una prestazione efficiente e generano flussi di cassa a lungo temine costanti, che si traducono in alti livelli di solvibilità. Grazie alla dipendenza relativamente bassa dalle fluttuazioni del mercato, le infrastrutture mostrano una bassa correlazione con le altre asset class. Di conseguenza, gli investimenti nell’asset class delle infrastrutture risultano molto adatti per diversificare il portafoglio. In merito all’attuale composizione settoriale, si segnala l'energy al 34,17%, utilities al 29%, industrials al 18,60%, immobiliare al 15,81%. Mentre gli Usa contano per il 42% circa del paniere, seguiti dal 12% del Canada, 10% ciascuno di Spagna e UK (l’Italia conta per il 7,75% attraverso le azioni Atlantia, Snam Rete Gas e Terna). (riproduzione riservata)