Puntare sulla dispersione delle performance
Il prodotto protegge il capitale, ma vincola il rendimento al fatto che 20 diverse azioni seguano trend molto diversi tra loro
Alberto Micheli
19/09/2020
A inizio mese Bnl ha avviato il collocamento di una nuova serie di certificati cosiddetti “Talisman Protezione 94%” targati Bnp Paribas, che saranno poi destinati alla quotazione sul segmento Cert-X di EuroTlx. Saranno emessi il prossimo 30 settembre a un prezzo unitario di 100 euro, che comprenderà una quota massima di commissioni di collocamento del 2% e una quota di costi di strutturazione stimata all’1,32%: queste componenti di costo andranno a incidere sul valore di mercato dello strumento, che a parità di altre condizioni sarà quindi inferiore al prezzo di emissione.
Struttura e funzionamento. Questo prodotto è riconducibile alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale protetto”, che offrono cioè una protezione incondizionata del capitale investito, cioè svincolata da qualunque condizione accessoria legata all’andamento del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è rappresentato da un paniere equiponderato composto da ben 20 titoli azionari. A seconda di come si comporteranno le 20 azioni rispetto al basket aggregato, il certificato potrà offrire un rendimento a scadenza di entità variabile. I rischi del prodotto sono decisamente inferiori rispetto a quelli di un eventuale investimento diretto nel paniere, per effetto sia della presenza di un’opzione di protezione del valore nominale, ma anche di una struttura di calcolo del rendimento non convenzionale.
Il certificato viene offerto con una scadenza di soli due anni (15 settembre 2022), senza alcuna opzione autocallable: non è quindi prevista alcuna finestra di possibile esercizio anticipato. La struttura non prevede inoltre il pagamento di alcun importo periodico, per cui il potenziale del prodotto si esprimerà unicamente alla scadenza, quando sarà definito il cosiddetto «premio Talisman»: si tratta di un valore bastato sulla dispersione delle performance individuali registrate dai 20 titoli appartenenti al paniere sottostante rispetto a quella aggregata del paniere stesso. In sostanza, la «dispersione» è una media delle differenze tra le performance delle singole azioni e quella del paniere, prese in valore assoluto. Quanto più i singoli titoli avranno performance eterogenee, che si discosteranno quindi in modo significativo da quella aggregata del paniere, tanto più la dispersione sarà elevata. Il premio Talisman è pari alla differenza tra la dispersione e una quota fissa pari al 30%. A scadenza il certificato sarà rimborsato al 94% del suo valore nominale (94 euro) maggiorato di questo premio Talisman, per cui potranno verificarsi tre possibili scenari: a) se il premio Talisman sarà superiore al 6%, il rimborso sarà superiore al prezzo di emissione; b) se il premio Talisman sarà pari al 6%, il rimborso sarà pari al prezzo di emissione; c) se il premio Talisman sarà inferiore al 6%, il rimborso sarà inferiore al prezzo di emissione, con una soglia minima posta a 94 euro. Il certificato prevede cioè una protezione del capitale iniziale pari al 94% dello stesso prezzo di emissione, che di fatto limita la perdita massima al 6%.
Rischio/rendimento. Questo prodotto ha un profilo anomalo rispetto alla grande maggioranza dei certificati d’investimento che vengono collocati sul mercato, non tanto per la gestione del rischio, che limita l’esposizione a una perdita potenziale abbastanza ridotta, quanto per il potenziale di rendimento, che non è facilmente intuibile. I 20 titoli coinvolti sono Amazon.com, Bank of China, BASF, China Construction Bank Corp, Chipotle Mexican Grill, Compagnie Financière Richemont, Continental, Fresenius Medical Care, Fresenius, HSBC Holdings, Koninklijke DSM, Lonza Group AG, Microsoft Corp, Nokia OYJ, NVIDIA Corp, Regeneron Pharmaceuticals, Repsol SA, Roche Holding, The Swatch Group, Tencent Holdings: appartengono a settori e aree geografiche molto diverse tra loro, quindi la probabilità che abbiano dinamiche divergenti è molto probabile. Risulta però abbastanza difficile sviluppare un’aspettativa in tal senso: l’aspetto positivo è che il potenziale di rendimento è indipendente dallo scenario di mercato, almeno in termini di direzionali, quindi un eventuale crollo dei listini, come quello registrato per esempio, durante il picco della crisi sanitaria non avrebbe un impatto negativo sull’investimento, ma non è così immediato decifrare lo scenario ottimale verso il quale si è esposti. (riproduzione riservata)