Cedole progressive con minimo garantito
Il certificato di Bnp consente di partecipare in pieno al rialzo di Total, proteggendo il capitale fino a una perdita del 40%
Alberto Micheli
18/07/2020
A inizio mese Bnl ha avviato il collocamento di una nuova serie di certificati Athena targati Bnp Paribas, denominati “Up Cap”. Lo strumento sarà destinato alla quotazione sul segmento Cert-X di EuroTlx e sarà emesso venerdì 31 luglio a un prezzo unitario di 100 euro, che comprenderà una quota massima di commissioni di collocamento del 4% e una quota di costi di strutturazione stimata al 2,70%: tutti questi oneri andranno a incidere sul valore di mercato del prodotto, che a parità di altre condizioni sarà quindi inferiore al prezzo di emissione.
Struttura e funzionamento. Questo strumento è riconducibile alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale condizionatamente protetto”, che offrono cioè una protezione del capitale iniziale condizionata al rispetto di un vincolo prefissato da parte del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è rappresentato dal titolo francese Total. In relazione a come si muoverà l’azione nei prossimi anni, il certificato potrà maturare un rendimento proporzionale, a fronte di un’esposizione al ribasso limitata a uno scenario di mercato fortemente negativo. Rispetto a un investimento diretto nel titolo, Il rischio di perdita sarà infatti attenuato dalla presenza di una barriera discreta, che garantirà la protezione del capitale iniziale a scadenza entro un limite massimo di ribasso.
Il certificato viene proposto con una scadenza di quattro anni (15 luglio 2024), accompagnata da tre finestre annuali di possibile esercizio anticipato, nelle quali l’investimento si estinguerà automaticamente se il sottostante rispetterà una condizione prefissata: in particolare, se in una delle date di valutazione previste (8 luglio 2021, 8 luglio 2022 o 10 luglio 2023), Total farà segnare una performance non negativa rispetto al suo valore iniziale, che a sua volta sarà definito in base alla chiusura del prossimo 28 luglio, il certificato sarà rimborsato al suo valore nominale (100 euro) e pagherà un premio commisurato alla performance positiva maturata dal sottostate. Solo al termine del primo anno, tale partecipazione al rialzo sarà limitata da un Cap di rendimento posto al 12%, per cui il premio non potrà essere superiore a 12 euro. In ognuna delle tre date di valutazione indicate lo stesso premio potrà invece beneficiare di un “Floor”, cioè di un livello minimo garantito, che sarà di tipo crescente, pari al 4% in caso di rimborso al termine del primo anno, per poi salire all’8% al termine del secondo e quindi al 12%% alla fine del terzo. A scadenza, quindi in caso di mancato esercizio anticipato, potranno infine verificarsi tre scenari alternativi: a) di nuovo, se Total farà segnare una performance non negativa, il certificato sarà rimborsato al suo valore nominale e pagherà un premio finale commisurato alla performance positiva del titolo, con un minimo garantito che salirà ulteriormente al 16%; b) se Total chiuderà invece con una performance negativa, ma non al di sotto della barriera posta al 60% del suo valore iniziale, il certificato sarà rimborsato ancora al suo valore nominale, ma non pagherà alcun premio; c) se Total chiuderà infine con una perdita superiore al 40%, il certificato replicherà tale performance negativa.
Rischio/rendimento. Come spesso accade, anche questo certificato ha un profilo intermedio tra la logica azionaria e quella obbligazionaria: l’aspetto interessante è legato al fatto che non esiste un limite di partecipazione al rialzo, se non al termine del primo anno, e questo consente di acquisire una piena esposizione sul sottostante, beneficiando inoltre di un rendimento minimo garantito. La redditività potenziale dello strumento è però vincolata a uno scenario di mercato strettamente rialzista, in linea con la logica azionaria, e questo riduce la probabilità di un effettivo risultato positivo, anche se la presenza di un Floor crescente introduce una sorta di “effetto memoria” sui premi annuali, che consentirà di ammortizzare al meglio un’eventuale parentesi ribassista. Il rischio di perdita è invece drasticamente attenuato dalla presenza di una barriera di tipo discreto, cioè valida solo a scadenza, che circoscriverà la possibilità di maturare un risultato negativo a uno scenario di mercato fortemente ribassista, occorso per di più al termine di un quadriennio in cui Total non avrà chiuso nemmeno un anno in territorio positivo. (riproduzione riservata)