Al rialzo sulle azioni cinesi con protezione
L'investimento garantisce il rimborso del capitale, a fronte di un limite di rendimento massimo pari al 28% in tre anni
Alberto Micheli
05/08/2023
Si chiuderà venerdì prossimo, 11 agosto, la fase di collocamento di una nuova serie di Protection certificates targati Bnp Paribas e destinati alla quotazione sul segmento Cert-X di EuroTlx. Lo strumento sarà emesso il 16 agosto a un prezzo unitario di 1.000 euro, che comprenderà una quota di costi iniziali pari al 3,678% del valore nominale: questi oneri andranno a incidere sul valore di mercato dello strumento, che a parità di altre condizioni sarà quindi inferiore al prezzo di emissione.
Struttura e funzionamento. Questo prodotto è riconducibile alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale protetto”, che offrono cioè una protezione incondizionata del capitale investito, quindi svincolata da qualunque condizione accessoria legata all’andamento del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è rappresentato dall’indice e CSI 300, composto da 300 A-shares quotate alla Borsa di Shangai/Shenzhen. A seconda di come si muoverà il basket nei prossimi anni, il certificato potrà offrire una partecipazione lineare dell’eventuale rialzo del mercato, limitando i rischi di perdita in funzione proprio della presenza di un rimborso minimo garantito a scadenza. L’esposizione del prodotto è decisamente inferiore rispetto a quella di un eventuale investimento diretto nell’indice, per effetto proprio della presenza di un fattore di protezione, ma anche il potenziale di rendimento sarà ridotto in quanto la partecipazione al rialzo sarà limitata da un Cap.
Il certificato viene offerto con una scadenza di tre anni (18 agosto 2026), senza alcuna opzione di possibile esercizio anticipato, che possa ridurre la durata dell’investimento. L’orizzonte operativo dovrà quindi essere di ampio respiro, anche se la quotazione su EuroTlx garantirà comunque la possibilità di liquidare il prodotto in qualunque momento, alle condizioni espresse dal mercato. La struttura è molto semplice e prevede un rimborso a scadenza proporzionale alla performance maturata dall’indice CSI 300 rispetto al suo valore iniziale, che sarà definito in base alla chiusura dell’11 agosto prossimo. Il fattore di partecipazione è del 100%: a) al rialzo il certificato replicherà quindi integralmente l’eventuale guadagno maturato dal sottostante, ma solo fino a un limite massimo di rimborso di 1.280 euro, che contempla la presenza di un Cap posto al 128% del prezzo di emissione; b) al ribasso il certificato potrà invece beneficiare di un fattore di protezione posto al 100% del valore nominale del prodotto, che di fatto garantirà sempre almeno il rimborso del capitale iniziale. In sostanza, questo prodotto garantirà una partecipazione lineare alle oscillazioni del basket asiatico, ma solo al rialzo, prevedendo di fatto una garanzia di rimborso del valore nominale a fronte di un limite massimo di guadagno fissato al 28%, corrispondente a un rendimento massimo del 9,33% su base annua. Non è invece previsto il pagamento di alcun importo addizionale. Lo strumento potrà infine beneficiare della cosiddetta “opzione Quanto”, in ragione della quale le oscillazioni del tasso di cambio tra lo yuan cinese e l’euro saranno neutralizzate e non si rifletteranno quindi sul rimborso finale.
Rischio/rendimento. Questo certificato propone un mix tra un investimento di tipo obbligazionario e uno di tipo azionario: la garanzia di rimborso del valore nominale a scadenza rimanda chiaramente alla realtà dei bond, anche per ciò che riguarda il rischio di credito associato all’investimento, che riprende quello di un’obbligazione senior non subordinata. La presenza di una relazione diretta tra il valore di rimborso a scadenza e l’andamento del mercato è invece in linea con la realtà del mercato azionario, pur con l’evidente eccezione rappresentata dalla presenza di un fattore di protezione, che riduce drasticamente il rischio rispetto a un eventuale investimento diretto sull’indice CSI300: questa eccezione si traduce però naturalmente in una contestuale limitazione del rendimento potenziale. Questo strumento conferma una volta di più l’estrema flessibilità che possono offrire i certificati d’investimento in termini di bilanciamento del rapporto tra rischio e rendimento e nell’occasione propone una combinazione abbastanza equilibrata tra la ricerca di un potenziale guadagno e l’esigenza di preservare il capitale investito. (riproduzione riservata)