La settimana scorsa hanno debuttato sul SeDeX 17 nuovi Cash Collect certificates targati Bnp Paribas. Sono stati tutti emessi a un prezzo unitario di 100 euro, che non comprende alcuna commissione di collocamento visto che la distribuzione è avvenuta tramite “Direct listing”, cioè con la quotazione diretta dei prodotti sul mercato secondario, quindi senza alcuna fase preliminare di sottoscrizione.
Struttura e funzionamento. Questi strumenti sono riconducibili alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale condizionatamente protetto”, che offrono cioè una protezione del valore nominale vincolata al rispetto di un limite di perdita massima da parte del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che per i certificati di questa emissione è rappresentato da un paniere di tipo “Worst of”, composto da due, tre o quattro titoli azionari. A seconda di come si comporteranno i sottostanti nei prossimi anni, il relativo certificato potrà preservare il capitale investito o imporre una perdita proporzionale a quella che dovesse eventualmente maturare l’asset peggiore, nel caso di forte ribasso di almeno uno dei titoli del paniere d’interesse.
Prendendo come esempio il certificato su Banca Mps, Banco Bpm, Intesa Sanpaolo e Unicredit (Isin NLBNPIT30283), la scadenza è biennale (24 febbraio 2028), ma già dal sesto mese si attiverà una cosiddetta opzione “Callable”, che garantirà all’emittente una facoltà discrezionale di richiamo anticipato dei prodotti rispetto alla scadenza. L’esercizio potrà avvenire con cadenza mensile, ma non dipenderà da un particolare scenario di mercato, bensì da una decisione unilaterale di Bnp Paribas. Uno sviluppo di questo tipo garantirà comunque all’investitore il rimborso dell’importo nozionale (100 euro), senza alcuna penalizzazione quindi rispetto al naturale esercizio a scadenza, se non in termini di durata dell’investimento. Sempre con cadenza mensile, partendo però già dal prossimo 2 aprile, lo strumento pagherà una serie di importi addizionali di tipo incondizionato, di ammontare unitario pari all’1,20% lordo, il 14,40% su base annua. Questi premi saranno corrisposti indipendentemente dal comportamento dei quattro titoli bancari presenti nel paniere, quindi anche in presenza di uno scenario fortemente negativo per uno o più degli stessi. Alla luce della natura incondizionata dei premi mensili, l’ammontare complessivo che potrà essere incassato nell’arco dei due anni dell’investimento, potrà offrire all’investitore anche un utile ammortizzatore in caso di scenario negativo. Alla data di valutazione finale, infatti, il rimborso del capitale iniziale sarà vincolato al rispetto di un limite di perdita massima da parte di tutti i titoli del paniere, che se dovesse essere superato, comporterebbe un esito negativo dell’investimento: concretamente, se Banca Mps, Banco Bpm, Intesa Sanpaolo e Unicredit chiuderanno tutti a un livello almeno pari alla rispettiva barriera, posta al 60% dello strike, l’investimento sarà rimborsato al prezzo di emissione (100 euro) oltre a pagare un ultimo premio mensile. Se anche un solo sottostante chiuderà invece al di sotto della barriera, il certificato pagherà un importo finale commisurato alla perdita maturata dal titolo peggiore.
Rischio/rendimento. Questo prodotto sposa una logica intermedia tra il contesto obbligazionario e quello azionario: lo schema dei premi periodici, per di più incondizionati, rimanda infatti alla realtà dei bond e proprio in relazione a questo parallelo, è inoltre bene ricordare che tutti i certificati sono anche esposti al rischio di credito dell’emittente, allo stesso livello di un’obbligazione senior non subordinata. Come detto, un rischio di natura azionaria interverrà invece sul rimborso del capitale a scadenza, per quanto l’opzione di protezione condizionata riduca in modo netto l’esposizione dello strumento alle variabili di mercato rispetto a un investimento diretto nei sottostanti di riferimento. (riproduzione riservata)
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