B. Imi vincola il rendimento cedolare a Netflix
L'andamento del titolo Usa sarà decisivo per garantire il pagamento dei premi , che potranno comunque godere di un effetto memoria
Alberto Micheli
21/12/2019
Giovedì 12 dicembre si è aperta la fase di collocamento di una nuova serie di Express certificates targati Banca Imi. Lo strumento sarà destinato alla quotazione sul segmento Cert-X di EuroTlx e sarà emesso in valuta venerdì 31 gennaio, a un prezzo unitario di 100 dollari, che comprenderà una quota di commissioni di collocamento che potrà arrivare fino al 5% del valore nominale e una quota di oneri per la gestione del rischio pari allo 0,5%: entrambe queste componenti andranno a incidere sul valore di mercato del prodotto, che a parità di altre condizioni sarà quindi inferiore al prezzo di emissione.
Struttura e funzionamento. Questo certificato appartiene alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale condizionatamente protetto”, che offrono cioè una protezione del capitale iniziale condizionata al rispetto di un vincolo prefissato da parte del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è rappresentato dal titolo Usa Netflix, quotato al Nasdaq. In relazione a come si muoverà l’azione nei prossimi anni, il certificato potrà offrire un rendimento prefissato, ma non è prevista alcuna partecipazione diretta alla performance dell’azione, se non nel caso peggiore, cioè di forte ribasso del titolo. In questo senso, il rischio associato al prodotto può essere accostato a quello di un investimento azionario, anche se la presenza di un’opzione di protezione condizionata del capitale stabilisce un’utile mediazione con la realtà dei titoli obbligazionari.
Il certificato viene proposto con una scadenza di cinque anni (31 gennaio 2025), accompagnata da quattro finestre annuali di possibile esercizio anticipato (25 gennaio 2021, 25 gennaio 2022 e 25 gennaio 2023 e 25 gennaio 2024), che potranno ridurre la durata dell’investimento in modo anche drastico. Se in una di queste date di valutazione il sottostante rispetterà la condizione prevista, il certificato sarà liquidato in automatico a un prezzo prefissato, pari a quello di emissione (100 dollari): perché l’esercizio anticipato risulti verificato, Netflix dovrà chiudere a un livello non inferiore al suo valore iniziale, che a sua volta sarà definito in base alla chiusura del prossimo 30 gennaio. In caso di performance negativa del sottostante, il certificato non sarà invece esercitato. Sempre con frequenza annuale lo strumento potrà inoltre pagare un cosiddetto “importo Digital” del valore di 8 dollari (8% lordo), che sarà però corrisposto nelle sole occasioni in cui il titolo Usa non avrà maturato una perdita superiore al 40%. Nelle diverse date di valutazione annuali potranno quindi verificarsi tre diversi scenari: a) rimborso anticipato e pagamento dell’importo Digital in caso di performance non negativa del sottostante; b) pagamento del solo Importo Digital in caso di chiusura negativa del sottostante, ma non inferiore al 60% del suo valore iniziale; c) nessun pagamento in caso di perdita superiore al 40%. Da notare anche la presenza del cosiddetto “effetto” memoria, che consentirà di recuperare i premi annuali eventualmente non corrisposti alla prima occasione utile. A scadenza, quindi in caso di mancato esercizio anticipato, potranno infine verificarsi due scenari alternativi: a) se Netflix chiuderà a un livello almeno pari alla barriera, posta anch’essa al 60% del suo valore iniziale, il certificato sarà liquidato al prezzo di emissione, maggiorato dell’ultimo importo Digital e di quelli precedenti eventualmente non corrisposti; b) se il titolo Usa chiuderà invece con una perdita finale superiore al 40%, il certificato replicherà integralmente tale performance negativa.
Rischio/rendimento. Questo certificato ha una logica intermedia tra un investimento di tipo obbligazionario e uno di tipo azionario: per ciò che riguarda il rendimento potenziale, il profilo dei premi annuali rimanda alla realtà dei bond e il fatto che questi pagamenti siano condizionati è in parte attenuato dalla presenza dell’effetto Memoria, che di fatto circoscrive il rischio alla sola data di valutazione finale, quando potranno essere comunque recuperati tutti gli importi non incassati in precedenza. Per contro, il rischio di perdita può invece allinearsi a quello di un investimento in azioni e considerando la storica volatilità dei titoli quotati al Nasdaq, non è un rischio trascurabile, anche considerando la distanza della barriera e la sua natura discreta. Del resto, allo stato attuale la soglia di knock-out si collocherebbe su livelli che il titolo ha visto non più tardi di due anni fa. (riproduzione riservata)