Al rialzo sull'oro con protezione condizionata
La proposta di Intesa SanPaolo punta su un allungo del metallo prezioso, garantendo il capitale entro un limite massimo di perdita
Alberto Micheli
10/10/2020
A inizio settimana si è aperta la fase di collocamento di una nuova serie di Bonus certificates targati Intesa SanPaolo e destinati alla quotazione sul circuito EuroTlx.: la fase di sottoscrizione sarà piuttosto breve e si chiuderà già mercoledì prossimo, 14 ottobre. Lo strumento sarà quindi emesso il giorno 16 a un prezzo unitario di 1.000 euro, che comprenderà una quota di commissioni di collocamento pari al 2% e una quota di oneri legati alla gestione del rischio finanziario pari allo 0,70%: questi elementi di costo andranno a incidere sul valore di mercato dello strumento, che a parità di altre condizioni sarà quindi inferiore al prezzo di emissione.
Struttura e funzionamento. Questo prodotto è riconducibile alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale condizionatamente protetto”, che offrono cioè una protezione del capitale vincolata al rispetto di un limite massimo di perdita da parte del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura, che nell’occasione è rappresentato dall’indice LBMA Gold Price, che riproduce l’andamento del fixing dell’oro “fisico” quotato a Londra. A seconda di come si muoverà il metallo prezioso nell’arco dei prossimi anni, il certificato potrà offrire un rendimento direttamente proporzionale alla performance della commodity.
Il certificato viene offerto con una scadenza di tre anni e mezzo (16 aprile 2024), senza alcuna opzione autocallable: non è quindi prevista alcuna finestra di esercizio anticipato automatico che possa ridurre la durata dell’investimento. La quotazione su EuroTlx garantirà comunque sempre all’investitore la possibilità di liquidare il prodotto in qualunque momento, alle condizioni espresse dal mercato. La struttura è piuttosto intuitiva, dal momento che non prevede il pagamento di alcun importo periodico, né di tipo condizionato, né tanto meno di tipo incondizionato, ed esprime il suo potenziale di guadagno unicamente in relazione al doppio scenario che potrà verificarsi alla data di valutazione finale (12 aprile). Concretamente, l’esito dell’investimento sarà legato a un Livello barriera, che sarà definito il prossimo 16 ottobre in base alla chiusura dell’indice LBMA Gold Price: in particolare, la barriera sarà collocata al 75% di tale prezzo di riferimento. Se il valore finale del sottostante sarà almeno pari al livello barriera, cioè se l’oro non avrà perso più del 25% rispetto al prezzo che farà segnare venerdì prossimo, il certificato garantirà un rimborso pari al prezzo di emissione (1.000 euro), maggiorato dell’eventuale performance positiva maturata dal metallo prezioso, fino a un limite massimo (Cap) posto al 120% dello stesso prezzo di emissione (1.200 euro). Di fatto, il certificato parteciperà linearmente all’eventuale rialzo dell’oro, garantendo un rendimento proporzionale, ancorché limitato a un tetto massimo del 20%. In caso di chiusura negativa, ma non inferiore alla barriera, si potrà quindi beneficiare di una protezione del capitale iniziale. In caso di chiusura inferiore alla barriera, quindi di perdita finale superiore al 25%, il certificato replicherà invece la performance negativa del sottostante, esponendo in questo caso l’investitore al rischio di un risultato negativo. Sempre in termini di rischio, va segnalato come lo strumento sia di tipo Quanto, cioè contempli un’implicita protezione dalle oscillazioni della valuta di denominazione dell’oro, il dollaro Usa. Come detto all’inizio, l’indice LBMA Gold price riproduce inoltre l’andamento dell’oro fisico e quindi non dovrà sottostare ad alcun meccanismo di rollover, come avviene invece di solito per la maggior parte dei prodotto indicizzati a materie prime.
Rischio/rendimento. Questo certificato ha una logica di rischio sbilanciata verso il contesto azionario: il rendimento potenziale è infatti direttamente legato alla dinamica del sottostante ed è quindi esposto, almeno al rialzo, a un rischio di tipo strettamente azionario, ulteriormente aggravato dalla presenza di un Cap che impone un limite massimo al possibile guadagno. In termini di protezione del capitale, il rischio è invece attenuato dalla presenza di una barriera, che stabilisce una soglia massima di perdita tollerabile, al di sotto della quale non sarà intaccato il rimborso del capitale iniziale. Considerando però l’attuale quotazione dell’oro e anche la durata dell’investimento, il margine di sicurezza offerto dalla barriera non appare così generoso da abbattere il rischio di modo così drastico. (riproduzione riservata)