Cedole garantite ma variabili per Banca Imi
Il capitale iniziale è sempre garantito, mentre i premi annuali sono legati all'andamento dell'indice EuroStoxx Select Dividend 30
Martedì prossimo si chiuderà la fase di collocamento di una nuova serie di Equity Protection certificates targati Banca Imi: si tratta di uno strumento destinato alla quotazione sull’Mtf SeDeX di Borsa italiana. Sarà emesso a fine mese a un prezzo unitario di 1.000 euro, che comprenderà una quota di commissioni di collocamento pari al 3%, una quota di costi di strutturazione pari allo 0,05% e una quota di costi legati alla gestione del rischio finanziario pari all’1,428%: questi oneri andranno a incidere sul valore di mercato dello strumento, che a parità di altre condizioni sarà quindi inferiore al prezzo di emissione.
Struttura e funzionamento. Questo prodotto è riconducibile alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale protetto”, che offrono cioè una protezione incondizionata del capitale investito, cioè svincolata da qualunque condizione accessoria legata all’andamento del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è rappresentato dall’indice EuroStoxx Select Dividend 30. A seconda di come si muoverà il principale paniere di piazza Affari, il certificato potrà offrire delle opportunità di guadagno di tipo cedolare. I rischi del prodotto sono decisamente inferiori rispetto a quelli di un eventuale investimento diretto nell’indice, per effetto proprio della protezione del valore nominale, ma anche il potenziale di rendimento è ridotto.
Il certificato viene offerto con una scadenza di ben sette anni (26 febbraio 2027), senza alcuna opzione autocallable. La quotazione sul SeDeX garantirà comunque la possibilità di liquidare lo strumento in qualunque momento, alle condizioni espresse dal mercato. La struttura prevede il pagamento incondizionato di una cedola annuale di ammontare variabile, che dipenderà dalla performance maturata dal sottostante alla data di competenza della cedola: in particolare, partendo da un tasso base dell’1%, questo ammontare potrà aumentare o diminuire a seconda che l’indice abbia maturato un guadagno o una perdita rispetto al suo valore iniziale. Nel concreto, la performance che il sottostante farà registrare nelle diverse date di valutazione annuali sarà moltiplicata per 3 e questo fattore diventerà il tasso di rivalutazione/svalutazione del premio annuale del certificato: per esempio, se in una data di valutazione il sottostante avrà maturato un rialzo del 10%, il premio di competenza di quella data sarà a sua volta rivalutato del 30% e salirà quindi all’1,30% lordo, mentre se il sottostante avrà perso il 10%, il premio sarà svalutato del 30% e scenderà quindi allo 0,7%. Da notare che nelle date in cui il sottostante dovesse perdere più del 33,33%, il fattore di svalutazione salirebbe oltre il 100%, determinando in quel caso l’annullamento del premio annuale, che non potrà mai risultare negativo. Specularmente, un rialzo del sottostante superiore al 33,33%, determinerà un fattore di rivalutazione superiore al 100%, che farebbe più che raddoppiare la cedola di competenza: in questo caso non c’è però un limite alla rivalutazione del premio. A scadenza, il rimborso del capitale iniziale sarà infine garantito da una protezione integrale del valore nominale, mentre la partecipazione all’eventuale performance positiva dell’indice sarà di fatto annullata dalla presenza di un Cap posto al 100%. Di fatto, il rimborso finale sarà sempre pari al prezzo di emissione, eventualmente maggiorato dell’ultima cedola, se positiva.
Rischio/rendimento. Questo certificato propone un investimento accostabile a una logica di tipo obbligazionario: considerando la protezione integrale del capitale iniziale, l’unico rischio di perdita che impone lo strumento è quindi essenzialmente riconducibile alla solvibilità dell’emittente, esattamente come accade per i bond. Si ricorda infatti che tutti i certificati sono esposti al rischio di credito dell’emittente, allo stesso livello di un’obbligazione senior non subordinata. Quanto al potenziale di guadagno, la valutazione è un po’ più complessa, dal momento che i rendimenti cedolari sono indicizzati all’andamento di un indice azionario e saranno quindi esposti al rischio di mercato, che come si è visto potrà anche annullare il premio annuale. Solitamente i certificati a rendimento cedolare introducono una condizione sui premi, che discrimina il pagamento o meno degli stessi: in questo caso invece, le cedole sono tutte formalmente dio tipo incondizionate, ma al lato pratico potrebbero anche risultare nulle. (riproduzione riservata)