Banca Imi si gioca tutto sul rimborso a scadenza
Il risultato sarà ottimale se il vincolo di pagamento dei premi mensili sarà rispettato anche solo all'ultima data di valutazione
Alberto Micheli
12/10/2019
Da pochissimi giorni è disponibile in collocamento una nuova serie di Cash Collect certificates targati Banca Imi: si tratta di uno strumento destinato alla quotazione sull’Mtf SeDeX. Sarà emesso a fine ottobre a un prezzo unitario di 1.000 euro, che comprenderà una quota di commissioni di collocamento pari al 2%, una quota di costi di strutturazione dello 0,07% e una quota di costi legati alla gestione del rischio finanziario pari allo 0,819%: tutti questi oneri andranno a incidere sul valore di mercato dello strumento, che a parità di altre condizioni sarà quindi inferiore al prezzo di emissione.
Struttura e funzionamento. Questo prodotto è riconducibile alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale condizionatamente protetto”, che offrono cioè una protezione del capitale vincolata al rispetto di un limite massimo di perdita da parte del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura, che nell’occasione è rappresentato dal titolo assicurativo Generali. A seconda di come si muoverà l’azione nell’arco dei prossimi anni, il certificato potrà inoltre offrire un rendimento di tipo cedolare, bilanciato da un rischio che strizza l’occhio al mondo azionario, legato alla presenza di una barriera al di sotto della quale lo strumento potrà replicare l’eventuale perdita del titolo del Leone Alato.
Il certificato viene offerto con una scadenza di quattro anni (31 ottobre 2023), senza alcuna opzione autocallable: non è quindi prevista alcuna finestra di esercizio anticipato automatico, che possa ridurre la durata dell’investimento. La quotazione sul SeDeX garantirà comunque sempre all’investitore la possibilità di liquidare il prodotto in qualunque momento, alle condizioni espresse dal mercato. La struttura è relativamente intuitiva e prevede innanzitutto un rimborso a scadenza del capitale iniziale, vincolato alla tenuta da parte del sottostante di una barriera di tipo europeo, cioè valida solo alla data di valutazione finale. Tale barriera è collocata al 70% del valore iniziale del sottostante stesso, che a sua volta sarà determinato come media aritmetica delle chiusure di Generali, rilevate nei giorni 29, 30, 31 ottobre 2019, 1, 4 e 5 novembre 2019. Se il valore di riferimento finale del titolo assicurativo sarà pari o superiore alla barriera, il certificato verrà liquidato a 1.000 euro, mentre in caso contrario la perdita maturata dal sottostante si trasferirà integralmente sul certificato. Con cadenza mensile è inoltre previsto il pagamento condizionato di un cosiddetto “Importo Digital” del valore di 3,60 euro (0,36% lordo mensile, 4,32% lordo annuo), che sarà però corrisposto nelle sole occasioni in cui il valore di Generali sarà almeno pari al 70% del suo livello iniziale. La condizione di pagamento dei premi mensili è analoga a quella di protezione del capitale a scadenza e considerando che questi importi periodici godranno del cosiddetto “effetto Memoria”, che consentirà sempre di recuperare i premi non pagati nelle date di valutazione successive, sarà sufficiente che questo limite di perdita venga rispettato anche solo a scadenza, affinché tutti i premi mensili risultino garantiti. Di fatto, se alla data di valutazione finale (27 ottobre 2023) il prezzo di riferimento di Generali sarà pari o superiore al 70% del suo valore iniziale, il certificato sarà liquidato al suo prezzo di emissione (1.000 euro), maggiorato dell’ultimo premio di competenza e di quelli precedenti eventualmente non corrisposti.
Rischio/rendimento. Questo certificato ha una logica di rischio leggermente sbilanciata verso il contesto azionario: il rendimento di tipo cedolare rimanda al mondo delle obbligazioni, ma il fatto che le cedole siano condizionate introduce un rischio di tipo azionario anche su questo fronte, ancorché ridotto in funzione della presenza dell’effetto Memoria. Il rimborso del capitale a scadenza è invece esposto alla possibilità che Generali possa compromettere la barriera, che non è inoltre così lontana considerando l’orizzonte temporale dello strumento. L’unico elemento che contribuisce a ridurre il rischio è legato alla natura discreta della soglia di knock-out, che nel corso della vita del certificato potrà essere ceduta anche in più di un’occasione senza che questo ne comprometta definitivamente la struttura, né in termini di protezione del capitale, né di redditività potenziale. (riproduzione riservata)