La garanzia del capitale diventa penalizzante
Il prodotto targato Intesa SanPaolo appare troppo sbilanciato verso il contenimento rischio rispetto al potenziale di rendimento
Alberto Micheli
08/08/2020
Si chiuderà a metà mese il collocamento di una nuova serie di certificati Digital a Capitale Protetto targati Intesa SanPaolo: si tratta di uno strumento destinato alla quotazione sul segmento Cert-X di EuroTlx. Sarà emesso mercoledì 19 agosto a un prezzo unitario di 100 euro, che comprenderà una quota di commissioni di collocamento pari al 3,75%, una quota di oneri relativi alla gestione del rischio pari all’1,08% e una quota di costi di strutturazione pari all’1,19%: questi elementi impliciti di costo andranno a incidere sul valore di mercato dello strumento, che a parità di altre condizioni sarà quindi inferiore al prezzo di emissione.
Struttura e funzionamento. Questo prodotto è riconducibile alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale protetto”, che offrono una protezione del capitale incondizionata, quindi svincolata da qualunque condizione accessoria legata all’andamento del sottostante, cioè l’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è l’indice settoriale EuroStoxx Oil&Gas. A seconda di come si muoverà il comparto nell’arco dei prossimi anni, il certificato potrà offrire un rendimento di tipo cedolare. I rischi sono decisamente inferiori rispetto a quelli di un eventuale investimento diretto nel paniere, per effetto proprio della protezione incondizionata del capitale, ma anche il rendimento potenziale sarà proporzionalmente inferiore.
Il certificato viene offerto con una scadenza di ben sette anni (19 agosto 2027), senza alcuna opzione autocallable: non è quindi prevista alcuna finestra di esercizio anticipato automatico, che possa ridurre la durata dell’investimento. La quotazione su EuroTlx garantirà comunque sempre la possibilità di liquidare il prodotto in qualunque momento, alle condizioni espresse di volta in volta dal mercato. La struttura è piuttosto semplice come logica di fondo e prevede il pagamento condizionato di una serie di cosiddetti “importi Digital”, che potranno essere corrisposti con frequenza annuale (19 agosto 2021, 19 agosto 2022, 18 agosto 2023, 19 agosto 2024, 19 agosto 2025, 19 agosto 2026 e anche alla scadenza del 19 agosto 2027) se nelle relative date di valutazione (12 agosto 2021, 12 agosto 2022, 11 agosto 2023, 12 agosto 2024, 12 agosto 2025, 12 agosto 2026 e 12 agosto 2027) il sottostante rispetterà la condizione vincolante, cioè chiuderà a un livello almeno pari al suo valore iniziale, che a sua volta sarà definito in base alla chiusura del prossimo 19 agosto. Molto semplicemente, nelle date in cui l’EuroStoxx Oil&Gas farà segnare una performance non negativa rispetto allo strike, il premio sarà corrisposto, mentre in caso contrario l’importo non sarà pagato, né potrà essere recuperato in alcuna occasione successiva: per questa emissione non è infatti previsto alcun effetto memoria. L’ammontare del premio annuale è pari a 1,60 euro. A scadenza il rimborso del capitale iniziale sarà infine garantito da una protezione integrale del valore nominale, in virtù della quale il prezzo di liquidazione sarà sempre pari a quello di emissione (100 euro), indipendentemente dallo scenario di mercato. Anche in presenza di un forte ribasso dell’indice settoriale non si dovrà quindi temere alcuna perdita. A questo proposito va però ricordato come la protezione integrale del capitale iniziale sarà garantita solo a scadenza, quindi in caso liquidazione anticipata sul mercato secondario, il prezzo di mercato potrà risultare anche inferiore a quello di emissione: uno scenario fortemente ribassista, che dovesse mettere in dubbio il pagamento di uno o più importi digital, finirebbe infatti per essere scontato nel prezzo del certificato, proiettandolo al di sotto della parità.
Rischio/rendimento. Questo certificato ha una logica sbilanciata verso il contesto obbligazionario, considerando il rendimento di tipo cedolare, ma soprattutto la protezione integrale del capitale iniziale, che di fatto riduce il rischio di perdita a scadenza alla sola solvibilità dell’emittente, esattamente come accade per i bond. Si ricorda infatti che tutti i certificati sono esposti al rischio di credito dell’emittente, allo stesso livello di un’obbligazione senior non subordinata. Quanto al potenziale di guadagno, appare complessivamente deficitario, soprattutto per l’assenza di un effetto memoria sui premi annuali: il rendimento finale è di fatto vincolato a un andamento non negativo del settore Oil&Gas nell’arco di un orizzonte temporale molto lungo, senza possibilità di appello in caso di uno o più passi falsi. (riproduzione riservata)