Ubs offre un Etf sui Sovranazionali
UBS ETF propone un sottostante che evidenzia un buon rendimento e massima sicurezza grazie al paniere di bond di ottima qualità
Il recente lancio di UBS ETF rende ancor più evidente il legame tra Impact Investing e il mega-trend degli investimenti social responsible attraverso criteri ESG. Gli investimenti ad impatto sociale tendono a far si che i capitali impiegati possano portare a conseguenze sociali positive e misurabili in modo oggettivo, coniugando le aspettative di rendimenti allettanti per gli investitori. E negli ultimi anni i criteri ESG, relativi alle tematiche ambientali, sociali e di governance, stanno prendendo sempre più piede anche in ambito Etf, dove UBS ETF è pioniere ed evidenzia una gamma particolarmente ricca, trasversale a diverse asset class. E l’ultimo arrivato di questa tipologia di Etf interessa proprio un sottostante obbligazionario, molto particolare in quanto punta al contesto sovranazionale. L’indice che il prodotto replica è il Solactive UBS Global Multilateral Development Bank Bond USD, che in breve investe in obbligazioni emesse da Banche Internazionali di Sviluppo, ovvero Multilateral Development Banks (MDBs). L’indice è quindi composto da bond sovranazionali, che evidenziano un rating minimo pari a AA- di S&P (Aa3 di Moody's) emessi per finanziare progetti finalizzati a generare effetti positivi sulla società e sull'ambiente. Tra i nomi più conosciuti come MDB spiccano EBRD (European Bank for Reconstruction & Development), IBRD (International Bank for Reconstruction & Development, all’interno della World Bank), ADB (Asian Development Bank). Le MDBs forniscono risorse finanziarie ai Paesi in via di sviluppo, affinché promuovano una crescita della loro economia sostenibile e in armonia con i principi di sviluppo sostenibile identificati dalle Nazioni Unite. Queste emissioni obbligazionarie permettono ai Paesi in via di sviluppo di accedere a risorse finanziarie a costi più bassi, puntando a soddisfare i criteri ESG e al tempo stesso remunerare gli investitori con un livello di rischio molto basso, derivante dai rating elevatissimi. Nessuna MDB è inoltre andata incontro a default nella storia, e il fatto che l’indice utilizzato per questo Etf guardi a MDB limitati ai Paesi G7 fornisce ulteriori garanzie di solvibilità, in un contesto globale in cui la problematica del debito sta divenendo sempre più evidente anche a livello di singoli Stati sovrani. I bond emessi dalle MDB hanno peraltro lo status di creditore privilegiato nei confronti dei clienti finanziati, con prelazione rispetto ai singoli Stati creditori e al mercato. Le MDBs sono inoltre garantite dagli Stati membri, che forniscono il capitale necessario ai progetti di finanziamento, e si tratta di vere e proprie società no-profit. Ad esempio la IDRB, che vale oltre il 21% nell’indice, è la più antica versione di MDB, e si inquadra all’interno della World Bank. Oggigiorno i clienti della IBRD sono concentrati nell’area latino-americana (30% circa), Europa e Asia (25% circa), Asia Pacifico (21% circa), con quote inferiori di Africa. I progetti vanno a finanziari principalmente la costruzione di infrastrutture quali strade, ferrovie, telecomunicazioni, impianti per la gestione dell’acqua, ma anche scuole, ospedali, etc. L’indice replicato copre circa il 65% della capitalizzazione del mercato degli MDB, pari a circa 320 miliardi di dollari. Nell’indice non sono ad oggi presenti bond emessi dalla BEI, in quanto quest’ultima è focalizzata principalmente su finanziamenti a livello europeo. L’attuale rendimento a scadenza odierno del portafoglio è pari al 2.6% annuo con una duration di 3,21 anni, e i bond selezionati sono liquidi in quanto la singola emissione deve avere un valor minimo di 500 milioni di dollari, oltre che una durata minima residua di un anno. Il peso di ogni singolo emittente non può superare il 25%. Importante segnalare che le emissioni sono sempre in dollari Usa, anche se vanno a finanziare progetti in contesti emergenti. Il rischio di cambio è quindi sempre ancorato alla divisa statunitense, e non dipendente dalle oscillazioni delle local currency emergenti. Tra i vantaggi si possono infine citare l’assenza del rischio bail-in, presente nel caso si acquistino emissioni bancarie appartenenti all’area euro, e la tassazione agevolata, pari al 12,5% in linea alle emissioni governative white list. UBS ETF ha scelto di listare in Italia la versione ad accumulo dei proventi, e la replica è fisica a campionamento. (riproduzione riservata)