Nuovo Etf SRI da UBS
La proposta dell’emittente svizzero unisce massima diversificazione e rating elevati ai filtri ESG
Principi etici e massima diversificazione sono i due pilastri su cui poggia il nuovo listing di UBS ETF. Si tratta del prodotto indicizzato all’indice J.P. Morgan Global Government ESG Liquid Bond. Sebbene si fotografa oggi una attività finanziaria che non presenta uno yield, ovvero un rendimento a scadenza, elevato, può però venire utile in contesti di mercato volatili, per bilanciare altre posizioni su asset rischiosi. Inoltre si specifica che il rischio di cambio complessivo non p il dollaro Usa, sebbene il Nav sia calcolato in dollari, ma un basket di valute, come vedremo successivamente. D’altronde il trend dei prodotti ESG è sotto gli occhi di tutti, e UBS è stata pioniere anche in ambito Etf nel soddisfare la richiesta crecente della clientela verso strumenti di investimento socialmente responsabili. E così la quota di mercato dell’emittente elvetico si è portata al 32,1% in Europa a fine settembre 2019, per quanto riguarda i prodotti legati alle strategie ESG. Che continuano ad attirare flussi in Europa, forti dei 7 miliardi di euro di nuovi afflussi nei primi sei mesi del 2019, ovvero +70%. In generale i prodotti Socially Responsible hanno l’obiettivo di canalizzare i capitali verso investimenti responsabili e sostenibili sul lungo termine, legandosi a necessità di natura ambientale, sociale o di governance aziendale. Escludendo dal portafoglio società che operano nel campo di armi e tabacco, alcolici, giochi d’azzardo, etc; ma anche favorendo aziende attente ai cambiamenti climatici, all’efficienza energetica, etc. Numerosi studi concordano inoltre sul fatto che questo tipo di scelte non va a discapito dei rendimenti rispetto ai classici benchmark di riferimento, a maggior ragione se gli indici sono costruiti in modo robusto in merito ai filtri da adottare. Per quanto riguarda in particolare l’Etf UBS J.P. Morgan Global Government ESG Liquid Bond va segnalato che viene effettuato uno screening ESG sulle obbligazioni governative di tutto il mondo, offrendo un'esposizione diversificata ai titoli di Stato globali che integrano i criteri ESG per migliorare il profilo di sostenibilità. Lo screening ESG adottato premia i Paesi con performance di sostenibilità superiori, mentre sono esclusi gli emittenti sovrani con un basso punteggio ESG. Lo strumento offre un’esposizione molto diversificata attraverso il posizionamento su oltre ventitre emittenti sovrani, ovvero un indice oggi composto da oltre mille emissioni (la replica è a campionamento). L’indice originario, J.P. Morgan Global Government Bond, è una componente fondamentale per la costruzione di un portafoglio a reddito fisso, utile in termini di riduzione della volatilità di un portafoglio diversificato grazie alla correlazione negativa, in molti periodi storici, rispetto all’azionario o ad altre asset class rischiose. Il tracking error rispetto al benchmark, negli ultimi cinque anni, si è attestato allo 0,35%, con correlazione giornaliera prossima a 1 rispetto all'indice standard non ESG. Me metriche evidenziano oggi un rendimento a scadenza dello 0,71%, con una duration di 8,74 anni, derivante dal fatto che un terzo dell’indice è allocato su bond con durata residua superiore ai 10 anni. I Paesi a maggior rappresentatività sono gli Usa (40,2%), il Giappone (19,7%), UK (7% circa), Francia (7,4%), ma anche l’Italia conta per il 4,3%. Sebbene non siano preclusi emittenti non investment grade, il rating medio è particolarmente alto (AA+), derivante dall’11% di tripla A, 59% di rating AA, 20% di rating A e solo il 9,5% di emissioni BBB. I filtri ESG effettuano un importante screening a livello emergente, dove solo il Sudafrica viene graziato e mantenuto nell’indice finale. Ne consegue un rischio di cambio finale a sua volta disperso su numerose valute, in quanto i bond che compongono l’indice non sono espressi unicamente in dollari statunitensi ma anche in valuta locale. Di riflesso si ha il 40% circa di rischio dollaro, seguito dallo yen, dalla sterlina inglese e quote minoritarie di dollaro australiano, won coreano ed altre divise. Il ribilanciamento dell’indice avviene su base mensile. UBS ha scelto di quotare per ora la versione con rischi di cambio aperti e ad accumulazione, con TER dello 0,15% annuo. (riproduzione riservata)