UBS propone Etf sui bond cinesi
Il nuovo listing mira ad un paniere di titoli governativi e bancari in yuan, che nella recente crisi si sono comportati al meglio
Il contesto obbligazionario sappiamo essere molto delicato per via da un lato dei rendimenti a scadenza molto bassi (se non negativi) su sottostanti a rating elevato, dall’altro lato a causa delle probabilità di default in risalita nel segmento corporate. Gli investitori internazionali, con l’obiettivo di ricercare la massima diversificazione dei rischi unita ad un rendimento atteso interessante, guardano con sempre maggior interesse al mondo emergente, e la Cina riveste un ruolo sempre più importante in questo frangente. L’asset class azionaria cinese è in costante incremento nei portafogli degli investitori, per via del gap di capitalizzazione rispetto ai mercati sviluppati che dovrà scomparire nei decenni che abbiamo davanti, ma anche i bond stanno sempre più guadagnando quote di mercato. Esprime infatti tuttora un gap di rappresentatività negli indici internazionali il mercato obbligazionario cinese, che sta via via crescendo come dimensioni delle emissioni. Ed alcuni indici obbligazionari stanno cominciando a farne aumentare il peso rispetto al passato, sebbene gli spazi mdi incremento sia tuttora enormi. Le emissioni in Yuan rappresentano così oggi il quarto mercato obbligazionario del mondo, dopo quello statunitense, europeo e giapponese. Per cogliere queste opportunità UBS ETF ha da poco lanciato in Italia il prodotto passivo JP Morgan CNY China Government 1–10 Year , il primo Etf che consente di prendere posizione sull’obbligazionario governativo cinese in renmimbi focalizzandosi su uno specifico tratto della curva dei rendimenti. L’indice come dice il nome stesso mira infatti al segmento delle emissioni 1-10 anni, che è quello maggiormente utilizzato dagli investitori professionali come fund selector e fund manager per cavalcare questa asset class. Ma l’indice replicato ha una peculiarità interessante: dando la possibilità di prendere posizione su un universo di investimento che mira solo ai bond governativi (rating attuale A+) ma anche quelli emessi dalle tre banche di interesse nazionale cinesi controllate dal Governo cinese. Si tratta delle cosiddette Policy Bank, rappresentate da Agricultural Development Bank of China (ADBC), China Development Bank (CDB), Export-Import Bank of China (Chexim). Il nuovo Etf replica la performance dell’indice JP Morgan China Government + Policy Bank 20% Capped 1–10 Year, dove per essere presi in considerazione nell’indice i titoli devono essere quotati sul mercato interbancario cinese e andare a scadenza entro i successivi 10 anni, con vita residua di almeno un anno. UBS ETF precisa che l’esclusione delle scadenze oltre i 10 anni è adottata per migliorare la liquidità del portafoglio complessivo, mentre l’inclusione dei bond delle Policy Bank ne aumenta il rendimento a scadenza. Per le emissioni del Governo cinese è previsto un lotto minimo pari a un miliardo di dollari di nominale, mentre relativamente a quelli delle Policy Bank cinesi tale limite scende a circa 400 milioni di dollari. L’indice prevede anche un peso massimo delle emissioni di ognuna delle tre Policy Bank, fissato al 20%, per evitare eccessivi rischi specifici su un singolo istituto. Il recente crollo del mercato globale ha peraltro aumentato l’appetito degli investitori per le obbligazioni governative cinesi, che hanno mostrato una maggiore capacità di reggere impatti estremi aiutando i benchmark obbligazionari esposti maggiormente a questo sottostante a fare meglio di altri indici meno esposti ai bond in yuan. Nel culmine della crisi del Covid-19 i bond governativi quotati in renminbi si sono apprezzati in valuta locale ma parallelamente la valuta è rimasta stabile contro il dollaro Usa, permettendo la generazione di un sorprendente rendimento assoluto positivo anche se di modesto valore. Attualmente il portafoglio associato all’Etf esprime una duration di 4,29 anni, che annida un rischio di tasso non troppo elevato, affiancato da un rendimento lordo a scadenza del 2,25% annuo, con dati aggiornati al 20 maggio. A titolo di confronto, oggi il Treasury Usa a 10 anni rende lo 0,7%. Ma il 45% del paniere dell’Etf di Ubs è composto da emissioni governative, affiancate dal 55% di bond bancari a controllo statale che aiutano lo yield a salire, e chiaramente si innesta il rischio di cambio. Ter fissato allo 0,33% annuo. (riproduzione riservata)