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ETF & ETC ai raggi X

UBS MSCI Australia

Rischio a scadenza
Rischio a scadenza
Elevato
Grado di oscillazione del valore nel tempo
Grado di oscillazione del valore nel tempo
Alto
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Il giudizio di MFIU

La relativa concentrazione dell'indice e l'apertura al rischio di cambio euro-dollaro australiano rende l'investimento adatto ad una quota satellite di portafoglio.

A chi è adatto. A chi ritiene che le azioni area asiatica possano rafforzarsi, dedicando la giusta quota del capitale in relazione al rischio consistente.

Obiettivo dell’investimento. Diversificazione degli impieghi azionari nell’area asiatica, perseguibile non agevolmente a livello di singole azioni, finalizzata sia a una parallela diversificazione dell’elevata dose di rischio insita nell’investimento azionario e sia a un possibile aumento delle opportunità di guadagno a livello di portafoglio. L'impiego è soggetto al rischio di cambio, essendo il sottostante espresso in valuta differente dall'euro, comportando sia una dose aggiuntiva di rischiosità e sia un’opportunità di guadagno.


Milano Finanza Intelligence Unit

UBS guarda all’Australia

L’asset manager elvetico lista un nuovo prodotto indirizzato all’azionario australiano, senza copertura del rischio di cambio

Fausto Tenini
12/01/2019

UBS ETF sceglie di estendere la copertura su sottostanti di nicchia, come l’azionario australiano. L’asset manager elvetico aveva già listato in precedenza un Etf indicizzato all’azionario australiano con hedging sul tasso di cambio, mentre recentemente ha deciso di offrire la versione aperta al rischio di cambio euro-dollaro australiano, aggiungendo quindi una dose di volatilità in quanto le oscillazioni di questo cross valutario non sono di poco rilievo. Il driver principale è in ogni caso costituito dal rischio azionario, e l’indice scelto è il MSCI Australia. Paniere che ingloba oggi 68 componenti che valgono l’85% della capitalizzazione dell’interno mercato australiano, con interessanti sfaccettature in termini di esposizione ai differenti classici fattori azionari. Un indice così composto chiaramente deve esprimere una dose aggiuntiva di rischio rispetto a benchmark più diversificati, ed infatti su cinque anni di orizzonte retrospettivo la volatilità del MSCI Australia si attesta al 15,5% annuo, contro il 10,4% del MSCI World. Guardando ai fattori vale la pena segnala il forte sottopeso dello stile Size, bilanciato da un netto sovrappeso dello stile Low volatility: il grosso delle azioni nell’indice australiano sono infatti large caps, caratterizzate però da livelli di volatilità inferiori rispetto ai competitors. Ma si tratta però di azioni appartenenti a settori molto volatili, come i finanziari e i materiali di base. Il breakdown settoriale evidenzia infatti il 40% circa di temi finanziari, seguiti dal 18% circa di risorse di base, 9% di health care, 7,4% di immobiliare, etc. insignificante invece il peso di IT, telecoms e utilities. Già da questa prima fotografia si comprende perché questa scelta geografica sia spesso associata ad una scommessa indiretta sulle commodities; BHP Billiton vale l’8% dell’indice, battuta solo da Commonwealth Bank of Australia come singolo peso (10% circa), mentre un altro titolo materials di riferimento è Rio Rinto, che vale il 2,4% del portafoglio.  In termini di fattori spicca però in positivo anche il rendimento da dividendo, in quanto l’indice evidenzia oggi un dividend yield del 4,8%, molto più elevato del 2,5% del MSCI World. Il P/e è inoltre più basso, collocandosi attualmente poco sotto 15, rispetto a livelli più elevati dei principali benchmark internazionali. Tutti questi elementi si possono riassumere in un legame con i mercati internazionali non particolarmente elevato, il che aiuta ad ottenere una certa diversificazione di portafoglio se si affianca questo sottostante ad altre scelte di investimento azionarie. Il beta degli ultimi 2 anni rispetto all’indice S&P500 si attesta a 0,81, confermato da una correlazione di 0,73. Ma è anche nei rendimenti di medio-lungo termine che si comprende come l’azionario australiano sia qualcosa di differente rispetto ai benchmark diversificati. Negli ultimi 5 anni, il rendimento complessivo dell’S&P500 si è attestato in dollari al 53%, che sale al 235% e al 300% sui 10 anni in dollari e in euro. La dinamica del MSCI Australia è risultata molto differente, fermandosi al 175% in dollari australiani e al 230% in euro, sempre a 10 anni. La dinamica delle materie prime contribuisce in modo sostanziale sia per il peso azionario che per l’impatto sul cambio contro l’euro, ed infatti la crisi delle materie prime culminata a inizio 2016 ha impattato in modo importante sulla performance in euro di questo sottostante. Durante le fasi di recupero delle commodities currencies e delle risorse di base in generale l’azionario australiano risulta invece in grado di performare meglio rispetto ai benchmark diversificati di riferimento, offrendo appunto un’utile diversificazione. Gli anni in cui l’Australia ha sottoperformato in modo consistente il resto del mondo sono il 2015, il 2013 e il 2008, mentre ha offerto un notevole valore aggiunto nel 2009 e 2016. La replica del sottostante è di tipo fisico, anche per via del numero di azioni non elevato comprese nell’indice, mentre il TER si fissa allo 0,40% annuo. Non sono inoltre previsti costi ulteriori, a differenza del prodotto che adotta hedging sul cambio euro-dollaro australiano, in quanto non è prevista per questo Etf la copertura del cambio; con l’onere di dover affrontare le oscillazioni, non banali, del dollaro australiano. (Riproduzione riservata)

SCHEDA ETF

  • UBS MSCI Australia

  • Codice Isin:

    IE00BD4TY451

  • Emittente:

    UBS ETF

  • Tipologia MF del sottostante:

    Azionario

  • Categoria MF del sottostante:

    Azionario Asia

  • Indice sottostante:

    MSCI Australia

  • Descrizione indice:

    L'indice espone l'investitore all'azionario australiano con rischio di cambio aperto

  • Valuta di denominazione:

    Dollaro Usa

  • Valuta di quotazione:

    Euro

  • Rischio di cambio effettivo:

    dollaro australiano

  • Leva rispetto al sottostante:

    Nessuna

  • Mercato di quotazione:

    ETFPLUS - Borsa Italiana

  • TER annuo:

    0,40%

  • Frequenza dividendi:

    Non sono previsti dividendi

  • Metodo di replica:

    Fisica completa

  • Numero di componenti dell'indice:

    68

  • Patrimonio al:

    10 gennaio 2019, 126 milioni di dollari

  • Prestito titoli:

    no

  • Market Maker:

    Flow Traders

  • Banca depositaria:

    s

  • Rendimento da dividendi:

    -

  • Rapporto P/E:

    14,3