Il giusto mix di fattori
UBS ETF propone l’indice MSCI USA Select Factor Mix, che promette controllo del rischio e sovra-performance rispetto al mercato.
L’investimento in fattori continua ad attirare interesse, e l’ultima proposta quotata su ETFplus è un Etf di strategia molto interessante. Trattasi del prodotto UBS ETF MSCI USA Select Factor Mix Index, che lavora in contemporanea su ben sei differenti fattori per generare l’auspicato extra-rendimento rispetto al mercato. Nell'indice MSCI USA Select Factor Mix Index i titoli sono infatti ponderati in base a fattori specifici quali Prime Value, Quality, Momentum, Size, Total Shareholder e Low Volatility. Gli studi accademici continuano a spingere in questa direzione, evidenziando performance corrette per il rischio più elevate rispetto ai classici benchmark azionari basati sulla sola capitalizzazione di mercato.
Le caratteristiche dell’indice. Se i singoli fattori non sono altro che delle specifiche caratteristiche con cui possono essere identificati i titoli azionari, il nocciolo della questione è quale fattore usare a seconda delle fasi di mercato. Se ad esempio in una contesto positivo per gli indici globali la strategia Size può essere premiante, in una fase negativa di mercato conviene puntare sulla Low Volatility per proteggere il capitale. Ma come sappiamo i massimi e minimi di mercato si vedono solo ex-post, e quindi la ricerca si affanna da tempo nel tentare di individuare un sapiente mix dei fattori, in grado di offrire un giusto trade-off tra controllo del rischio nelle fasi negative e capacità di performare in modo adeguato nei mercati bullish. La metodologia scelta da MSCI per questo indice tende innanzitutto a identificare indici fattoriali che evidenzino una forte esposizione ai fattori stessi, e che siano efficienti in termini di strategia multi-factor. Vale la pena ricordare le caratteristiche dei sei fattori in questo caso utilizzati, che per questo indice sono equiponderati e ribilanciati ogni tre mesi. Prime Value identifica le azioni a sconto rispetto ai fondamentali con bilanci molto solidi (evita le value trap – trappole del valore), mentre Quality e Yield permettono rispettivamente di posizionarsi sui titoli con elevata qualità di alcuni indici finanziari (ad esempio il ROE) e caratterizzati da elevata distribuzione di capitale (tramite dividendi e buyback azionari); la strategia Momentum premia invece le azioni caratterizzate da una tendenza positiva dei prezzi (6 e 12 mesi), mentre Low Volatility e Size sfruttano rispettivamente la riduzione di volatilità e la capitalizzazione di mercato, in quest’ultimo caso con particolare focus sulle società a piccola e media capitalizzazione per estrarre l’elevato premio al rischio rispetto alle blue chips. In merito alle caratteristiche dei singoli fattori, le strategie Size e Low Volatility permettono la maggior diversificazione. Una statistica originata dal 1999 sino ai giorni nostri evidenzia che la strategia Select Factor Mix ha generato un rendimento annuo dell’8,1%, rispetto al 4,5% del MSCI Usa. E si è osservata anche una riduzione di volatilità di circa l’1,5% annuo rispetto al benchmark market cap, 13,7% contro 15,2%. Importante sottolineare che il mix finale di questi indici non negozia a sconto rispetto al mercato, a differenza ad esempio della singola stategia Prime Value; ci pensano infatti i fattori Size (small caps) e Momentum a bilanciare verso l’alto i multipli, trattando queste due strategie su valori elevati. Il risultato finale è un indice con uno Sharpe ratio più elevato rispetto al mercato. Interessante valutare anche l’allocazione settoriale rispetto al mercato, che scaturisce dal mix di fattori sopra specificato tramite un approccio top-down. L’indice multi-fattoriale esprime oggi una sovra-ponderazione prossima al 5% sui titoli industriali, e più blanda sull’immobiliare, le utilities, le risorse di base. Mentre tra i settori che evidenziano un peso minore rispetto a MSCI Usa si segnalano l’energia, i finanziari, health care e telefonici. L’IT ha invece lo stesso peso del benchmark, 22% circa. In merito alle singole azioni, oggi i titoli con maggior rappresentatività sono Apple (3,1%), Johnson&Johnson (1,75%), Microsoft (1,74%). L’equiponderazione non avviene infatti a livello di titoli, ma di singolo fattore. Da segnalare inoltre che la strategia Low Volatility viene implementata attraverso l’indice MSCI Usa Select Dynamic 50% Risk Weighted. Eccezionale la diversificazione, con l’indice che ingloba oltre 2.200 titoli azionari, e l’Etf adotta la replica fisica completa del sottostante.