Etf etico a cambio coperto
UBS estende offerta di temi azionari SRI, grazie ad un mix azioni sviluppate ed emergenti con hedging quasi totale sul cambio.
Si estende ulteriormente per il mercato degli Etf quotati in Italia l’offerta di fondi passivi che abbracciano lo stile di investimento etico. A inizio anno è infatti stato listato su ETFPlus il prodotto UBS ETF MSCI ACWI Socially Responsible euro hedged, che presenta numerosi punti di interesse. Riassumendo ciò che successivamente verrà approfondito, questo fondo permette di posizionarsi su un basket mondiale estremamente diversificato (anche per via del cap al 5% e della presenza sia di sottostanti sviluppati che emergenti) di azioni di tipo social responsible, con la copertura del rischio di cambio per la sola parte che interessa le divise dei Paesi sviluppati. Lo stile di investimento SRI sta notevolmente prendendo terreno in ogni contesto, non solo per le caratteristiche etiche delle scelte effettuate ma anche perché numerosi studi accademici hanno dimostrato che questo tipo di investimento non comporta sacrifici dal punto di vista dei rendimenti, rispetto ai classici benchmark di riferimento che includono aziende posizionate non correttamente secondo i filtri etici (tabacco, alcol, gioco d’azzardo, etc). Il tasso di crescita degli investimenti SRI è infatti molto più elevato di quello del mercato Etf visto globalmente. Le tendenze sui filtri da adottare variano da Paese a Paese, ma in Europa di solito vengono privilegiate le strategie basate sulle esclusioni e sul criterio ESG (environmental, social and governance). Il criterio ESG in particolare viene considerato come un’opportunità per beneficiare di temi a elevata performance sul medio-lungo termine, contestualmente affiancati ad un’elevata gestione dei rischi. Sull’ETFPlus è a disposizione una buona offerta di Etf che permettono di puntare su panieri diversificati di sottostanti SRI, sia azionari che obbligazionari, e UBS ETF è tra gli emittenti più attivi sotto questo profilo. Il patrimonio totale a livello europeo alla fine di dicembre 2017 degli Etf SRI proposti da UBS è pari a 2.575 miliardi di dollari, con un incremento nel solo mese di dicembre di 187 milioni di dollari. Dal punto di vista della gamma, la società continua a credere fortemente nello sviluppo di questo tipo di esposizioni, e se ne ha conferma nel lancio a inizio 2018 di tre nuovi prodotti: oltre a quello analizzato in questa sessione si aggiungono UBS ETF Global Gender Equality e UBS ETF MSCI ACWI ESG Universal hedged, gli ultimi due al momento acquistabili sulla piazza svizzera. Dando un occhio all’attuale portafoglio, si evidenzia un P/e atteso dell’indice di 17,5, affiancato da un dividend yield vicino al 2,4% annuo lordo. La diversificazione è garantita dalla presenza di oltre 580 azioni in portafoglio, rispetto alle 2500 circa dell’indice MSCI ACWI senza filtri di natura etica. In termini di settori spiccano l’IT (19,2%), i finanziari (18,1%), i beni di consumo ciclici (12%), mentre sono sacrificati utilities (2,3%), telecoms (2,5%) e energia (6%). L’unica azione che si avvicina al cap massimo per titolo (5%) è rappresentata da Microsoft, e i primi dieci componenti del fondo valgono il 19% del paniere complessivo. La copertura valutaria per questo Etf interessa la totalità dell’esposizione valutaria riferita ai mercati sviluppati, mentre viene lasciata aperta l’esposizione (marginale) sui differenti Paesi emergenti. Tipicamente è infatti troppo costoso andare a coprire le divise emergenti, e la prassi vuole che solo il rischio valutario associato ai Paesi sviluppati (dollaro, sterlina, yen, etc) possa essere immunizzato ad un costo ragionevole. L’hedging valutario interessa comunque buona parte del basket, in quanto il 49% del paniere è rappresentato dal dollaro Usa, seguito dal 14% di euro, 7,7% di yen, 4,5% di sterline, etc. La volatilità dell’indice SRI è lievemente più bassa rispetto al benchmark originario, e l’abbinamento di questo dato con un rendimento leggermente più elevato fa si che le metriche rendimento-rischio ne traggano evidente vantaggio (Sharpe ratio da 1,15 a 1,21 dal 2011 ad oggi). Si sottolinea infine che la replica dell’indice da parte di questo Etf è fisica completa, elemento tutt’altro che scontato per sottostanti che contengono anche azioni emergenti, e il provider ha scelto di non adottare lo stock lending. (riproduzione riservata)