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ETF & ETC ai raggi X

PowerShares Italian PIR Multi-Asset Portfolio

Rischio a scadenza
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Sostenuto
Grado di oscillazione del valore nel tempo
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Medio
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Il giudizio di MFIU

La presenza di una quota elevata di azioni italiane a basso flottante aumenta la rischiosità, anche se parte del portafoglio è allocato su obbligazioni. Presente anche una quota di rischio di cambio.

A chi è adatto. A chi intende investire in modo sostanzialmente bilanciato tra azioni e obbligazioni, con una discreta rischiosità del capitale investito.

Obiettivo dell’investimento. Impiego di tipo misto (in azioni e bond) finalizzato a una più ampia diversificazione dell’investimento e quindi all’intrinseco bilanciamento del rischio, che risulterà inferiore di quello azionario e maggiore di quello in obbligazionario. L’Etf espone comunque l'investitore a una discreta volatilità. L'impiego è soggetto al rischio di cambio, essendo il sottostante espresso in valuta differente dall'euro, comportando sia una dose aggiuntiva di rischiosità e sia un’opportunità di guadagno.


Milano Finanza Intelligence Unit

PIR multi-asset ma a rischio non basso

Il prodotto permette di sfruttare la normativa PIR, se mantenuto in portafoglio per almeno cinque anni.

Fausto Tenini
14/04/2018

La storia dei prodotti PIR è senza dubbio un successo, ma i giochi sono tutt’altro che finiti. Se la raccolta in tale forma di investimento sta nettamente battendo ogni stima passata, anche l’industria Etf si adatta all’elevata richiesta da parte del mercato e propone numerosi prodotti per cavalcare il tema. Le performance dei prodotti quotati sono peraltro premianti. Tra i successi, oltre alle capacità commerciali dei collocatori, spicca chiaramente il beneficio fiscale per chi avrà la pazienza di mantenere i prodotti nell’apposito dossier dedicato per cinque anni, ma anche il sentiment più favorevole verso l’Italia sta facendo da volano. I prodotti PIR sono stati introdotti in Italia nel dicembre 2016 dalla legge 232/2016, per stimolare gli investimenti verso le piccole e medie imprese domestiche. Trattasi di strumenti che permettono a investitori privati di beneficiare dell’esenzione dalla tassazione sia su guadagni in conto capitale sia su rendite finanziarie generate da investimenti effettuati nei PIR, a condizione che siano mantenuti per almeno cinque anni. A trarre potenziale vantaggio dall’introduzione dei PIR sono anche le piccole e medie imprese italiane, in quanto la normativa relativa a questi piani prevede che almeno il 70% dell’investimento riguardi strumenti azionari e/o obbligazionari emessi da imprese italiane, e almeno il 21% di quanto investito sia destinato alle piccole e medie aziende. Al tempo stesso è risaputo che un Etf per lavorare in modo efficiente deve puntare a uno dei pilastri su cui è costruito l’indice di riferimento, ovvero la diversificazione; fattore che per gli strumenti PIR, a fianco della liquidità, potrebbe rappresentare un problema, proprio per via delle caratteristiche di quella parte del benchmark che punta alle piccole aziende italiane. In questo quadro si innesta il prodotto listato due mesi fa da Invesco Powershares, l’Etf Italian PIR Multi-Asset Portfolio. Che vuol fare della diversificazione un punto di forza, abbracciando lo stile di investimento che tanto ha avuto successo negli ultimi anni. Trattasi dei prodotti multi-asset, dove il portafoglio è composto da una pluralità di asset class di investimento, tipicamente rappresentate da azionario e obbligazionario, anche se le sfaccettature delle esposizioni al rischio di tali scelte possono essere molto differenti. La replica dell’indice è di tipo è fisico, così come richiesto dalla normativa PIR, e la revisione del portafoglio avviene su base trimestrale. Accattivante il livello commissionale adottato, con un TER pari a 45 punti base. Osservando la composizione dell’indice, il portafoglio vanta il 70% di azionario a fianco del 27% di obbligazionario, con il 3% circa di liquidità. Il 75% del portafoglio è rappresentato da indici italiani, in particolare il FTSE Italia All-Share (20%), il FTSE Italia STAR (20%), il FTSE Italian Corporate Bond Select (20%, indice di natura obbligazionaria) e il FTSE Italia Small Cap (15%). Il rimanente 22% è dedicato a sottostanti non italiani, in un’ottica di diversificazione, e l’emittente ha scelto indici quali il NASDAQ Global Buyback Achievers (15% di peso) e il Citi Time-Weighted US Fallen Angel Bond Select (7% di peso). In particolare, il NASDAQ Global Buyback Achievers include società che utilizzano la liquidità per riacquistare azioni proprie (anzichè distribuire dividendi), politica spesso buon indicatore della solidità delle società. Mentre l’indice Citi Time-Weighted US Fallen Angels Bond offre esposizione al mercato obbligazionario statunitense ad alto rendimento. In entrambi i casi ci si espone al rischio di cambio euro-dollaro, per questa fetta di portafoglio. In termini di segmentazione geografica, il 70% è quindi rappresentato dall’Italia, seguita dal 10% dei Irlanda, 9,2% di Usa, di Giappone e Svizzera, etc. In merito ai singoli componenti, il peso maggiore spetta all’Etf PowerShares US High Yield Fallen Angels, che vale appunto il 7% del portafoglio ma è composto da circa 150 posizioni, seguito da Intesa Sanpaolo, Enel, Unicredit, attorno al 2% ciascuna come peso. Tra le società italiane meno capitalizzate spiccano invece Interpump, Amplifon, Ima, Reply, Marr, EI Towers. Considerata la tipologia del sottostante e il focus sull’Italia, nonostante la dicitura multi-asset, il profilo di rischio di questo strumento è di tipo speculativo, ed è bene dedicarvi una parte non elevata del portafoglio. (riproduzione riservata)

SCHEDA ETF

  • PowerShares Italian PIR Multi-Asset Portfolio

  • Codice Isin:

    IE00BF51JZ00

  • Emittente:

    Invesco PowerShares

  • Tipologia MF del sottostante:

    Misto

  • Categoria MF del sottostante:

    Misto

  • Indice sottostante:

    PowerShares Italian PIR Multi-Asset Portfolio

  • Descrizione indice:

    Il prodotto è composto da un paniere diversificato di azioni e obbligazioni, con particolare focus sull'Italia, ed è aderente alla normativa PIR

  • Valuta di denominazione:

    Euro

  • Valuta di quotazione:

    Euro

  • Rischio di cambio effettivo:

    paniere di valute

  • Leva rispetto al sottostante:

    Nessuna

  • Mercato di quotazione:

    ETFPLUS - Borsa Italiana

  • TER annuo:

    0,45%

  • Frequenza dividendi:

    Non sono previsti dividendi

  • Metodo di replica:

    fisica

  • Numero di componenti dell'indice:

    780

  • Patrimonio al:

    10 aprile 2018, 19 milioni di euro

  • Prestito titoli:

    no

  • Market Maker:

    Goldenberg

  • Banca depositaria:

    BNY Mellon