Etf sull’azionario continentale cinese
L’appeal sull’azionario di classe A cinese non si placa, ed Invesco prende palla con un prodotto che usa swap
Il contesto di mercato ad alta volatilità non invoglia ancora ad assumere posizioni nettamente risk-on, ma alcuni sottostanti azionari si stanno comunque muovendo meglio di altri. Ed anche in ambito emergente specifici elementi, soprattutto con riferimento ai mercati asiatici, esprimono resilienza e possono rappresentare un’opportunità per chi è disposto a sopportarne i saliscendi. A maggior ragione le attuali turbolenze possono rappresentare quindi dei buoni punti di entrata, in ottica di medio-lungo periodo. Tra questi si segnalano le azioni cinesi di classe A, quotate nei mercati della Cina continentale, che per una serie di motivazioni continuano ad attirare l’attenzione degli investitori internazionali. L’entrata con sempre maggior convinzione di questa tipologia di azioni nei benchmark internazionali fa si che il mercato divenga a tendere sempre più liquido e presente nei portafogli, e di per se i flussi offrono un assist non indifferente ai rendimenti attesi. L’indice S&P China A 300 racchiude in se grandi potenzialità sul lungo periodo, come dimostrato dal +15% medio annuo espresso dal 2005 ad oggi, già valorizzato in euro. Valore che si confronta con il +8,8% medio annuo del Msci World in euro. Il fatto che negli ultimi anni si è espressa una sottoperformance non indifferente delle azioni cinesi, -8,5% ad un anno rispetto al +10% circa del Msci World in euro, può di riflesso offrire opportunità per entrare marginalmente a sconto sugli asset cinesi per l’investitore paziente. Il tema è cavalcabile attraverso numerosi strumenti indicizzati, e l’ultima proposta in tal senso arriva Da Invesco, attraverso l’Etf Invesco S&P China A 300 Swap. L’indice è peraltro molto simile al più conosciuto Csi300, e le performance di medio periodo altrettanto allineate: negli ultimi 5 anni l’indice di S&P ha però evidenziato un vantaggio prossimo all’1,5% medio annuo rispetto al Csi300, e da inizio anno la sovraperformance si attesta al 2%. Tornando all’Etf di Invesco, l’indice di riferimento (ribilanciato semestralmente) è costruito per replicare la performance delle 300 azioni più grandi e più liquide, misurate in base alla capitalizzazione di mercato totale, nel mercato cinese delle A-Shares. L'universo di investimento è rappresentato da tutti gli elementi costitutivi dell'indice S&P China A Domestic BMI, escludendo i titoli designati come Special Treatment dalle Borse valori di Shanghai o Shenzhen ossia a rischio di ritiro dalla quotazione e le azioni con valore di Eps negativo nei 12 mesi precedenti. I titoli idonei vengono quindi classificati in base alla capitalizzazione di mercato totale in ordine decrescente e i primi 300 titoli vengono selezionati per essere inseriti nell'Indice. L’Etf mira però a replicare la performance dell’indice detenendo un paniere di titoli differente da quelli del benchmark, di qualità e impegnandosi in contratti swap con una o più banche d'investimento (replica sintetica). Le azioni in portafoglio non sono quindi le stesse dell'indice da replicare e gli swap (contratti derivati che innescano il rischio di controparte) hanno lo scopo di fornire un tracking più stretto e coerente del rendimento dell'indice S&P China A 300. Oggi la controparte dello swap è rappresentata da un unico nome ovvero Goldman Sachs. In termini di multipli la situazione dell’indice è favorevole, con un P/e atteso di poco superiore a 9 che identifica un notevole livello di sottovalutazione, mentre il dividendo è prossimo al 3,3% lordo annuo. Una nota stonata è rappresentata dalla scarsa propensione delle società cinesi ad abbracciare la svolta Esg: il rating medio Esg è fotografato a singola B, per via delle esposizioni non marginali a rischi Esg come il carbone termico, violazioni del UN Global Compact, coinvolgimento con il business delle armi convenzionali. In termini settoriali, i finanziari valgono circa il 20% dell’indice, seguiti dal 16% dei beni di consumo, 15% degli industriali, 14% di IT, 9% circa di risorse di base, etc. Il Ter annuo è dello 0,35%, e la società ha scelto di quotare la versione dell’Etf ad accumulo dei proventi. Infine, ci si espone anche al rischio di cambio, in particolare le oscillazioni del renmimbi contro l’euro saranno il driver principale. (riproduzione riservata)