Etf multi-fattoriale da Invesco
La società ha reso disponibile una strategia a gestione attiva che unisce filtri di sostenibilità a più fattori a bassa volatilità
L’estate è stata foriera di numerosi listing di Etf, alcuni dei quali sulla carta molto interessanti. Tra questi si segnala il prodotto Invesco Quantitative Strategies Global Equity Low Volatility Low Carbon, che mira ad unire differenti fattori di rischio. La società ha previsto due tipologie di listing, ovvero un Etf a cambio aperto ed uno di tipo euro hedged (preso in considerazione in questa scheda), per coloro che temono che il dollaro sia oggi eccessivamente caro rispetto all’euro. La strategia di copertura adottata può peraltro non eliminare completamente il rischio di cambio, in quanto alcune posizioni di portafoglio non sono espresse in dollari ma in differenti valute. Un elemento da sottolineare è che si tratta di una strategia a gestione attiva: il benchmark indicato, l’indice Msci World, viene quindi indicato esclusivamente ai fini di analisi del rischio, e il tracking error obiettivo del portafoglio tendenzialmente sarà compreso tra il 3% e il 5% annuo, in condizioni di mercato normali. Per quanto riguarda la strategia sottostante, i criteri di selezione dei titoli rispetto all’indice di partenza sono due, uno di natura Esg e l’altro un filtro multi-fattoriale. La strategia mira, infatti, a conseguire un rendimento a lungo termine superiore a quello dell'indice Msci World investendo in un portafoglio gestito attivamente di azioni che soddisfano sia una serie definita di criteri Esg sia la minimizzazione della volatilità del portafoglio. L'universo iniziale è composto da circa 3000 titoli azionari globali, e una prima scrematura si ha applicando sia criteri di esclusione sia un approccio best in class, selezionando i titoli di ciascun settore che presentano i punteggi Esg più elevati. I criteri di esclusione includono, ad esempio, le aziende che operano nel settore del carbone, del petrolio e del gas non convenzionali, delle armi controverse e militari, delle armi da fuoco civili, del tabacco e delle attività che costituiscono violazioni della direttiva sui diritti umani delle Nazioni Unite. L’Etf risulta conforme all’articolo 8 della Sfdr, ed evidenzia attualmente un Msci Esg Rating pari a AAA, il livello massimo. Successivamente, il gestore costruisce un portafoglio azionario con caratteristiche di bassa volatilità, nel rispetto dei vincoli settoriali, industriali e nazionali, mantenendo un'intensità di carbonio inferiore rispetto alle azioni globali in generale. Il gestore ottimizza infine il portafoglio in base ai fattori Valore, Qualità e Momentum. In tale fase si costruisce un portafoglio a bassa volatilità comprendente un portafoglio di azioni e titoli correlati ad azioni con la volatilità più bassa ed entro le deviazioni settoriali, industriali e nazionali predeterminate dal benchmark – definito Portafoglio di Ancoraggio a Bassa Volatilità- con parallelo obiettivo di mantenere una minore intensità di carbonio; infine, si applicherà una seconda fase di ottimizzazione al Portafoglio di Ancoraggio a Bassa Volatilità, sulla base dei fattori Valore (titoli a sconto), Qualità (società con bilanci solidi) e Momentum (titoli con ottime performance di periodo o forte crescita degli utili). Tale processo di ribilanciamento viene ripetuto ogni mese, ed oggi il portafoglio dell’Etf è composto da 500 azioni. L’esposizione geografica evidenzia il 63% di Stati Uniti, seguiti da Giappone (12%), Canada (5,5%), Svizzera (4%), Francia (3% scarso), Regno Unito (2,6%), etc. Rispetto al Msci World viene quindi sovrappesato il Giappone e sottopesati gli Stati Uniti. In merito all’esposizione settoriale, i settori a maggiore esposizione sono IT e farmaceutici (entrambi al 19%), finanziari (14%), beni di consumo ciclici (14%), comunicazioni (10%); rispetto al benchmark di partenza sono sottopesati in particolare IT, beni di consumo ciclici e industriali, a vantaggio di farmaceutici, beni di consumo di base e comunicazioni. Guardando ai dati aggiornati di portafoglio, il multiplo P/e risulta oggi molto compresso, appena sopra 14, abbinato ad un dividend yield del 2,87%, il che aiuta a fornire ulteriore stabilità in caso di turbolenze. Invesco ha scelto di listare le versioni degli Etf ad accumulazione dei proventi, nel caso con hedging valutario ad un Ter dello 0,3% annuo, che non include però i costi di copertura sulle fluttuazioni dei cambi. (riproduzione riservata)