Gli Etf a scadenza secondo Invesco
Si allarga l’offerta di replicanti obbligazionari con data di scadenza predefinita, anche attraverso filtri di sostenibilità
L’appeal verso l’asset class obbligazionaria rimane molto elevato, grazie al nuovo regime di tassi e rendimenti a media scadenza. I dati macroeconomici a livello globale stanno, inoltre, alleggerendo il percorso atteso del taglio dei tassi di interesse da parte delle banche centrali, permettendo agli investitori di entrare nel fixed income senza fretta, per godersi le laute cedole finalmente pagate. Un modo per incrementare ulteriormente la redditività attesa è quello di scegliere emissioni societarie anziché governative, in grado di offrire un discreto spread rispetto ai Titoli di Stato, di per già piuttosto remunerativi. In questo contesto maggiormente favorevole ai bond si innesta la quotazione da parte di Invesco di una gamma di Etf obbligazionari con data di scadenza predefinita, in grado di cristallizzare il rendimento atteso dall’Etf stesso. L’Etf provider segue quindi la scia di un’onda originata lo scorso anno, mentre in ambito di gestioni attive l’avere una data di scadenza per i prodotti obbligazionari diversificati è una prassi consolidata da tempo.
La gamma BulletShares di Invesco, dedicata agli Etf con data di scadenza predeterminata, mira alle obbligazioni societarie investment grade in dollari Usa e in euro, con una varietà di scadenze comprese tra il 2026 e il 2030, con classi ad accumulazione o distribuzione dei proventi, in ogni caso ad un Ter dello 0,1% annuo. Secondo Invesco, gli Etf con scadenze definite possono anche essere utilizzati per attuare una strategia bond ladder, in grado di offrire un certo livello di stabilità a prescindere dall'andamento dei tassi di interesse. Una strategia bond ladder è un portafoglio di obbligazioni con date di scadenza sequenziali: alla scadenza delle singole obbligazioni, i proventi possono essere utilizzati per finanziare una spesa o possono essere reinvestiti in nuove obbligazioni con date di scadenza più lunghe. Quando i tassi d'interesse aumentano, gli investitori possono così reinvestire gli eventuali proventi ottenuti dalle obbligazioni in scadenza in nuove obbligazioni con tassi d'interesse più elevati. Mentre se i tassi scendono, gli investitori hanno il vantaggio di detenere le obbligazioni in precedenza acquistate a tassi superiori a quelli attuali.
Analizzando, ad esempio, l’Etf con scadenza più lunga in euro, Invesco BulletShares 2030 Eur Corporate Bond, il prodotto replica il rendimento dell'indice Bloomberg 2030 Maturity Eur Corporate Bond Screened al netto delle commissioni, con data di scadenza fissata a fine 2030. L'Indice di riferimento è creato per replicare la performance di bond a tasso fisso, denominati in euro, con rating investment-grade ed emessi da emittenti societari, utilizzando anche filtri Esg. Per poter essere inclusi, i titoli societari devono avere un importo nominale in circolazione di almeno 300 milioni e una scadenza effettiva compresa tra il 1° gennaio 2030 e il 31 dicembre 2030. I filtri di sostenibilità fanno si che vengano esclusi gli emittenti coinvolti nelle attività legate ad armi controverse, armi di piccolo calibro, appalti militari, sabbie bituminose, carbone termico o tabacco, ma le aziende non devono avere un livello di controversie, definito da Sustainalytics, superiore a 4 e devono risultare conformi ai principi del Global Compact delle Nazioni Unite; inoltre, non sono concessi emittenti dei mercati emergenti. I filtri Esg indicati permettono all’Etf di soddisfare l’articolo 8 della normativa Sfdr.
Quando un'obbligazione societaria in portafoglio giunge alla naturale scadenza, la liquidità ricevuta sarà investita in debito a breve termine governativi fino alla liquidazione dell’Etf. Guardando alla attuale composizione del portafoglio, si segnala una duration di circa 5,4 anni, che via via diminuirà nel tempo, e un rating medio A, con un rendimento a scadenza stimato al 3,5% lordo annuo (dati al 5 agosto). I titoli francesi valgono il 22% del paniere, seguiti da Stati Uniti (senza rischio di cambio) al 20%, Germania (13%), Paesi Bassi (10%), etc. L’indice è sufficientemente diversificato, in quanto sono presenti circa 70 singole emissioni, dove i nomi più rappresentativi sono Fresenius, Mercedes Benz, Akzo Nobel, Eni. Infine, è concesso il prestito titoli, elemento che può incrementare ulteriormente la performance dell’Etf. (riproduzione riservata)