Il mondo a pesi costanti
Invesco propone un Etf che guarda all’indice Msci World equal weight, per chi non crede troppo nei Magnifici 7
Gli Etf azionari globali ad ampia diversificazione hanno raccolto, nel 2024, oltre 35 miliardi di dollari di nuovi asset, rendendo questa categoria seconda solo alle esposizioni azionarie statunitensi in termini di nuovi flussi da inizio anno per i replicanti. Sulla scia di questa tendenza, Invesco ha deciso di lanciare un Etf che punta alla massima diversificazione, ma con un interessante elemento distintivo. L’Etf Msci World Equal Weight offre, infatti, esposizione all’asset class azionaria globale ma riducendo il rischio di concentrazione tipicamente associato a una metodologia standard basata sulla ponderazione della capitalizzazione di mercato.
Questa scelta permette di gestire al meglio una delle principali problematiche che interessano gli indici basati sulla capitalizzazione di mercato, ovvero la presenza di singole società che possono diventare troppo grandi ed influenzare in modo eccessivo la performance del benchmark. Quanto è accaduto in estate, ovvero durante il forte sell-off sui titoli tecnologici, che ha innescato dubbi in molti investitori sulla sostenibilità del pattern dei cosiddetti Magnifici 7. Le azioni con peso monster, riconducibili alla tecnologia e a internet, che esprimono dinamiche ad alta volatilità e sono guidate da specifici fattori. Una via di uscita utile per coloro che vogliono investire nel mercato azionario globale senza incappare in tale problematica è rappresentata dalla strategia equal weight, che come dice il nome stesso tende ad attribuire a tutte le azioni dell’indice lo stesso peso. I componenti sono quindi gli stessi - 1410 azioni oggi - e non si ha riduzione della dimensione del campione, ma i pesi cambiano radicalmente. Il ribilanciamento avviene su base trimestrale, e in tali occasioni i singoli pesi vengono riportati sotto lo 0,1%; in questo modo si possono evitare bolle su specifiche società o settori eccessivamente sovrappesati rispetto al resto del mercato. Questa scelta comporta ovviamente disallineamenti rispetto all’indice originario, in termini di esposizione ai fattori e ai settori nonchè come performance finale per l’investitore. Guardando al recente Factor Box di Msci, la strategia equal weight sull’indice Msci World comporta un netto spostamento verso il fattore Low size (società a minore capitalizzazione) e lo stile Low volatility (azioni a minore volatilità); la strategia è spesso definita anti-momentum, in quanto ad ogni ribilanciamento dell’indice vengono alleggerite le posizioni sui titoli cresciuti troppo (nel trimestre precedente) a favore di quelli rimasti indietro.
Il nuovo Etf di Invesco permette di gestire meglio la volatilità in quanto il peso combinato delle prime 10 partecipazioni nell'indice Msci World è attualmente prossimo al 25% dell'indice stesso, una concentrazione molto elevata. Il gestore degli investimenti replicherà l'indice applicando una strategia di campionamento, che prevede l'uso di un'analisi quantitativa per selezionare i titoli dell'indice in base a fattori quali la ponderazione per Paese e settore nonchè la relativa liquidità.
L'indice Msci World Equal Weight appare anche più equilibrato dal punto di vista settoriale e geografico. Ad esempio, l'allocazione agli Stati Uniti è pari a circa il 42% rispetto a oltre il 72% del benchmark originario, a tutto vantaggio di altre esposizioni come l’azionario giapponese, inglese, etc. In termini settoriali, gli industriali valgono il 18% circa (rispetto al 11% del Msci World), mentre il settore IT è in netto sottopeso passando dal 25% circa al 11% circa. In termini di performance, negli ultimi anni l’Msci world ha battuto non di poco la versione equal weight, ma in caso di passaggio di testimone dalle mega caps ai titoli a minor capitalizzazione le condizioni muterebbero.
In termini fondamentali si incassa un vantaggio: l’indice con pesi allineati evidenzia un dividendo maggiore (2,5% contro 1,7%) e un P/e atteso inferiore (15,5 contro 19), e questo comporta un leggero squilibrio anche a favore del fattore Value (titoli a sconto). Invesco ha scelto di listare per ora in Italia la versione dell’Etf ad accumulazione dei proventi ad un Ter dello 0,2% annuo. Concesso il prestito titoli per aumentare la redditività del prodotto. (riproduzione riservata)