Etf di Lgim che punta sui bond indiani
L’emittente inglese ha da poco quotato un Etf che ingloba emissioni in rupie, con la scommessa che il cambio regga
L’offerta di prodotti indicizzati in Italia che puntano a sottostanti ad alto rendimento atteso si è arricchita recentemente grazie alla quotazione di un interessante prodotto di Lgim. Si tratta dell’Etf L&G India Inr Government Bond Ucits, il primo prodotto indicizzato in Europa ad offrire un’esposizione sui titoli di Stato indiani denominati in valuta locale, ovvero le rupie indiane. Si tratta di un sottostante ad alta potenzialità di performance nel medio periodo, affiancato giustamente da altrettanto elevata volatilità. La curva dei rendimenti è molto più allettante rispetto a quella dei bond governativi dei Paesi sviluppati, grazie al classico spread che offrono le emissioni emergenti, a maggior ragione se in divisa locale anziché denominate in valuta forte (dollaro, euro yen). Un ulteriore elemento a favore risiede nella possibilità di diversificare il portafoglio obbligazionario, grazie alla correlazione non elevata tra i bond in rupie indiane e altri indici rappresentativi dei mercati emergenti e sviluppati. L’indice sottostante all’Etf è il JP Morgan India Government Fully Accessible Route (FAR) Bonds, che può vantare oggi un rendimento annuo lordo a scadenza del 6,08% affiancato ad una duration di 6,46 anni. La scadenza media delle obbligazioni indiane dell’indice è molto lunga (pari a 11 anni), ma la componente cedolare particolarmente elevata fa si che la duration quasi di dimezzi rispetto alle scadenze naturali dei sottostanti. L’indice di JP Morgan include solo titoli a tasso fisso idonei al FAR e zero-coupon denominati in rupie, per un valore minimo di emissione pari a 1 miliardo di dollari Usa. I titoli idonei all’inserimento devono avere almeno 2,5 anni di vita residua al momento della sottoscrizione e almeno 6 mesi alla scadenza ad ogni ribilanciamento del benchmark, che avviene ogni mese. Ad esempio, guardando al singolo bond governativo indiano con scadenza 12 luglio 2031 si segnala una cedola del 6,1% annuo lordo e un rendimento a scadenza oggi fotografato al 6,34% annuo circa. Ma si tratta di emissioni difficili da raggiungere per il piccolo investitore, mentre attraverso il veicolo Etf l’accesso al mercato è immediato anche per importi piccoli. Molto allettante senza dubbio come sottostante quindi, ma c’è da tener presente il rischio di tasso, oltre che quello di cambio e di credito. In merito al primo elemento, infatti, solo un paio di mesi fa il rendimento di mercato dell’obbligazione indicata era al 6,1%, e il fatto di essere salito dello 0,3% circa in poco tempo è stato affiancato da una discesa del 2% circa del prezzo del bond. In caso di forte risalita nei rendimenti benchmark, rappresentati dai Treasury Usa, c’è quindi da mettere in conto volatilità sui prezzi nel breve periodo. A sua volta è presente il rischio di credito, in quanto sebbene si tratti di emissioni statali il rating associato all’India non è dei migliori, pari a BBB- per S&P. Ci si posiziona quindi oggi al confine tra l’investment grade e il livello speculativo, e in caso di passaggio allo step inferiore seguente l’impatto sui prezzi sarebbe evidente. L’Etf è utilizzabile quindi con il consueto approccio del carry trade, ovvero acquistare un bond denominato in valuta estera con cedole importanti rispetto alla divisa europea, puntando sul fatto che il cambio più di tanto non si deprezzi rispetto all’euro, e questo è il terzo fattore di rischio indicato; o quantomeno lo faccia in modo marginale rispetto alle generose cedole nel frattempo generate dal sottostante. Ma considerando i tre fattori di rischio presi in esame sono proprio le oscillazioni del tasso di cambio a presentare il maggior impatto potenziale per chi ragiona in euro: nel bene, in caso di apprezzamento o lateralità della rupia indiana, nel male in caso di pesante deprezzamento rispetto all’euro. D’altronde la volatilità annua è dell’ordine del 20%, con il cambio passato da 66 rupie di inizio 2015 a 77 rupie di metà 2019 per giungere alle attuali 85 rupie circa necessarie per poter acquistare un euro. Il portafoglio dell’Etf è composto oggi da 15 componenti differenti, che mirano unicamente a emissioni governative in ruppie indiane. Lgim ha scelto di quotare la versione dell’Etf a distribuzione semestrale dei proventi, per gli amanti dei cedoloni, mentre il costo annuo è dello 0,39%. (riproduzione semestrale)